Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

Dinastia Ming: anestesia al veleno

  • Postato il 31 maggio 2026
  • Di Focus.it
  • 0 Visualizzazioni
  • 3 min di lettura
Dinastia Ming: anestesia al veleno
Le tracce rossastre incrostate su antichi strumenti chirurgici, che risalgono a sei secoli fa, testimoniano che i medici di epoca Ming erano in grado di operare i pazienti senza dolore, con una rudimentale forma di anestesia. Un team di archeologi della Northwest University in Cina, guidati da Zhao Congcang, analizzando un paio di forbici e delle pinzette di ferro, ha individuato la prova chimica dell'uso di anestetici nell'antichità. La ricerca è stata pubblicata su Antiquity. Gli strumenti analizzati provengono dalla tomba di Xia Quan (vissuto tra il 1348 e il 1411),  un funzionario della dinastia Ming (1368–1644), la cui sepoltura era stata scoperta nel 1974 nella città di Jiangyin, a circa 150 chilometri da Shanghai, in Cina. Gli oggetti oggi si trovano nel Museo di Jiangyin, ma per cinquant'anni sono rimasti ricoperti dalla ruggine.. Il segreto è nel veleno: l'aconitina La sostanza individuata è aconitina, un composto neurotossico estremamente potente e letale, derivato dalle piante di Aconitum (noto comunemente come aconito o "strozzalupo"). La presenza di questo potentissimo veleno sui ferri del chirurgo dimostra un livello di conoscenza farmacologica molto avanzato per l'epoca.. «Grazie alla spettroscopia micro-Raman, una tecnica non invasiva che impiega un raggio laser per far "rimbalzare" i fotoni e mappare l'impronta strutturale delle molecole, siamo riusciti a individuare tracce di anestetico, lasciate sulla punta degli strumenti sei secoli fa, da un chirurgo della dinastia Ming», spiega Zhao. «È la prima volta che troviamo tracce chimiche di anestetici su antichi strumenti chirurgici, dimostrando che i nostri antenati sapevano già come alleviare il dolore dei pazienti usando derivati da piante tossiche, potenzialmente letali».. Una pianta killer trasformata in farmaco L'aconito è una delle piante più velenose al mondo, capace di provocare arresti cardiaci o blocchi respiratori fulminei se ingerita. Ma come facevano i medici della dinastia Ming a usare un veleno così letale sulla pelle aperta di un paziente senza ucciderlo? La medicina tradizionale asiatica ne conosceva da tempo le potenti proprietà analgesiche: infatti i medici applicavano rigidi e complessi protocolli per mitigare le proprietà della pianta prima di somministrarla. Tra le tecniche documentate negli antichi testi c'erano il trattamento della tossina con l'urina di bambini piccoli, la bollitura nell'aceto o l'immersione in un decotto di fagioli neri. Una volta ridotta la tossicità, la polvere di aconitina, un alcaloide altamente tossico, veniva applicata localmente sulla pelle del paziente per indurre effetto di intorpidimento, prima di iniziare un'operazione chirurgica.. Tecnologia laser I ricercatori hanno dovuto superare un problema non indifferente: le rigide normative del museo vietavano lo spostamento dei reperti. Il team guidato da Zhao ha quindi impiegato uno strumento portatile basato sulla microscopia a imaging Raman stimolato (SRS), una tecnica ottica d'avanguardia che permette di identificare con precisione assoluta la composizione molecolare di campioni microscopici, senza la necessità di spostare il patrimonio archeologico.. Le analisi si sono concentrate sulle fessure più profonde e difficili da pulire, in particolare vicino ai manici delle forbici e delle pinzette, dove i residui organici sono rimasti incastrati e protetti dalle contaminazioni esterne e dai lavaggi successivi per secoli. Le analisi hanno identificato tre minuscole particelle rossastre la cui firma chimica combacia perfettamente con l'aconitina, estratta dall'Aconitum carmichaelii.. I protocolli contro il dolore Questa scoperta trova conferma negli antichi testi della medicina cinese che riportavano ricette anestetiche. I chirurghi Ming possedevano strumenti chirurgici in ferro ed erano in grado di controllare la potenza dei farmaci attraverso dosaggi mirati, applicazioni locali e rigidi protocolli..
Autore
Focus.it

Potrebbero anche piacerti