Dalla pietra al digitale: il Museo Archeologico del Finale si rinnova nel segno dell’accessibilità
- Postato il 12 giugno 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Dopo tre anni di lavoro, il Museo Archeologico del Finale apre una nuova fase della sua storia. Grazie al progetto “Dalla Pietra al Digitale. Accessibilità universale al Museo Archeologico del Finale”, finanziato dal Ministero della Cultura attraverso i fondi del PNRR, il museo si presenta oggi come uno spazio ancora più inclusivo, accessibile e tecnologicamente avanzato, capace di offrire un’esperienza culturale aperta a tutti.
L’intervento, concluso nei tempi previsti, ha beneficiato di un investimento complessivo di 500 mila euro, provenienti dall’Unione Europea – NextGenerationEU e dal Ministero della Cultura nell’ambito della Missione Cultura 4.0 del PNRR. Un progetto che ha avuto come obiettivo principale la rimozione delle barriere fisiche, sensoriali e cognitive, rendendo il patrimonio archeologico del Finalese fruibile da un pubblico sempre più ampio e diversificato.
Il sindaco di Finale Ligure, Angelo Berlangieri: “Faccio i complimenti al Museo Archeologico del Finale e all’Istituto Internazionale di Studi Liguri per essere riusciti attraverso i fondi del Pnrr a fare questa operazione virtuosa di accessibilità e inclusività dal punto di vista culturale, fisico, tattico e sensoriale. Un progetto che valorizza una delle principali istituzioni museali della provincia e regionale”.
Elisa Bianchi del Museo Archeologico del Finale aggiunge: “I visitatori avranno possibilità di trovare un museo rinnovato, più inclusivo, più accessibile a 360 gradi. Abbiamo cercato di pensare a ogni categoria di visitatori, a partire dai più piccoli, alle persone con disabilità cognitiva, sensoriale, fisica, alle persone straniere attraverso strumenti differenti: audioguide, nuovo sito internet, strumenti cartacei, nuovi allestimenti per rendere la fruizione ancora più efficace e innovativa”.
Marta Conventi della Soprintendenza: “Abbiamo creduto fin dall’inizio in questo progetto e passo passo sono stati condivisi i contenuti. I musei cambiano, non solo per le nuove conoscenze ma soprattutto perchè cambiano le esigenze della comunità”.
Un museo più accogliente e accessibile
Il cambiamento è evidente fin dall’ingresso. I visitatori vengono accolti da un nuovo atrio affacciato sui chiostri del complesso di Santa Caterina e da una biglietteria completamente ripensata, progettata per migliorare l’esperienza di visita e l’orientamento all’interno del museo.
Ma è all’interno del percorso espositivo che il progetto esprime tutta la sua innovazione. Il riallestimento ha interessato alcune delle sezioni più importanti del museo, introducendo nuovi strumenti narrativi e digitali capaci di coinvolgere il pubblico in maniera immersiva e interattiva.
Tecnologia e immersione per raccontare il territorio
Tra le principali novità spicca la nuova Sala del Territorio, ripensata per offrire una visita più libera e personalizzata, con approfondimenti dedicati all’archeologia locale, alla nascita del museo e alla storia geologica del Finalese.
Particolarmente suggestiva è la nuova sala immersiva dedicata al paesaggio culturale finalese, che attraverso modelli tridimensionali, proiezioni e contenuti fotografici permette di esplorare la straordinaria ricchezza del territorio e la distribuzione dei suoi siti archeologici, storici e naturalistici.
La dimensione digitale si estende anche oltre le mura del museo grazie alla realizzazione di quattro Virtual Tour dedicati a luoghi fragili o difficilmente accessibili, come la Grotta della Pollera e la Pieve del Finale, creando un collegamento diretto tra il museo e il patrimonio diffuso del territorio.
Nuovi racconti per comprendere il passato
Il percorso espositivo si arricchisce inoltre di una rinnovata area dedicata all’evoluzione umana, che utilizza contenuti digitali e video per spiegare in modo semplice e aggiornato una delle tematiche più affascinanti della storia dell’uomo. Una sezione speciale, intitolata “Le Grandi Domande”, invita i visitatori a riflettere su temi universali e a confrontarsi con le grandi questioni dell’esistenza.
Tra gli altri interventi figurano il nuovo allestimento dedicato alla Caverna delle Arene Candide e alla celebre sepoltura del Giovane Principe, punto di riferimento per gli studi sulla preistoria europea, e il rinnovamento della sezione sulle paleopatologie, che valorizza importanti reperti umani evidenziando il ruolo della cura e della solidarietà nelle comunità del passato.
Un’esperienza davvero inclusiva
L’accessibilità rappresenta il cuore dell’intero progetto. Il museo ha introdotto un innovativo itinerario multisensoriale smart, composto da tredici postazioni tattili che consentono di esplorare alcuni dei reperti più significativi attraverso il tatto, favorendo una fruizione più inclusiva del patrimonio.
A questo si aggiungono nuove audioguide disponibili in cinque lingue, accessibili tramite app e web app, con percorsi dedicati a diverse tipologie di pubblico: adulti, bambini, visitatori con disabilità sensoriali e persone con difficoltà cognitive o dell’attenzione. I contenuti comprendono anche video in LIS e strumenti specifici per facilitare la comprensione e l’orientamento durante la visita.
Anche il nuovo sito web del museo è stato progettato secondo i più recenti standard di comunicazione accessibile, mettendo a disposizione strumenti come la comunicazione aumentativa alternativa, la mappa sensoriale, la guida sociale e checklist utili per preparare e vivere l’esperienza museale in autonomia.
Un investimento sulle persone
Il progetto non ha riguardato soltanto gli spazi e le tecnologie. Grande attenzione è stata dedicata anche alla formazione del personale museale, coinvolto in un percorso professionale dedicato all’inclusività e all’accoglienza, affinché ogni visitatore possa sentirsi realmente accolto e supportato.
Con questo importante intervento, il Museo Archeologico del Finale conferma il proprio ruolo di punto di riferimento culturale per il territorio, dimostrando come innovazione, accessibilità e valorizzazione del patrimonio possano procedere insieme. Un esempio concreto di come la cultura possa diventare sempre più aperta, partecipata e vicina alle esigenze di tutti.