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Delmastro, il presidente della Camera Fontana rimanda in procura il dischetto con le chat: la maggioranza non vuole farle leggere

  • Postato il 18 agosto 2026
  • Politica
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Delmastro, il presidente della Camera Fontana rimanda in procura il dischetto con le chat: la maggioranza non vuole farle leggere

Tutto rimandato indietro. Respinto al mittente. Nessuna intenzione di visionare le chat, né di capire perché i magistrati di Roma considerino tanto fondamentali quelle conversazioni. Dopo il voto della giunta per le Autorizzazioni e poi dell’aula di Montecitorio che hanno negato ai pm capitolini le chat tra l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e l’ex prestanome del clan Senese Mauro Caroccia, il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha rimandato in procura il dischetto e la memoria in cui erano inclusi i dialoghi. Conversazioni depositate sia dall’avvocato di Caroccia sia da Delmastro nell’ambito dell’inchiesta sulla Bisteccheria d’Italia (l’ex sottosegretario Fdi non è indagato) che però non sono state né visionate dai componenti della Giunta né potranno essere utilizzate dai pm di Roma per il voto contrario della maggioranza. Il presidente della Camera ha rimandato in procura il materiale – che per una settimana è stato rinchiuso in cassaforte – con una lettera allegata che ne annunciava la trasmissione.

Il voto su Delmastro era inizialmente stato calendarizzato nell’aula della Camera giovedì 30 luglio, ma era stato rimandato proprio per la lettera con cui il procuratore di Roma Francesco Lo Voi aveva inviato il nuovo materiale depositato dall’avvocato di Caroccia. Il presidente della giunte per le Autorizzazioni Devis Dori (Alleanza Verdi e Sinistra) aveva disposto di visionare le chat, ma il presidente della Camera Fontana aveva bloccato tutto chiudendo il dischetto in una cassaforte e sospendendo la lettura dei componenti della giunta fino al voto della giunta del Regolamento e poi della giunta per le Autorizzazioni che si è espressa in senso contrario. Giovedì 6 agosto, poi, la maggioranza al completo aveva negato l’utilizzo delle chat tra Delmastro e Caroccia.

L’importante era evitare che quelle chat venissero diffuse e conosciute. Non a caso, il giorno del voto alla Camera, l’ufficio studi di Fratelli d’Italia aveva distribuito un dossier interno spiegando che esisteva un rischio concreto: che tra i dialoghi tra Delmastro e Carroccia ci fossero conversazioni “personali, politiche e istituzionali del tutto estranee all’indagine” e venissero coinvolte figure terze.

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Autore
Il Fatto Quotidiano

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