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Davide Ancelotti: "Mi rivedo in Mourinho non in papà e sogno di allenare il Real Madrid"

  • Postato il 3 ottobre 2026
  • Di Virgilio.it
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Davide Ancelotti: "Mi rivedo in Mourinho non in papà e sogno di allenare il Real Madrid"

E’ felice al Lille dove ha trovato un gruppo che lo segue, ha smaltito la delusione Mondiale (“Sono passato dai Mondiali a essere qui quasi da un giorno all’altro e, a dire il vero, mi ha fatto bene, perché quello che è successo con il Brasile è stato molto difficile”) ma ha sogni ancor più ambiziosi Davide Ancelotti. Il figlio del ct del Brasile si confessa ad As, indica in Mourinho il suo modello e rivela di sognare di poter allenare un giorno il Real Madrid.

Il manifesto calcistico di Davide Ancelotti

In Francia si trova bene: “In termini di intensità, il calcio francese è molto simile alla Premier League. Infatti, molti giocatori francesi finiscono in Inghilterra. Se arrivi qui pensando di avere tempo per controllare la palla e fermarti a pensare, ti sbagli. Con Olivier Letang, il presidente, ho un buon rapporto. Conosce mio padre dai tempi del PSG, quando era direttore sportivo insieme a Leonardo. Il lavoro che ha fatto qui è incredibile: ha tirato fuori il club da una situazione finanziaria disastrosa e lo ha portato al vertice. Letang è esigente e conosce il calcio perché lo ha praticato”.

Poi Davide spiega il suo credo calcistico: “Mi piace la difesa a quattro perché è più flessibile. In fase difensiva, è facile convertirla in una difesa a cinque, e in fase di possesso palla non si è costretti a impostare l’azione da dietro con tre difensori. Si può passare a due… D’altra parte, quando si gioca con tre difensori centrali, la costruzione del gioco deve necessariamente coinvolgere tutti e tre. Quattro indietro… E da lì in su? Beh, dipende. Se hai Kroos, Modric e Casemiro, devi giocare con un 4-3-3. Il modulo 4-3-3 ha questo vantaggio: in fase difensiva, nella propria metà campo, permette di avere molta densità ma senza arretrare troppo, perché si può passare a un 4-4-2 e avere due punte che perno l’attacco. Mio padre, che è stato allenato da Arrigo Sacchi, ha sempre prediletto il 4-4-2.

I tecnici che stima di più

Dopo un passaggio sulla nazionale italiana (“Siamo sempre stati conosciuti per essere una squadra forte in difesa. E ora questo non sta accadendo. Abbiamo sempre avuto ottimi allenatori, Mancini, Spalletti… Un livello molto alto. E ora spero che ci sia continuità nel nostro progetto”) Ancelotti jr elenca gli allenatori che ama: “Innanzitutto, mio ​​padre, ovviamente. E poi mi piace molto Emery perché ha un’organizzazione difensiva che adoro. Le sue squadre difendono bene, prepara bene le partite… Gli piace anche il calcio posizionale, il calcio offensivo. Ma quello che mi piace di lui è il suo approccio difensivo, proprio come mi piace l’organizzazione difensiva che Arteta ha adesso. Mi piace anche il lavoro che sta facendo Luis Enrique…Simeone? Apprezzo la sua capacità di preparare le partite importanti perché individua sempre i punti deboli dell’avversario, sia in attacco che in difesa. Non direi che sia il mio idolo, ma è una persona da cui si può imparare molto. Proprio come si può imparare da altri, come Emery, De Zerbi o Klopp”.

Il modello Mourinho e il sogno Real

Il modello però si chiama Mourinho: “La storia recente del Real Madrid dimostra perché Mourinho sia l’allenatore ideale in questo momento. È innamorato del Real Madrid, è incredibilmente motivato… È qualcosa che ho vissuto con mio padre. A questo punto della loro carriera, avere questa opportunità… è come rinascere. E lui infonderà questo entusiasmo. Credo davvero che sia l’allenatore ideale in questo momento. Lo ammiro. Ho persino intervistato Mourinho per il mio corso da allenatore. È sempre stato molto gentile e cordiale con me, anche quando ci siamo affrontati come rivali. Ha sempre avuto una parola gentile per me. Fa anche parte della storia del calcio, proprio come mio padre. Ha vinto la sua prima Champions League 20 anni fa. Qui nessuno ti regala niente. A volte mi rivedo in lui. Come lui, non ho avuto una grande carriera da calciatore professionista; ho anche studiato Educazione Fisica… La metodologia di Mourinho era molto innovativa quando ha iniziato, in termini di allenamento. E questo va riconosciuto. A suo modo, ha cambiato il calcio. E parlo di calcio, non della sua personalità. Questo lo sanno già tutti. È un vincente.

Davide Ancelotti ha ancora il Real Madrid nel cuore, con le merengues è stato per anni il vice di Carlo: “Ha plasmato la mia carriera. Sono arrivato come preparatore atletico e sono stato assistente per quattro stagioni. E al Real Madrid, con tutta questa pressione, il tempo sembra dilatarsi. Si tratta semplicemente di sapere che ogni partita è la più importante. Non ci sono segreti. Questo livello di impegno ti rimane dentro per sempre. Se mio padre dovesse tornare al Real? Lo spero. Sarà con il Brasile per quattro anni, non so cosa succederà dopo… Ma il suo rapporto con il Real Madrid è molto speciale. Io? Dipende se me lo merito o no. Non è qualcosa che dipende solo dal Real Madrid; dipende da me, da ciò che sono in grado di realizzare nella mia carriera. Il Real Madrid è il sogno di tutti, e anche il mio, ovviamente. Ogni allenatore che arriva al Real Madrid ha uno status che io ancora non ho, e che so di dovermi guadagnare. È uno status che devo costruire vincendo le partite. Questo è il business della vittoria. Possiamo passare tre giorni qui a parlare di idee, di filosofia, ma ciò che conta è vincere”.

Autore
Virgilio.it

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