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Digitale e Ai, in Basilicata servono tecnici

  • Postato il 19 agosto 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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Digitale e Ai, in Basilicata servono tecnici

Il Quotidiano del Sud
Digitale e Ai, in Basilicata servono tecnici

Il report dell’Ufficio Studi di Confartigianato sulle sfide della transizione al digitale e l’uso dell’Ai, le aziende della Basilicata chiedono tecnici ma quasi la metà è introvabile sul mercato


Esperti in competenze digitali avanzate cercansi. È l’appello delle imprese lucane che nel 2025 hanno richiesto 5.750 tecnici con competenze digitali avanzate e intelligenza artificiale, incontrando forti difficoltà a reperirne ben 2.490. Il dato si traduce in un tasso di introvabilità del 43,3%: la percentuale più bassa registrata a livello nazionale.
Questa fotografia emerge chiaramente dall’ultimo rapporto sull’intelligenza artificiale ed economia digitale elaborato dall’Ufficio Studi di Confartigianato.

Lo studio svela un paradosso tutto lucano: la Basilicata si colloca nella parte finale della graduatoria nazionale per volume complessivo di figure specializzate richieste, superando in termini assoluti soltanto realtà territoriali come il Molise e la Valle d’Aosta.
Eppure, nonostante le richieste numeriche siano inferiori rispetto ai grandi motori industriali del Nord, la carenza strutturale di profili pronti a gestire la transizione tecnologica tocca quasi un candidato su due. Le aziende locali stanno accelerando con decisione gli investimenti privati nell’innovazione e nei software di ultima generazione, ma si scontrano quotidianamente con un preoccupante deserto di competenze umane necessarie sul territorio regionale.

La fame di professionisti digitali in Basilicata non riguarda soltanto lo sviluppo degli algoritmi predittivi, ma l’intero ecosistema dell’industria 4.0. Le imprese cercano disperatamente esperti in cloud computing, Industrial Internet of Things, data analytics, big data, blockchain e realtà virtuale o aumentata.

TRANSIZIONE AL DIGITALE, LA SITUAZIONE NAZIONALE E IN BASILICATA

La propensione a investire cresce progressivamente a livello nazionale, salendo al 73,4% nei servizi e attestandosi al 70,8% nel comparto della manifattura, delle utilities e delle costruzioni.
Tuttavia, ben il 58,6% delle imprese italiane indica la drammatica mancanza di personale qualificato come il principale ostacolo all’utilizzo pratico dell’intelligenza artificiale. A questo severo blocco si sommano poi la carenza di chiarezza legislativa (47,3%), l’indisponibilità o scarsa qualità dei dati (45,2%), le preoccupazioni per privacy e protezione dei dati (43,2%), i costi considerati troppo elevati (43%) e le complesse considerazioni etiche (25,7%).

Il rischio concreto per il territorio lucano è una progressiva perdita di competitività del sistema economico. Senza guide tecniche, le risorse rischiano di trasformarsi in investimenti a vuoto. Sulla complessa questione è intervenuto direttamente il presidente nazionale di Confartigianato, Marco Granelli, definendo i passaggi urgenti per superare l’attuale impasse: «L’intelligenza artificiale può diventare un potente fattore di produttività e competitività, ma per coglierne le opportunità servono persone in grado di governarla. La sfida dell’Ai è quindi innanzitutto una sfida sulle competenze: occorre rafforzare la formazione, il raccordo tra scuola, università, sistema formativo e imprese e garantire anche alle micro e piccole aziende l’accesso alle professionalità necessarie».

Per la Basilicata la vera scommessa strategica è duplice: trattenere le intelligenze locali evitando la storica migrazione verso altre regioni e formare sul posto i profili mancanti. La domanda complessiva di 5.750 specialisti dimostra che il cuore produttivo lucano è sano, dinamico e fortemente orientato al futuro.
Ora spetta alle istituzioni regionali, al mondo dell’università e alle scuole superiori unire le forze per raccogliere il grido d’aiuto lanciato dal mondo artigiano, creando corsi di specializzazione tecnica ad hoc in grado di azzerare quel 43,3% di posti vacanti.
Solo attraverso una sinergia reale il digitale diventerà un’opportunità di sviluppo per la terra lucana.

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