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Divago, dal 24 al 27 settembre un festival indipendente e gratuito per rianimare via del Campo

  • Postato il 21 settembre 2026
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  • Di Genova24
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Divago, dal 24 al 27 settembre un festival indipendente e gratuito per rianimare via del Campo

Genova. Dal 24 al 27 settembre torna Divago Festival, progetto dell’associazione Wanda, a cura di Mixta, con il patrocinio dell’Accademia Ligustica di Belle Arti e di Fondazione Italia Patria della Bellezza. Giunto alla sua quarta edizione, Divago lavora dal 2019 nell’antico ghetto ebraico intorno a Via del Campo, mettendo in relazione arte contemporanea, spazio pubblico e comunità.

Il festival nasce da una realtà indipendente e da un lavoro in larga parte autoprodotto. La scelta è quella di lavorare dentro le contraddizioni del centro storico, costruendo occasioni in cui cittadini, artisti, associazioni e realtà culturali possano incontrarsi grazie al forte impatto sociale dei linguaggi artistici. In un quartiere segnato da una storia complessa di marginalità e convivenza, raccontato da Fabrizio De André e attraversato dall’attività sociale di Don Andrea Gallo, Divago prova così a porre una domanda molto concreta: che cosa significa oggi abitare insieme uno spazio urbano?

Per questo il festival comincia da molto prima, con un lavoro prolungato nel quartiere. Da febbraio gli artisti Gaia Michela Russo e Vitalii Fedotov hanno lavorato nel quartiere incontrando abitanti, bambini, associazioni e comitati locali. Le opere presentate durante Divago sono infatti il risultato di questo percorso.

Con “Buonanotte Via del Campo”, Gaia Michela Russo porta nello spazio pubblico un gesto normalmente intimo e domestico. Ogni sera al tramonto una composizione sonora costruita attraverso le registrazioni realizzate con donne e bambini incontrati durante la residenza attraverserà Via del Campo. L’installazione raccoglierà inoltre lenzuola, cuscini e coperte portati dai cittadini, successivamente donati alle associazioni del quartiere.

Vitalii Fedotov, con “Questo lavoro va fatto insieme”, costruisce invece un dispositivo aperto e modificabile attraverso il contributo delle comunità. Elementi realizzati nei laboratori partecipativi e materiali di recupero formano strutture mobili, pensate come punti di sosta, incontro e aggregazione: un’infrastruttura volutamente precaria che riflette anche sulla fragilità delle connessioni sociali presenti nel quartiere.

Questa dimensione attraversa tutto il programma. Giovedì 24 settembre il festival si apre con la mostra “piccola notte” presso SMACC, il laboratorio “Infrastruttura delle relazioni” in Piazza Don Andrea Gallo e la prima attivazione di “Buonanotte Via del Campo”. Venerdì 25, accanto ai laboratori dedicati ai bambini, è indetta l’assemblea pubblica “Uno spazio culturale nel centro della città”, momento di confronto sul rapporto tra cultura, comunità e possibilità di utilizzo degli spazi urbani.

Sabato e domenica il programma prosegue tra laboratori nello spazio pubblico, installazioni e il bookshop transitorio curato da DITO Publishing presso Florida, in Piazzetta Fregoso, accompagnato da momenti musicali. I laboratori di Fedotov invitano in particolare i partecipanti ad attraversare, sostare e osservare diversamente gli spazi urbani del quartiere, facendo dell’incontro con l’altro una pratica concreta di esplorazione della città.

“Divago rivendica così una dimensione piccola, indipendente e profondamente territoriale. Invece di portare semplicemente un pubblico nel quartiere, prova a costruire il festival con il quartiere, facendo della cultura uno strumento per creare occasioni di presenza, relazione e uso collettivo dello spazio. Per quattro giorni la proposta è semplice: incontrarsi, attraversare le strade, fermarsi, discutere e stare insieme. Perché uno spazio pubblico rimane davvero pubblico soltanto finché qualcuno continua ad abitarlo”, spiegano gli organizzatori.

Autore
Genova24

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