Diffamazione, Bassetti querela il Codacons: “Esercitato il diritto di critica”, disposta archiviazione
- Postato il 7 maggio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Liguria. L’infettivologo genovese Matteo Bassetti è stato sconfitto in tribunale da Codacons e Assourt, associazioni dei consumatori che durante la pandemia inviarono un’istanza a Rai e Mediaset per raccomandare di “evitare le apparizioni televisive di professionisti sanitari sovvenzionati dalle industrie farmaceutiche, onde evitare possibili conflitti di interesse e condizionamenti di pensiero”. Il medico aveva sporto querela per diffamazione, ma il giudice ha dato ragione alle associazioni, secondo quanto riportato dal Codacons.
Secondo Bassetti si trattava di un attacco gravemente lesivo della reputazione professionale, in considerazione del fatto che le affermazioni relative alla percezione di compensi erano totalmente false. Svolte le opportune indagini, in prima istanza il pm aveva chiesto l’archiviazione del procedimento, richiesta contro cui il medico ha presentato opposizione.
La gip del Tribunale di Genova Martina Tosetti, ha confermato non solo la correttezza dell’operato del Codacons, ma anche il flusso di finanziamenti da parte delle case farmaceutiche in favore dell’infettivologo. “Nel caso in esame si reputano indubbiamente sussistenti i parametri per il legittimo esercizio del diritto di critica, secondo il consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità, ovverosia la verità, la pertinenza e la continenza”, si legge nell’ordinanza. E poi: “Nessun dubbio che la parte offesa avesse ricevuto finanziamenti da parte di industrie farmaceutiche: tale dato, a onor del vero, più che apparire lesivo della reputazione di Bassetti, deve essere interpretato come segno di un auspicabile coinvolgimento dei grandi esperti del settore di riferimento nella lotta a una pandemia”.
“Ancora una volta abbiamo dimostrato l’importanza di intervenire su temi che attengono la salute pubblica e la trasparenza in favore dei cittadini – commenta il Codacons – Desta tuttavia grande perplessità che un medico finanziato dalle case farmaceutiche, anziché prendere atto di un fatto inequivocabilmente vero, abbia ritenuto di denunciarci per diffamazione, peggiorando ancora di più una situazione che riteniamo già abbastanza delicata. Ora presenteremo una istanza d’accesso a tutte le reti televisive per sapere se siano stati elargiti compensi ai medici per la loro presenza in tv durante l’emergenza Covid, e soprattutto, per conoscere l’entità gli importi eventualmente richiesti dagli stessi medici”, conclude l’associazione.