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"Djokovic adesso non ce la fa più", Bautista Agut studia la crisi e spiega cos'è accaduto a Nole allo US Open

  • Postato il 11 settembre 2026
  • Di Virgilio.it
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"Djokovic adesso non ce la fa più", Bautista Agut studia la crisi e spiega cos'è accaduto a Nole allo US Open

Cos’è successo a Novak Djokovic allo US Open e più in generale in questa ultima fase della carriera? E soprattutto, cosa succederà nel futuro di Nole? Gli indizi sembrano prefigurare un ritiro, o comunque un ulteriore diradamento delle apparizioni agonistiche del fuoriclasse serbo, che potrebbe porre il torneo tennistico di Los Angeles 2028 come ultimo obiettivo della sua straordinaria parabola sportiva. Per Roberto Bautista Agut, ex campione spagnolo che ha deciso di chiudere con lo sport agonistico dopo la sconfitta al primo turno nel recente torneo di Wimbledon, lo scenario è piuttosto chiaro.

La crisi di Djokovic allo US Open vista da Bautista Agut

Lo spagnolo, che ha 38 anni e in carriera si è spinto fino alla posizione numero 9 della classifica ATP, sa cosa sta passando Djokovic. Perché l’ha vissuto egli stesso sulla sua pelle e non troppo tempo fa. Ai microfoni di Radio Nacional, Bautista Agut ha parlato di quello che è accaduto a Djokovic nel match contro Navone vestendo letteralmente i panni di Novak: “Credo che la mente inizi a vacillare quando fisicamente si percepisce che il proprio corpo non risponde più allo stesso modo. Quando ho iniziato a sentire il mio corpo in modo diverso, mi sono sorti i dubbi. Questi dubbi influenzano anche il tennis. C’è quella differenza tra vincere tre o quattro punti in più o tre o quattro punti in meno che può incidere sul risultato finale”.

Il pianto di Nole contro Navone e i mille dubbi sul futuro

Secondo Bautista Agut, Djokovic ha provato proprio queste sensazioni in occasione della crisi di pianto vissuta allo US Open. È lì, probabilmente, che ha iniziato a rendersi davvero conto che il suo sogno sta per concludersi. “Ho la sensazione che Novak stia attraversando qualcosa del genere. Ultimamente sembra più vulnerabile a livello fisico e penso che i dubbi lo stiano influenzando in campo anche nell’espressione del suo tennis. Lo US Open è un torneo molto impegnativo, se non il più impegnativo in assoluto. L’umidità è altissima, potrei mostrarvi una foto di Novak Djokovic di 15 anni fa che è praticamente identica a oggi”.

Djokovic si ritira? La spietata sensazione dello spagnolo

La differenza tra il 2011 e il 2026 è drammaticamente semplice. “Quello che succede è che prima si riprendeva, superava quei momenti, vinceva la partita e il giorno dopo stava meglio. Adesso non ce la fa più a superare queste situazioni, o almeno fa molta fatica. Ma è logico, è normale a 38 o a 39 anni. Il corpo non recupera più allo stesso modo, non importa quanto ci si prepari”. Sul possibile addio: “Lasciare è davvero difficile, ognuno vorrebbe lasciare nella miglior maniera possibile, ma si tratta di qualcosa di nuovo e che non hai mai vissuto prima. Organizzare un addio perfetto è estremamente complicato, soprattutto quando sei ancora al vertice e vinci tante partite. Dire addio al tennis non è mai facile” .

Autore
Virgilio.it

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