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DoorDash fece una megadonazione anti-Mamdani di 1,4 milioni di dollari

  • Postato il 26 settembre 2026
  • Estero
  • Di Agi.it
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  • 3 min di lettura
In sintesi

DoorDash ha versato 1,4 milioni di dollari durante la campagna sindacale di New York del 2025, destinando i fondi al principale avversario politico di Zohran Mamdani. La mossa della piattaforma di food delivery emerge dopo una maxi-multa di 131,5 milioni di euro per lo sfruttamento dei rider. La donazione attraverso un super PAC rappresentò il contributo più significativo della competizione elettorale, generando polemiche sulla trasparenza del finanziamento politico.

Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.

DoorDash fece una megadonazione anti-Mamdani di 1,4 milioni di dollari
DoorDash fece una megadonazione anti-Mamdani di 1,4 milioni di dollari

AGI - Durante la campagna elettorale per la corsa a sindaco di New York dell'anno scorso, l'azienda di food delivery DoorDash, la stessa azienda che è stata costretta qualche giorno fa a sborsare 131,5 milioni di euro perché sottopagava i suoi rider, aveva donato circa 1,4 milioni di dollari al principale concorrente di Zohran Mamdani. Lo riporta il sito newyorchese The Intercept.

All'epoca, i contributi di DoorDash alla campagna elettorale in vista delle elezioni per la carica di sindaco del 2025 furono considerati insolitamente ingenti, sottolinea il giornale on line: una singola donazione di oltre un milione di dollari a un super PAC (Political Action Committee, è un comitato privato negli Usa raccoglie e spende fondi per influenzare le elezioni o i voti politici), che all'epoca rappresentava la donazione più cospicua della corsa elettorale, suscitò critiche da parte degli altri candidati. Durante quella campagna elettorale, DoorDash ha speso circa 1,4 milioni di dollari contro Mamdani e a favore dell'ex governatore di New York Andrew Cuomo.

DoorDash e il super PAC Fix the City

L'azienda è stata uno dei principali finanziatori del gruppo che ha speso di più in quelle elezioni, un super PAC fortemente anti-Mamdani chiamato Fix the City. Durante la campagna elettorale, Mamdani aveva promesso di regolamentare le app di consegna a domicilio e di garantire maggiori tutele ai fattorini, proposte che gli avevano procurato il sostegno delle associazioni di categoria. All'epoca, le ingenti spese di DoorDash suscitarono perplessità. Ora, l'azienda deve pagare ai suoi dipendenti circa 100 volte la somma spesa per tentare di influenzare le elezioni, a causa di un'amministrazione comunale che si è rifiutata di ignorare le preoccupazioni relative alla condotta dell'azienda", scrive The Intercept. DoorDash verserà quasi 115 milioni di dollari di risarcimento a circa 264.000 lavoratori, con un pagamento medio di circa 48 dollari a persona. L’azienda ha inoltre accettato una sanzione civile di 16,7 milioni di dollari.

Nuovi controlli sui pagamenti dei rider

La società ha accettato inoltre di sottoporsi a un nuovo sistema di monitoraggio per garantire il rispetto delle leggi sulla retribuzione dei rider. In una dichiarazione, DoorDash ha ammesso gli errori e ha affermato: "In poche parole, abbiamo sbagliato".

Le scuse dell’azienda

"Sebbene questi errori non siano stati intenzionali, ciò non li rende accettabili. Noi di DoorDash siamo orgogliosi della nostra eccellenza operativa, e questo non è stato né eccellente né accettabile. I fattorini di DoorDash devono essere pagati per intero, puntualmente e sempre. Ci scusiamo con i fattorini che abbiamo deluso", ha dichiarato l'azienda giustificandosi dicendo che molti degli errori di pagamento sono stati causati da "problemi tecnici o si sono verificati in situazioni complesse", come consegne al di fuori dei confini cittadini, con più punti di ritiro o consegna o che includevano consegne annullate o parzialmente completate.

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Autore
Agi.it

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