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De Laurentiis e la volgarità del denaro: così il Napoli ha perso Kvaratskhelia, il più forte calciatore del pianeta

  • Postato il 7 maggio 2026
  • Di Virgilio.it
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De Laurentiis e la volgarità del denaro: così il Napoli ha perso Kvaratskhelia, il più forte calciatore del pianeta

Khvicha Kvaratskhelia, Fabian Ruiz, Kim Min-jae. Nel ritorno della semifinale di Champions League tra Bayern Monaco e PSG, che ha premiato i campioni d’Europa in carica allenati da Luis Enrique, c’erano ben tre calciatori che, negli ultimi anni, hanno indossato la maglia del Napoli. Ma i rimpianti maggiori riguardano soprattutto il georgiano, protagonista assoluto del terzo storico scudetto conquistato con Luciano Spalletti e, probabilmente, oggi il miglior calciatore del pianeta. È storia arci-nota: lo scorso gennaio Aurelio De Laurentiis è stato messo con le spalle al muro dall’entourage di “Kvara”, che ha minacciato di ricorrere all’articolo 17 in caso di mancata cessione immediata. Ma se si è arrivati a quel punto è perché il patron azzurro ha commesso un’ingenuità imperdonabile.

Napoli, che rimpianto Kvaratskhelia: il più forte del mondo

Riavvolgiamo il nastro all’estate del 2022, quando il Napoli avviò una profonda rivoluzione dell’organico, salutando senatori del calibro di Lorenzo Insigne, Dries Mertens e Kalidou Koulibaly. Ricordate come fu accolto Khvicha Kvaratskhelia in Italia? Al suo arrivo venne ribattezzato “codice fiscale”. Nessuno sembrava davvero interessato a scoprire chi fosse quello “sconosciuto” pescato dalla Dinamo Batumi per appena 10 milioni di euro: prima ancora che debuttasse in Serie A contro il Verona, l’unica preoccupazione di tifosi e addetti ai lavori era capire come si pronunciasse in maniera corretta il suo nome.

Beh, adesso lo sanno tutti. Perché il georgiano è oggi il calciatore più forte del pianeta, il principale candidato alla conquista del prossimo Pallone d’Oro, con o senza Champions League. Che, peraltro, sarebbe la seconda consecutiva. Poco importa se non parteciperà al Mondiale: in Europa sta dimostrando di non avere rivali.

Kvaradona anche in Francia: i numeri da urlo

Al Paris Saint-Germain sono bastati 3 minuti per archiaviare la pratica Bayern all’Allianz Arena, dopo lo spettacolare 5-4 del Parco dei Principi. Un gol tutto in salsa partenopea, anche se finalizzato da chi il Pallone d’Oro lo ha vinto – non senza polemiche – quest’anno: Ousmane Dembelé. Triangolazione da urlo tra Kvaratskhelia e Fabian Ruiz, pallone restituito al numero 7 di Luis Enrique, accelerazione devastante e cioccolatino in area per il compagno di squadra, che ha dovuto soltanto spingere il pallone in rete.

Benvenuti nel mondo di Kvaradona, soprannome nato alle falde del Vesuvio e adottato ormai anche sotto la Torre Eiffel. L’ultimo record del classe 2001 ci ricorda che i fuoriclasse esistono ancora: è infatti il primo calciatore a prendere parte a un gol in sette presenze consecutive nella fase a eliminazione diretta della Champions League. Se in Ligue 1 ha segnato 7 reti e servito 4 assist, è soprattutto in Europa che Khvicha è salito in cattedra, con 10 gol e 6 passaggi decisivi in 15 gettoni. Perché i veri campioni fanno così: incidono e decidono quando conta davvero. Alla corte del tecnico asturiano, Kvara è diventato un calciatore totale: per sua stessa ammissione è cresciuto anche nella fase difensiva e, dal centrocampo in su, si è trasformato in un giocatore imprendibile, devastante, padrone assoluto della corsia mancina.

L’ingenuità di De Laurentiis: così il Napoli ha perso Kvara

Al Napoli va riconosciuto il merito di aver scovato un fenomeno, dopo averlo seguito e studiato per tre anni. Una rarità nel calcio italiano, dove si spendono 40 milioni e oltre per giocatori come Openda e Nkunku.

Poi, però, è stata commessa la più grave delle ingenuità: non adeguargli immediatamente l’ingaggio da 1,2 milioni di euro, che lo rendeva uno dei calciatori meno pagati della rosa. Proprio così: meno del principale artefice dello scudetto atteso per 33 anni, insieme a Victor Osimhen, guadagnavano soltanto i giovani Alessio Zerbin, Gianluca Gaetano e Davide Marfella.

L’attimo perso, il muro e la fuga a Parisi

Carpe diem, recita un vecchio adagio. Ma Aurelio De Laurentiis quell’attimo non ha saputo coglierlo. O forse non ha voluto farlo. Nel pieno della cavalcata che avrebbe poi portato al tricolore, quando gli veniva chiesto del rinnovo di Kvaratskhelia, il patron rispondeva attaccando i giornalisti: “Ma quale rinnovo? Ha cinque anni di contratto. Vi metto insieme agli altri giornalisti che non si fanno mai i fatti propri e cadono sempre in questa volgarità del denaro”.

La frattura definitiva si è consumata nella stagione successiva, quella maledetta del post scudetto. Da quel momento in poi l’agente del georgiano, Mamuka Jugheli, ha sempre risposto picche alle proposte del Napoli, fino alla fuga dello scorso gennaio, forte della possibilità di ricorrere all’articolo 17, che avrebbe consentito al calciatore di liberarsi al termine della stagione dietro il pagamento di un indennizzo irrisorio. A quel punto ADL si è ritrovato con le spalle al muro, costretto ad accettare l’offerta da 75 milioni di euro – che oggi sembrano quasi briciole – del Paris Saint-Germain.

Autore
Virgilio.it

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