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Un presunto sistema di corruzione negli uffici anagrafici di Napoli, con pratiche vendute in cambio di denaro e, in alcuni casi, di prestazioni sessuali, è al centro di un’inchiesta della Procura partenopea che coinvolge 119 indagati tra ex dipendenti comunali, intermediari e beneficiari. Gli episodi riguardano la Seconda e la Terza Municipalità, con sedi in piazza Dante e via Lieti a Capodimonte, dove sarebbero stati rilasciati documenti come carte d’identità e certificati di residenza in modo illecito.
Secondo gli investigatori, il sistema sarebbe stato gestito da due ex impiegati, di 66 e 68 anni, insieme a un intermediario straniero che reclutava connazionali bisognosi di documenti, incassando tra 100 e 500 euro per pratica. In almeno quattro casi, tra giugno e novembre 2021, uno dei dipendenti avrebbe ottenuto prestazioni sessuali in cambio di favori. Coinvolti anche altri ex funzionari e un ex consigliere municipale.
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