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Docuserie su Gratteri, risolto il giallo: spunta la diffida di un collaboratore di giustizia

  • Postato il 13 giugno 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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Docuserie su Gratteri, risolto il giallo: spunta la diffida di un collaboratore di giustizia

Il Quotidiano del Sud
Docuserie su Gratteri, risolto il giallo: spunta la diffida di un collaboratore di giustizia

Il giallo sulla rimozione della docuserie su Gratteri da Disney+ ha la sua risoluzione, alla base di tutto c’è una diffida di un collaboratore di giustizia


A distanza di due settimane dall’avvenuta sospensione, senza nessuna spiegazione ufficiale, da parte di Disney+ della docuserie World Wide Mafia – ‘Ndrangheta sulla vita e la carriera di Nicola Gratteri arriva la verità che risolve il giallo.

Alla base di tutto, infatti, ci sarebbe una diffida inviata a Disney+ da un collaboratore di giustizia, Emanuele Mancuso, assistito dal suo avvocato Antonia Nicolini, con cui il collaboratore di giustizia ha lamentato una possibile violazione dei margini di protezione della sua identità protetta. Nelle puntate pubblicate online e poi rimosse, infatti, Mancuso sarebbe stato offuscato ma in modo, secondo la tesi dello stesso Mancuso e del suo legale, non sufficiente a garantire la non riconoscibilità. Da qui è scattata la diffida a Disney+ per garantire la sua sicurezza e non riconoscibilità in località protetta.

A dare per primi la notizia sono stati i giornalisti de La Stampa, notizia poi, comunque, confermata dallo stesso legale di Mancuso. Antonia Nicolini, contattata dal QuotidianodelSud.it, ha infatti poi confermato spiegando di aver scritto a Disney+ in più occasioni a fine maggio e poi ancora a giugno chiedendo la rimozione.

“Il punto – ha spiegato Nicolini – è che è stata revocata la liberatoria”. Senza contare poi che “a monte c’era la Commissione Centrale che autorizzava l’intervista solo ed esclusivamente se venivano garantite le condizioni di sicurezza. Quando è stata fatta l’intervista, all’epoca si fece a Milano in una questura, mi pare, c’ero io lì presente. Preciso che Mancuso non ha preso un euro, ok, perché sta passando tutta questione di soldi”. La legale rimarca anche che “No, allora, all’epoca non si è preso un euro, non c’è interesse Perché non è stata, “non c’è nessuna causa di risarcimento danni. Quando siamo andati per fare quest’intervista, giusto per dare una collocazione temporale, era nel 2021”. In quella circostanza l’avvocatessa Nicolini aveva sollevato il problema ma la risposta era stata “non ti preoccupare, che sarà tutto al buio, tutto al buio, una stanza al buio e non si riconoscerà. Vabbè. Ci fidiamo”.

L’avvocato mette in luce come l’accordo presupponesse, quindi, tutte le precauzioni per renderlo irriconoscibile. Ma evidentemente quanto attuato nella fase finale del montaggio non ha rispettato le garanzie richieste. Malgrado, spiega il legale, sia stato esplicitamente specificato di modificare la voce per renderla irriconoscibile, la voce è rimasta quella originale il che comprometterebbe la sua nuova identità definitiva.

L’avvocatessa Nicolini ha inoltre precisato che “le nostre lamentele informali sono iniziate il 21 maggio. Dal 21 fino al 29 non hanno fatto niente. Il 29 abbiamo mandato la prima diffida formale. Dal 29 hanno risposto l’1 e il 2 giugno a dicendo che hanno ragione. Il 3 giugno abbiamo mandato la revoca della liberatoria, il 4 l’hanno dovuta sospendere per forza”. E adesso? “E niente, adesso non so come funziona. Avevamo chiesto di oscurare tutto, modificare la voce e poi mandarla al collaboratore e me, per vedere se va bene. Mi hanno detto che è molto costoso. Dopo l’ultima lettera ci ha chiamato l’avvocato della ABC Movie dicendomi di trovare l’accordo”. Al termine di uno scambio di vedute sarebbe arrivata la garanzia di un oscuramento analogo a quello effettuato per Luigi Mancuso che appare nella docuserie ma con volto oscurato. Da quel momento però l’avvocatessa Nicolini e il suo assistito Emanuele Mancuso non hanno ricevuto più notizie. Nicolini poi specifica che “ci ha dato fastidio il fatto che non hanno dato loro la motivazione”.

Sull’argomento negli scorsi Nicola Gratteri era stato intervista da Lilly Gruber, giornalista ma anche moglie di Jacques Charmelot il regista della docuserie. La conduttrice volto noto di La7 chiese a Gratteri proprio notizie sulla scomparsa della docuserie nonostante un grandissimo successo di pubblico. Gratteri in quella sede rispose con poche parole ma molto chiare. “Questo documentario che abbiamo fatto, intanto li ho fatti gratuitamente e questo la gente è bene che lo sappia perché qualcuno sui social insinua che io mi paghi, io vado dappertutto gratis e questo lo sanno tutti. Ho preso giorni di ferie per fare il documentario. Io non l’ho visto perché non sono abbonato a nessuna piattaforma. Mi dicono tutti che è bello, bellissimo, appena uscito è stato il secondo più visto e dal secondo giorno al quattordicesimo è stato il più visto, quindi vuol dire che era qualcosa di bello e di gradito. Ad un certo punto sul mio telefonino arrivano decine di messaggi, tutti mi chiedono perché è sparita. Non lo so. Nessuno me l’ha detto. Io non ho mai avuto rapporti né con la Disney ne con l’altra casa cinematografica italiana. Io ho rapporti di stima e di affetto solo con Jacques altri non conosco”. Ad ogni modo “è bene che lo spieghino all’opinione pubblica, so che centinaia di famiglie hanno fatto l’abbonamento su Disney per vedersi queste quattro puntate e quindi la gente va e non trova”. Ecco, a questo punto il giallo è svelato, c’è solo da capire se e quando effettivamente Disney+ e Abc Movie oscureranno il volto di Emanuele Mancuso con le modalità richieste dall’interessato e dal suo avvocato Antonia Nicolini per consentire, così, la ripubblicazione dell’intero documentario.

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