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Dietrofront del governo: salta l’abbuffata delle assunzioni nei ministeri

  • Postato il 23 settembre 2026
  • Politica
  • Di Il Fatto Quotidiano
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  • 2 min di lettura
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Dietrofront del governo: salta l’abbuffata delle assunzioni nei ministeri

È durata qualche ora la norma destinata ad aprire le porte della dirigenza pubblica agli staff dei ministri. La norma che avrebbe stabilizzato gli uffici di diretta collaborazione dei ministri, rivelata dal Fatto, mercoledì ha fatto scoppiare un caso nei ministeri e le perplessità sono arrivate fino a Palazzo Chigi con il governo che rischiava l’accusa di “poltronificio” a fine legislatura. Così mercoledì la maggioranza ha deciso di fare marcia indietro: l’emendamento al decreto sulla Pubblica amministrazione che avrebbe consentito di assumere come dirigenti persone che negli ultimi tre anni hanno lavorato negli uffici di diretta collaborazione dei vertici di governo non andrà avanti. Cancellato con un tratto di penna.

La proposta, a prima firma della leghista Silvana Comaroli, era stata inizialmente “segnalata”, cioè inserita dalla maggioranza tra quelle considerate prioritarie nell’esame del decreto. Ma nelle ultime ore il dossier è diventato spinoso. Nei ministeri la norma aveva provocato una vera e propria corsa a capire chi avrebbe potuto beneficiare della nuova corsia e a quali condizioni. Una prospettiva che avrebbe riguardato proprio personale legato agli incarichi fiduciari dei vertici politici e che, a pochi mesi dalla fine della legislatura, rischiava di trasformarsi in un caso politico.

Da qui lo stop. Da Palazzo Chigi sarebbe arrivato il no all’operazione dopo un primo parere favorevole e l’emendamento è destinato a saltare durante l’esame parlamentare del decreto. Niente stabilizzazione, dunque, per gli staff attraverso questa norma.

Resta invece sul tavolo l’altro intervento che riguarda gli uffici di diretta collaborazione: l’emendamento che punta a sottrarre il loro trattamento accessorio al tetto previsto per le amministrazioni pubbliche, aumentando così i margini sulle retribuzioni aggiuntive del personale che lavora al fianco di ministri e sottosegretari.

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Autore
Il Fatto Quotidiano

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