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Decreto 1° maggio, lavoro e busta paga: ecco che cosa cambia

  • Postato il 28 aprile 2026
  • Politica
  • Di Libero Quotidiano
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  • 3 min di lettura
In sintesi

Il governo italiano ha varato un decreto da un miliardo di euro dedicato al mondo del lavoro in occasione della festa del Primo maggio. Il provvedimento introduce il concetto di 'salario giusto' basato sui contratti sottoscritti dalle organizzazioni sindacali più rappresentative, promuovendo la contrattazione collettiva. Tra le novità principali, le aziende che sottopagano i dipendenti perderanno l'accesso agli incentivi pubblici, mentre vengono introdotte misure contro il caporalato digitale che coinvolge i rider e i lavoratori delle piattaforme online.

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Decreto 1° maggio, lavoro e busta paga: ecco che cosa cambia
Decreto 1° maggio, lavoro e busta paga: ecco che cosa cambia

"Anche quest’anno il governo ha deciso di celebrare questa importante ricorrenza con dei provvedimenti dedicati al mondo del lavoro": Giorgia Meloni lo ha detto in conferenza stampa riferendosi al decreto appena varato in Consiglio dei ministri, il decreto Primo maggio, del valore di "un miliardo". "Pensiamo che sia questo il modo migliore per ringraziare gli italiani che ogni giorno contribuiscono con il loro lavoro a fare grande la nostra nazione", ha aggiunto la premier. Che poi ha parlato di alcune delle misure presenti all'interno del provvedimento. 

"Abbiamo stabilito così il salario giusto: ovvero il trattamento economico complessivo dei contratti firmati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative. Noi crediamo nella contrattazione. Chi sottopaga i lavoratori non avrà diritto a incentivi pubblici. Combattiamo anche il caporalato digitale che colpisce soprattutto i rider. Siamo aperti a raccogliere richieste di miglioramento delle parti sociali", ha spiegato la presidente del Consiglio. 

 

 

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Il decreto interessa ben 4 milioni di lavoratori. "Quando ci siamo insediati era attivo un taglio del cuneo contributivo provvisorio che sarebbe scaduto al 31 dicembre di quell'anno. Noi abbiamo deciso di prorogarlo e ampliarlo e poi di renderlo strutturale, portandolo a 7 punti con il decreto che anticipava il Primo maggio. Per un lavoratore che guadagna circa 32mila euro all'anno, il taglio del cuneo vale oggi circa mille euro in più in busta paga - ha sottolineato Meloni -. Per gli insegnanti oltre 350 euro lordi in più in busta paga". E ancora: "Il decreto legge approvato è un tassello di una strategia molto più ampia che il governo ha portato avanti fino al suo insediamento, che ha l’obiettivo di sostenere la creazione di maggiore occupazione ma anche di occupazione stabile e di qualità. Strategia che sta dando i suoi frutti. I dati ci consentono di dire che oggi più di ieri l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro”.

Infine, la rivendicazione sul lavoro: "Noi abbiamo in questi anni raggiunto il record di numero di occupati; il tasso di occupazione femminile non è mai stato così alto; la disoccupazione, sia giovanile che generale, è ai minimi da sempre, è aumentato il lavoro stabile, è diminuita la precarietà, è cresciuta la percentuale del lavoro full-time, è diminuita quella del part-time. I numeri Istat, come ho già avuto modo di ricordare, certificano che rispetto all’inizio della legislatura noi abbiamo quasi 1,2 milioni di occupati in più e oltre 550 mila precari in meno".

 

 

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Autore
Libero Quotidiano

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