Decreto lavoro, Pd e M5s: “Solo propaganda”. Landini: “Si finanziano le imprese non i lavoratori”
- Postato il 29 aprile 2026
- Economia
- Di Blitz
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Siamo vicinissimi al 1 maggio e il Governo, avendo capito dal voto referendario quanto sia urgente il tema del lavoro e dei salari mangiati dall’inflazione, ha approvato il decreto lavoro che prevede esoneri contributivi su Zes, le zone economiche speciali, sui giovani sotto i 35 anni e sulle donne. Si tratta di bonus fiscali che vengono applicati secondo uno schema conosciuto: i datori di lavoro che assumono avranno sgravi fiscali. Prevista una spesa di 934 milioni di euro per una platea stimata di 4 milioni di lavoratori.
Nel decreto si parla di “salario giusto”: in questo modo la premier ha cercato di disinnescare le opposizioni sul tema del salario minimo. Il “salario giusto” sarà parametrato sui contratti collettivi nazionali stipulati dai sindacati più rappresentativi e dovrà essere applicato nelle assunzioni. “Chi sottopaga i lavoratori non avrà incentivi – ha detto la premier in conferenza stampa – questo è il modo migliore per ringraziare gli italiani che ogni giorno contribuiscono con il loro lavoro a fare grande la nostra nazione”.
Anche la ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone ha difeso la scelta, che “rappresenta un attento ascolto delle istanze del mondo datoriale e sindacale: non solo le interlocuzioni ci sono ma il governo ascolta”. Sui rider però, come fa notare Il Manifesto, “l’ascolto deve essere stato meno ‘attento’: è passata la norma che, se guidato da un algoritmo delle piattaforme di consegna cibo, il rapporto si presume dipendente, salvo prova contraria. Ma per ‘punire il caporalato’, in particolare il traffico di falsi account, viene imposta al lavoratore l’autenticazione tramite Spid o Cie. Misura bocciata dai sindacati: comporta un aumento delle spese per i rider”.
Ugl e Cisl entusiasti del decreto lavoro, critica la Cgil
Plaudono all’approvazione del decreto lavoro sia l’Ugl sia la Cisl. Il sindacato guidato da Daniela Fumarola, proprio per le indiscrezioni sul decreto lavoro, dopo anni di luna di miele con il governo si era allontanato tornando nella triplice. Ora è tornato ad abbracciare le posizioni del Governo. Queste le parole della segretaria contraria, a differenza di Cgil e Uil, all’introduzione del salario minimo: “Siamo molto soddisfatti, ci sono elementi da noi richiesti”.

Duro invece il commento di Maurizio Landini. Secondo il segretario della Cgil, l’idea che gli incentivi alle imprese producano automaticamente nuova occupazione non regge: “Semplicemente danno soldi se un’azienda assume. Lo trovo un po’ singolare: un’azienda assume se ha bisogno di lavorare”. Il problema, sottolinea Landini, è che il decreto non affronta il nodo centrale del lavoro oggi in Italia: “Dovrebbero pagare i lavoratori, aumentare i salari. Questa cosa non la fanno e vorrei che fosse chiaro: questo decreto non dà un euro in più ai lavoratori”. Landini, nella giornata di ieri aveva detto ancora che “il governo si ricorda dei lavoratori il 1 maggio per poi tartassarli tutto l’anno”.
Per Pd e M5s, “il decreto lavoro è solo propaganda”
Per il Partito Democratico e per il Movimento 5 Stelle quanto approvato è pura propaganda che non risolve il problema degli italiani. A dirlo è Francesco Boccia. Per il senatore del Pd il decreto è un’operazione di propaganda “mentre i salari diminuiscono e le pensioni vengono erose dall’inflazione. La verità è che Meloni e il ministro Giorgetti non hanno un’idea per la crescita del paese e per aiutare famiglie e imprese”.
Dello stesso avviso il deputato e vicepresidente del M5S Michele Gubitosa: “Giorgia Meloni torna a vestire i panni della paladina dei lavoratori alla vigilia del 1° Maggio ma il decreto varato oggi dal Governo, accompagnato dalle tonitruanti ma logore dichiarazioni della presidente del Consiglio, è solo l’ennesima operazione di propaganda. Nel testo licenziato dal Cdm salta la retroattività automatica degli aumenti per i contratti scaduti, si dà una ‘spruzzata’ di bonus che dall’opposizione la stessa Meloni criticava, non c’è traccia del salario minimo che un’organizzazione superpartes come l’Ocse, per bocca del neo capo-economista Stefano Scarpetta, raccomanda come forma di protezione per i lavoratori a basso salario dall’ondata di carovita”.
Prosegue Gubitosa: “Il tutto mentre al Senato Forza Italia presenta, per mano di Lotito, un emendamento al decreto Fiscale per ridurre le sanzioni ai datori di lavoro che non pagano contributi e premi alle gestioni previdenziali ed assistenziali per i lavoratori. In un Paese con 12,6 milioni di inattivi, di cui 6,2 milioni fra i 15 e i 34 anni, che occupa il penultimo posto nell’area Ocse per recupero salariale e dove il 10,2% degli occupati tra i 18 e i 64 anni a rischio di povertà lavorativa, l’entusiasmo della premier è del tutto fuori luogo. Per il mondo del lavoro e per i lavoratori italiani serve ben altro”.
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