Donazione all’Accademia di Brera dell’Album di Giuseppe Vallardi con 380 disegni di Giuseppe Bossi e Andrea Appiani
- Postato il 28 maggio 2026
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- Di Libero Quotidiano
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Donazione all’Accademia di Brera dell’Album di Giuseppe Vallardi con 380 disegni di Giuseppe Bossi e Andrea Appiani
Nell’ambito delle celebrazioni per il 250° anniversario della sua fondazione, l’Accademia di Belle Arti di Brera annuncia una prestigiosa donazione che va ad arricchire l’importante corpus di opere neoclassiche già custodito dall’istituzione.
Si tratta dell’Album di Giuseppe Vallardi, una preziosa raccolta di 380 disegni di Giuseppe Bossi e Andrea Appiani che integra e completa l’eccezionale patrimonio storico del Palazzo Braidense.
La donazione è avvenuta attraverso la Fondazione Equita, che sostiene da sempre l’Accademia di Belle Arti di Brera, grazie a un gruppo di donatori che si sono uniti per evitare il rischio della dispersione di questo importante volume che fa parte del patrimonio artistico milanese.
L’Album è una fondamentale testimonianza dell’opera di Giuseppe Bossi (Busto Arsizio, 1777 – Milano, 1815), pittore e intellettuale tra i più significativi del Neoclassicismo lombardo. La raccolta è composta da 380 disegni di formato differente, di cui tre ricondotti ad Andrea Appiani (Milano, 1754 – 1817), e misura cm 56,5x73x7,5 ca.
La composizione di questo Album, dove è raccolto uno straordinario insieme di disegni autografi di Bossi, si deve al celebre editore, tipografo e libraio Giuseppe Vallardi (Milano, 1784 – 1861), che si distinse anche per essere stato uno dei più importanti collezionisti di disegni del suo tempo. Vallardi, montando insieme nelle singole pagine dell’Album disegni affini tra loro per tecnica o per i soggetti rappresentati, aveva inteso restituire un’idea dell’officina del grande pittore, esaltandone tanto la forza inventiva quanto la profonda erudizione.
I disegni rivelano la prodigiosa padronanza di Bossi dei materiali e delle tecniche più diverse, dalla matita alla penna, dalla biacca alla sanguigna. Accanto a schizzi più veloci e sommari, dove studia prevalentemente le figure e i loro movimenti, si alternano disegni più complessi come quelli bellissimi di una donna in abiti contemporanei seduta ad una tavola, del gruppo davanti alla sagoma di una Sfinge, di un gruppo di figure in abiti contemporanei sorprese mentre dormono, due nudi che suonano una chitarra, o vari soggetti di carattere sacro. Le fonti principali a cui Bossi si è ispirato sono i grandi maestri dell’antico – Michelangelo, Raffaello, Leonardo – e i disegni ne rivelano al tempo stesso la profonda erudizione dell’autore.
Particolarmente significativi sono i fogli preparatori al grande cartone di ispirazione michelangiolesca con la Deposizione di Cristo conservato nella cappella della Villa di Francesco Melzi, grande committente dell’artista, a Bellagio (foglio 19, nn. 59, 62). Una serie, dove compaiono la figura nuda di Napoleone e quelle allegoriche della Fortuna e dell’Italia, rappresenta una testimonianza straordinaria dell’ideazione del monumentale dipinto della Riconoscenza della Repubblica Italiana a Napoleone (1802), conservato presso l’Accademia di Belle Arti di Brera (fogli 27-28, nn. 109, 110, 111). Altrettanto significativo il bellissimo foglio acquarellato che risulta preparatorio ad una delle più significative invenzioni di Bossi: lo straordinario disegno rifinito come un cartone con l’Apoteosi di Bodoni realizzato nel 1800 per celebrare la fama del grande tipografo e conservato alla biblioteca Palatina di Parma (foglio 110, n. 390).
Tre fogli dell’Album, inizialmente ritenuti di Bossi da Vallardi, sono stati ricondotti ad Andrea Appiani: una figura di nudo (foglio 70, n. 263); un disegno con le tre Parche riferibile a una delle composizioni allegoriche nei monocromi dei Fasti di Napoleone nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale (foglio 100, n. 377); della figura allegorica della Fortezza in una delle quattro lunette affrescate nella Sala del Trono a Palazzo Reale (foglio 106, n. 386).
“Ai 500 disegni già presenti nelle Raccolte storiche dell’Accademia, custoditi nei diversi album di Bossi, si aggiungono questi 380 disegni dell’album Vallardi, che tornano così a ricongiungersi con quelli dell'album gemello tutto dedicato ad Appiani” dichiara la Prof.ssa Anna Mariani, Vicedirettore dell'Accademia di Belle Arti di Brera e Responsabile del Patrimonio.
"Accogliere a Brera questo importante corpus di 380 disegni di due grandi maestri del Neoclassicismo come Bossi e Appiani, proprio nell’anno in cui l’Accademia celebra il suo 250° anniversario, mi emoziona molto e mi rende felice – dichiara Marco Galateri di Genola, Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Brera - Questo album del tutto sconosciuto non solo arricchisce il nostro ricco patrimonio storico ma è un gesto di quel mecenatismo silenzioso ma consapevole che onora la storia Braidense e che consegna alle future generazioni di studenti e studiosi una fonte inesauribile di ispirazione e ricerca”.
L’Album proviene dalla collezione privata ‘Venzaghi’ (come indicato nell’iscrizione sul frontespizio: “GIUSEPPE BOSSI / MILANESE / Questi disegni da lui eseguiti / a testimonio / dell’alta erudizione e filosofia / nell’arte in cui fu maestro / e a grata riconoscenza / GIUSEPPE VALLARDI / raccolse / l’anno MDCCCXXI”).
All’Accademia milanese erano già pervenute in precedenza importanti opere connesse a Bossi: nel 1820 una raccolta di 344 disegni di Andrea Appiani, per donazione di Enrico Cernuschi, e nel 1882, grazie al lascito di Giberto Borromeo Arese, una collezione di ben 612 disegni di Appiani, Bossi e altri autori del periodo neoclassico.
La donazione si inserisce nel quadro delle celebrazioni per il 250° anniversario della fondazione dell’Accademia di Belle Arti di Brera (1776–2026). Questo ricchissimo Album rappresenta una significativa testimonianza del metodo di Bossi che poneva il disegno al centro della creazione artistica, e costituisce un arricchimento di straordinario valore per le collezioni dell’istituzione.
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