Donna trovata impiccata, lo strano incendio e i dubbi degli investigatori su una scena “alterata”
- Postato il 27 agosto 2026
- Cronaca Nera
- Di Il Fatto Quotidiano
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C’è un incendio all’ingresso di casa, il corpo di una donna senza vita, morta impiccata in camera da letto e una serie di circostanze che, per gli investigatori, devono ancora trovare una spiegazione. È su questi elementi che si concentrano le indagini sulla morte di Noemi Impellizzeri, 34 anni, trovata senza vita il 23 agosto in casa alla periferia di Riposto, nel Catanese. L’ipotesi iniziale del suicidio non è stata archiviata e, soprattutto, la Procura di Catania non esclude che la scena possa essere stata costruita per nascondere un femminicidio. L’ennesimo di questo mese di agosto che ha visto donne strangolate, accoltellate o uccise a colpi di pietra.
Il punto più difficile da chiarire è proprio l’incendio. Le fiamme hanno interessato soprattutto il vano d’ingresso della casa e solo lambito il corpo della donna. Perché una persona intenzionata a togliersi la vita avrebbe dovuto appiccare il fuoco all’ingresso e poi raggiungere la camera da letto? È una delle domande alle quali carabinieri e magistrati stanno cercando una risposta. Durante i sopralluoghi i vigili del fuoco avrebbero inoltre recuperato del solvente per le unghie, che potrebbe essere stato utilizzato per provocare l’incendio.
Noemi, che aveva alle spalle un matrimonio e tre figli ancora piccoli, non ha lasciato alcun messaggio. La sua famiglia non crede al suicidio. “Non si è suicidata, non aveva alcuna ragione per farlo, ha detto la sorella Valentina. I familiari, assistiti dagli avvocati Valeria Raciti e Francesco Strano, sostengono inoltre che gli esami svolti dal loro consulente medico-legale avrebbe evidenziato elementi tali da mettere in dubbio l’ipotesi dell’impiccagione volontaria.
Tra gli aspetti ancora da chiarire c’è anche la ricostruzione fornita dal nuovo compagno della donna. Secondo quanto riportato da La Sicilia, sarebbe stato lui a scoprire per primo il corpo. Invece di chiamare immediatamente il 112, però, sarebbe andato nel bar del fratello di Noemi per raccontargli quanto aveva visto. I due sarebbero poi tornati verso l’abitazione, dove nel frattempo erano già intervenuti i vigili del fuoco. L’uomo è stato interrogato e la sua posizione resta sotto esame, ma al momento non risulta indagato.
A questo si aggiungono le verifiche sulle chat tra Noemi e il compagno e sulle immagini delle telecamere della zona. Ma sarà soprattutto l’autopsia, eseguita all’istituto di Medicina legale del Policlinico di Catania, a poter fornire indicazioni decisive. Uno degli elementi più importanti sarà la ricerca di eventuali tracce di fumo nei polmoni. Se non dovessero essere presenti, potrebbe prendere consistenza l’ipotesi che Noemi fosse già morta quando è stata impiccata e che l’incendio sia stato appiccato successivamente per alterare la scena.
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