Dopo il palazzo, Spin Time occupa la strada
- Postato il 24 agosto 2026
- Italia
- Di Libero Quotidiano
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Dopo il palazzo, Spin Time occupa la strada
A via di Santa Croce in Gerusalemme, davanti al palazzo ormai ex Spin Time, tende e tendoni dovrebbero scomparire nel giro di pochi giorni. Tutte le 400 persone che dopo l’incendio del 29 luglio erano state sgomberate per poi trasferirsi in strada, infatti, hanno trovato una sistemazione ancorché temporanea - in strutture convenzionate con la Protezione civile. Adesso, però, i registi dell’occupazione del palazzo ex Inpdap, nel quartiere Esquilino di Roma, non ci stanno a disperdere l’esperienza di tutti questi anni. E forti del sostegno ricevuto da sinistra, vip e mondo dello spettacolo, puntano a installare sette dehors all’aperto, con tanto di pedana, per continuare a far capire - sia alla proprietà dell’immobile, sia al Campidoglio - che loro nonostante non dimorino più lì a mollare la presa non ci pensano proprio. La motivazione ufficiale per l’allestimento delle strutture - iter che tuttavia necessita di alcuni passaggi burocratici sia con il Comune di Roma, sia con la questura - è duplice. Primo: continuare a stabilire una connessione con il quartiere nel quale il popolo dello Spin Time ha vissuto dall’ottobre del 2013. Secondo: mantenere l’attivazione dei servizi che fino al giorno dello sgombero causa incendio erano operativi nei dieci piani e nei 21mila metri quadrati del palazzo.
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Ovvero gli spazi di co-working, gli sportelli di Cgil e Action e il doposcuola per i bambini. Da qui la proposta di occupare non più la strada, ma gli stalli destinati ai parcheggi davanti all’immobile. E non con semplici gazebo, informa l’edizione romana del Corriere della sera, ma con dehors «in grado di resistere alle intemperie». Queste le motivazioni ufficiali. Perché poi ci sono quelle, diciamo, più politiche. Che si possono sintetizzare in una parola: marcatura. Mantenendo una presenza fissa davanti all’immobile che finora InvestireSgr si è rifiutato di cedere al Comune, gli attivisti di Spin Time puntano a fare pressione sia sulla proprietà, sia sul Campidoglio. Come a dire: va bene la sistemazione (provvisoria), ma il nostro obiettivo resta tornare nel palazzo. Anche spingendo il Comune ad azionare la leva, come suggerito dal loro ufficio legale, «dell’esproprio d’urgenza». I dehors, dunque, sarebbero un modo - insieme alla due giorni di mobilitazione che il 19 e il 20 settembre culminerà nel corteo che da via di Santa Croce in Gerusalemme si concluderà sotto la sede di InvestireSgr - per tenere alta la pressione.
Il centrodestra, però, ha fiutato l’aria e avvisa Roberto Gualtieri. «Mi auguro che il sindaco e la sua giunta non pensino di premiare, ancora una volta, chi ha scelto l’illegalità come metodo. Sarebbe uno schiaffo ai romani, a quelli che pagano Tari, Imu e seguono le regole», dice Paolo Trancassini, deputato di Fratelli d’Italia e coordinatore regionale. «Ora da Spin Time chiedono di poter continuare le loro attività abusive sotto installazioni provvisorie, i tanto vituperati dehors», ironizza Simonetta Matone, deputata della Lega.
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