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Dalla Valbormida a Genova, è ancora polemica sul nuovo termovalorizzatore

  • Postato il 18 settembre 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Dalla Valbormida a Genova, è ancora polemica sul nuovo termovalorizzatore

Liguria. Dalla Valbormida, in particolare dopo l’ultimo Consiglio comunale a Cairo Montenotte, a Genova: non si ferma la polemica politica sul nuovo termovalorizzatore in Liguria.

“Le parole di Bucci sull’inceneritore a Scarpino evidenziano la sua difficoltà ad affrontare il tema dei rifiuti in modo serio. In Liguria non ha senso un impianto per bruciare i rifiuti. Servono soluzioni più moderne per ridurre la parte indifferenziata e trasformare gli scarti in una risorsa”

Selena Candia, capogruppo regionale di AVS, critica il presidente Marco Bucci, che si è dichiarato favorevole a realizzare un inceneritore a Scarpino.

“Il centrodestra ligure continua a proporre una soluzione sbagliata, come l’inceneritore, per un problema reale, come quello dei rifiuti. Per quanto riguarda la Regione, l’obiettivo primario deve essere la costruzione degli impianti intermedi, realizzabili in poco tempo, che consentono di ridurre il volume della parte indifferenziata. A questo punto, i rifiuti ancora in eccesso si potrebbero inserire in un percorso virtuoso di economia circolare. Abbiamo presentato una proposta di legge per valorizzare questo percorso di recupero e riciclo dei materiali, creando posti di lavoro e nuove opportunità di sviluppo: chiediamo alla Regione di approvarla e renderla esecutiva” conclude Selena Candia.

E il capogruppo regionale del M5S Stefano Giordano aggiunge: “Il metodo di Marco Bucci ormai lo conosciamo bene: quando il confronto non porta al risultato che vuole, torna la logica dell’imposizione. Oggi è arrivato persino a evocare l’esproprio. Ma nessuna prova muscolare può cancellare anni di ritardi e scelte sbagliate. Genova sul ciclo dei rifiuti è stata lasciata sola dalle amministrazioni Bucci e Piciocchi e oggi ne paga le conseguenze. Il TMB di Scarpino, annunciato in pompa magna nel 2021 e previsto per il 2022, non è ancora operativo e la programmazione regionale ne rinvia oggi l’entrata in funzione almeno alla fine del 2027. Nel frattempo, Genova resta al 52,32% di raccolta differenziata, contribuendo in maniera determinante al mancato raggiungimento degli obiettivi regionali”.

“Prima di parlare di espropri, Bucci faccia un passaggio reale in Anci e apra un confronto trasparente con i sindaci e le comunità dei territori potenzialmente interessati. E soprattutto guardi all’impiantistica che la Liguria ha già e a quella che avrebbe dovuto completare: il Piano regionale prevede quattro poli territoriali per il trattamento dell’indifferenziato, ma l’assetto non è ancora arrivato a regime. Anziché aggiungere ulteriore capacità di incenerimento, la Regione spieghi perché non ha completato ciò che era già programmato e metta sul tavolo dati reali su flussi, fabbisogni e rifiuto residuo”.

“Noi intanto abbiamo le idee chiare: si punti sull’economia circolare. Ridurre i rifiuti alla fonte, aumentare la raccolta differenziata di qualità, il riuso, il riciclo e il recupero di materia, completando gli impianti necessari a questi obiettivi. Prima di vincolare la Liguria per decenni a un nuovo impianto di combustione, si stabilisca quanto rifiuto resterà davvero da trattare dopo il raggiungimento degli obiettivi di prevenzione e riciclo. Governare significa programmare e confrontarsi con i territori, non scaricare su sindaci e cittadini il prezzo degli errori accumulati negli anni. E certamente non significa imporre la propria visione con le minacce”.

Autore
Il Vostro Giornale

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