Diesel Euro 4, come controllare la classe ambientale dell’auto
- Postato il 24 aprile 2026
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I diesel Euro 4 continuano a essere in Italia nel mirino delle politiche antismog e in varie aree del Bacino Padano dove sono soggetti a restrizioni strutturali o stagionali. In Emilia-Romagna, per esempio, le limitazioni ordinarie coinvolgono ancora i diesel fino a Euro 4, mentre strumenti come Move-In sono stati estesi proprio ai diesel fino a Euro 4 anche in Emilia-Romagna, Lombardia e Piemonte.
L’anno di immatricolazione può aiutare a orientarsi per capire se il proprio veicolo è un diesel Euro 4, ma non basta mai da solo, perché ci sono modelli immatricolati in anni di transizione che appartengono a classi differenti a seconda dell’omologazione. Le date degli standard Euro fanno riferimento anzitutto alle nuove omologazioni mentre può slittare la prima immatricolazione dei modelli già omologati.
Il primo controllo da fare è sul libretto
Il primo modo per verificare se un’auto è diesel Euro 4 resta la carta di circolazione. Nei documenti il riferimento è la voce V.9, quella che riporta la normativa antinquinamento di omologazione. Nei libretti più vecchi il dato può comparire nel riquadro 2 con specifiche nella parte descrittiva del documento.
A contare sono la direttiva o il regolamento richiamato nella carta di circolazione. Per la classe Euro 4, i riferimenti sono 98/69 CE B, 98/77 CE rif. 98/69 CE B, 1999/96 CE B, 1999/102 CE rif. 98/69 CE B, 2001/1 CE rif. 98/69 CE B, 2001/27 CE B, 2001/100 CE B, 2002/80 CE B e 2003/76 CE B. Il dettaglio decisivo è la presenza della lettera B, quella che fa la differenza tra una lettura corretta e una conclusione sbagliata.
Tradotto in termini pratici, se sulla carta di circolazione compare uno di quei riferimenti con la specifica coerente, il veicolo rientra nella famiglia Euro 4. Se invece compare un regolamento successivo, come quelli collegati alla stagione Euro 5 o Euro 6, allora l’auto appartiene a una classe ambientale diversa, anche se è stata immatricolata in un periodo che induce a pensare il contrario. Il passaggio normativo da Euro 3 a Euro 4 è riconducibile alla direttiva 98/69/EC mentre per Euro 5 e Euro 6 il riferimento di base diventa il Regolamento 715/2007.
Il secondo controllo è online
Chi non ha voglia di decifrare sigle e direttive può usare il servizio online del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti attraverso il Portale dell’Automobilista. In questo caso è sufficiente accedere alla pagina dedicata, selezionare il tipo di veicolo e inserire il numero di targa. Il servizio restituisce la categoria Euro e il relativo dato di CO2 associato al veicolo registrato.
In questo modo si evitano dubbi di interpretazione del linguaggio dell’omologazione, si riduce il margine di errore umano ed è possibile ottenere una conferma rapida anche quando si sta valutando un acquisto usato, si deve entrare in un’area soggetta a blocchi o si vuole capire se il veicolo può aderire a una deroga chilometrica come Move-In.
Cosa significa diesel Euro 4
Sul piano tecnico le auto diesel Euro 4 appartengono alla fase normativa che ha irrigidito i limiti sulle emissioni rispetto alle classi precedenti. Per quanto riguarda i limiti, le auto diesel Euro 4 devono emettere:
- meno di 0,5 grammi di anidride carbonica per chilometro;
- meno di 0,25 grammi di ossidi d’azoto per chilometro;
- meno di 0,025 grammi di particolato per chilometro.
La presenza del filtro antiparticolato non basta da sola a definire la classe Euro del veicolo. In molte auto diesel Euro 4 il filtro è presente, in altre è stato introdotto in modo progressivo e il suo ruolo è stato centrale nella riduzione del particolato. La classe ambientale non si determina però guardando soltanto se il veicolo ha o non ha un FAP bensì leggendo l’omologazione.
È comunque utile avere in testa una cronologia di massima. La fase Euro 3 ed Euro 4 si collega alla direttiva 98/69/EC mentre la fase Euro 5 ed Euro 6 si appoggia al Regolamento 715/2007. In pratica per il mercato auto, Euro 4 si colloca nella fascia che porta alle immatricolazioni di metà anni Duemila prima della stretta successiva su Euro 5 e poi su Euro 6.
Le fasi di applicazione delle norme europee distinguono tra data di approvazione della nuova omologazione e data di immatricolazione obbligatoria per tutti i nuovi veicoli. Di conseguenza usare l’anno solo come segnale orientativo mai come prova definitiva.
Perché oggi questa verifica pesa più di ieri
La verifica se un’auto è diesel Euro 4 conta perché la normativa ambientale non resta ferma e soprattutto perché le limitazioni locali non sono uguali dappertutto. Sul fronte delle deroghe, la logica di Move-In conferma quanto la classe Euro resti decisiva.
In Lombardia il servizio è un’alternativa ai blocchi orari e giornalieri e li sostituisce con una limitazione chilometrica monitorata telematicamente mentre in Emilia-Romagna possono aderire gli autoveicoli diesel fino a Euro 4 compreso. In Piemonte il rinnovo del sistema fino al 2028 include i diesel da Euro 0 a Euro 4.
Un diesel Euro 4 verificato può valere meno sul mercato rispetto a un Euro 5 o a un Euro 6 sia per ragioni anagrafiche e sia perché il potenziale acquirente sa che quel veicolo potrebbe avere un impiego più limitato nei contesti urbani. Prima ancora di parlare di incentivi, blocchi o sostituzione del mezzo, la verifica della classe Euro serve dunque a misurare il grado reale di libertà d’uso dell’auto.
Come si distingue da Euro 5 ed Euro 6
Il salto successivo è quello delle norme Euro 5 ed Euro 6. La differenza va cercata nella stretta su NOx e particolato. Il percorso regolatorio ha portato il limite di NOx dei diesel dai 500 mg/km delle fasi precedenti agli 80 mg/km della stagione Euro 6. Questo aiuta a capire perché un Euro 4, pur essendo stato a suo tempo un passo avanti rispetto a Euro 3, oggi venga considerato una tecnologia superata nelle politiche sulla qualità dell’aria. Le auto classificate Euro 5 sono identificabili attraverso le direttive europee indicate nella carta di circolazione. Tra quelle che regolamentano questa categoria, troviamo:
- Direttiva 2005/55/CE B2;
- Direttiva 2006/51/CE rif. 2005/55/CE B2;
- Direttiva 1999/96/CE fase III;
- Direttiva 2001/27/CE rif. 1999/96;
- Direttiva 2005/78/CE rif. 2005/55 CE;
- Direttiva 2006/81 CE rif. 2005/55 CE;
- Regolamento 715/2007692/2008 (Euro 5 A e Euro 5 B);
- Direttiva 2008/74/CE rif. 2005/55/CE.
Le normative sulle emissioni per le auto immatricolate a partire da settembre 2015 cadono sotto la categoria Euro 6, che è l’evoluzione degli standard ambientali per i veicoli. Le varie sottocategorie di questa normativa, quali Euro 6A, Euro 6B, Euro 6C e Euro 6D-Temp, riflettono il progresso tecnologico e l’impegno verso una mobilità più sostenibile.