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Depositi chimici, a un mese dallo stop al dislocamento le Officine Sampierdarenesi: “Troppe questioni aperte”

  • Postato il 30 aprile 2026
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  • Di Genova24
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Depositi chimici, a un mese dallo stop al dislocamento le Officine Sampierdarenesi: “Troppe questioni aperte”

Genova. Riceviamo e pubblichiamo una nota di Barbara Barroero, presidente dell’associazione Officine Sampierdarenesi – Gianfranco Angusti, una delle realtà che più si sono battute, in questi anni, contro l’ipotesi di dislocamento nel porto di Sampierdarena dei depositi chimici di Superba e Carmagnani a Multedo.

A distanza di oltre un mese, la questione dei depositi chimici a Ponte Somalia resta aperta, nonostante la sentenza che ha bocciato la delocalizzazione tramite ATF. Negli ultimi giorni, Repubblica e Shippingitaly hanno dato notizia del ricorso in Cassazione presentato da Superba contro la decisione del Consiglio di Stato. Le medesime testate evidenziano come la vicenda rimanga tuttora aperta sotto due profili fondamentali e dirimenti.

Da un lato, permane l’efficacia del cosiddetto NOF (Nulla Osta di Fattibilità tecnica), rilasciato dal CTR (Comitato tecnico regionale) sul finire del 2023, pur essendo pendenti un ricorso e un’inchiesta della Procura, promossa a mezzo di esposto presentato da Officine Sampierdarenesi – Gianfranco Angusti. Dall’altro, risulta ancora in corso, presso il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, la procedura di Valutazione di impatto ambientale avviata nel gennaio 2024.

Con riguardo al NOF rilasciato dal CTR, gli atti evidenziano che il Gruppo di Lavoro incaricato di esaminare la documentazione tecnica prodotta da Superba aveva rilevato errori nei calcoli, tali da determinare una significativa riduzione del livello di sicurezza atteso per l’impianto. Nonostante tali rilievi, il nulla osta è stato comunque rilasciato.

Successivamente, in sede di audizione presso la Regione, il presidente del CTR stesso ha sostenuto la correttezza dei calcoli presentati dall’azienda, attribuendo invece le incongruenze al Gruppo di Lavoro. Tale versione è stata smentita pubblicamente, su una testata nazionale, da uno dei componenti del Gruppo di Lavoro stesso, in qualità di team leader degli analisti.

Ciò configura una contraddizione oggettiva, logica e documentale che non può essere ricondotta a una mera divergenza interpretativa, ma che investe direttamente il cuore del procedimento tecnico. Gli atti delineano infatti due ricostruzioni tra loro incompatibili, le quali non possono coesistere: o i rilievi tecnici erano fondati e incidevano in modo sostanziale sulla sicurezza, oppure non lo erano.

Alla luce di tali elementi, si ritiene indispensabile che questa contraddizione venga chiarita in modo definitivo attraverso atti formali e verifiche indipendenti. Non è più accettabile che permanga alcuna ambiguità su una questione che incide direttamente sulla sicurezza dei lavoratori e dei cittadini. Si evidenzia inoltre come il NOF costituisca uno dei presupposti su cui si fonda la procedura di Valutazione di impatto ambientale.

Qualora tale atto non poggiasse su basi tecniche solide e incontrovertibili, sussisterebbe il rischio concreto che l’intero procedimento autorizzativo venga portato avanti in assenza delle necessarie garanzie. In presenza di impianti a rischio rilevante, la certezza tecnica rappresenta un requisito imprescindibile.

Per tali ragioni, si rivolge nuovamente un fermo appello alle istituzioni tutte, affinché, anche grazie al clima di nuova e auspicata trasparenza, si attivino con urgenza per disporre tutti gli accertamenti e i chiarimenti necessari, al fine di ristabilire piena chiarezza, legalità e tutela della sicurezza pubblica.

In questo contesto, Officine Sampierdarenesi – Gianfranco Angusti ribadisce la propria posizione, già più volte espressa, e cioè che a fronte dell’assurdità del progetto di delocalizzazione dei depositi chimici a Ponte Somalia, vi è la consapevolezza che i depositi si trovino ancora sotto le case di Multedo, in territorio comunale, e che debbano essere rimossi da lì, senza tuttavia rinunciare a questa tipologia di traffici.

Proprio in questa direzione si colloca il sostegno alla proposta di AdSP di istituire un tavolo tecnico-istituzionale, nella convinzione che una vicenda di tale complessità richieda il coinvolgimento e la responsabilità di tutti i livelli istituzionali competenti, al fine di tenere insieme sicurezza, qualità della vita, occupazione e sviluppo del porto, in un quadro di collaborazione e chiarezza dei ruoli“.

Autore
Genova24

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