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Desert Storm, la Dda chiude il cerchio su 19 narcos del “locale” di ‘ndrangheta di Cirò

  • Postato il 11 ottobre 2026
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Desert Storm, la Dda chiude il cerchio su 19 narcos del “locale” di ‘ndrangheta di Cirò

Il Quotidiano del Sud
Desert Storm, la Dda chiude il cerchio su 19 narcos del “locale” di ‘ndrangheta di Cirò

Conclusa l’inchiesta Desert Storm su una presunta organizzazione dedita al narcotraffico che agiva sotto l’egida del “locale” di Cirò


CIRÒ MARINA – Oltre 200 capi d’accusa per ricostruire l’operatività di un presunto gruppo dedito al narcotraffico radicato a Cirò Marina e operante sotto l’egida della cosca Farao-Marincola. La Dda di Catanzaro (i pm Sarah Cacciaguerra, Stefania Caldarelli e Corrado Cubellotti, con il visto del procuratore Salvatore Curcio) hanno fatto notificare l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a 19 persone coinvolte nell’operazione Desert Storm, condotta dai carabinieri nel febbraio scorso. Le accuse contestate, a vario titolo, sono l’associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, molteplici episodi di spaccio e reati in materia di armi, con l’aggravante del metodo mafioso. Di particolare rilievo le indicazioni fornite dal pentito Gaetano Aloe, figlio di Nicodemo detto Nick, già capo del “locale” di Cirò, ucciso in un agguato nel gennaio 1987. Grazie anche  alle sue rivelazioni gli inquirenti hanno ricostruito il presunto rganigramma del clan.

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I RUOLI NELL’ORGANIZZAZIONE

 L’impianto accusatorio delinea una precisa gerarchia. Nel ruolo di promotori o organizzatori figurano Luca Frustillo (fino al suo arresto nel febbraio 2023) e Basilio Paletta, indicati come esponenti del clan cirotano preposti a sovrintendere alla piazza di spaccio e a imporre il monopolio della droga. La gestione operativa della piazza, sempre per l’accusa, era affidata a Cataldo Cozza, incaricato di rifornire i pusher di cocaina e marijuana, fissare i prezzi di vendita (con un minimo di 30 euro per 0,30 grammi di cocaina), riscuotere i proventi per la “bacinella” comune e dirimere i contrasti. Suo uomo di fiducia era Sante Morrone, con il compito di veicolare le richieste di stupefacente. Gli altri indagati sono considerati partecipi dell’associazione e spacciatori al dettaglio che distribuivano la droga e versavano le quote alla cassa comune.

Gli indagati sono difesi dagli avvocati Luigi Alboccino, Francesco Bastone, Mario Bombardiere, Mara Campagnolo, Luca Cianferoni, Francesco Garofalo, Graziella Maietta, Giuseppe Nicotera, Sergio Rotundo, Francesco Russano, Gianni Russano, Mariano Salerno, Maria Grazia Spataro, Salvatore Staiano.

GLI INDAGATI

  1. Antonio Aloisio (41 anni)
  2. Domenico Pio Aloisio (24)
  3. Giuseppe Anania (47)
  4. Salvatore Arabia (33)
  5. Nicodemo Benevento (32)
  6. Cataldo Cozza (44)
  7. Antony Dell’Aquila (23)
  8. Giuseppe Ferraro (38)
  9. Luca Frustillo (40)
  10. Alessandro Giglio (38)
  11. Carmine Graziano (26)
  12. Domenico Graziano (28)
  13. Mario Morrone (49)
  14. Sante Morrone (44)
  15. Antonio Murano (49)
  16. Basilio Paletta (51)
  17. Gaetano Potenza (34)
  18. Lorenzo Potestio (50)
  19. Francesco Scigliano (52).

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