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Dal caldo (spaventoso) della Vuelta al fresco di Montreal: Van Aert vuole il mondiale. Evenepoel permettendo

  • Postato il 7 settembre 2026
  • Di Virgilio.it
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In sintesi

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Dal caldo (spaventoso) della Vuelta al fresco di Montreal: Van Aert vuole il mondiale. Evenepoel permettendo

Alla Vuelta tutti pazzi per Van Aert. Che di verde vestito vuol arrivare fino a Granada, la destinazione dove spera di arrivare (ma di rosso vestito) pure Enric Mas, che alla vigilia delle ultime 5 tappe (più la passerella finale) conta un paio di minuti abbondanti di vantaggio su Gall e Roglic, gli unici che per quanto visto (soprattutto Gall) potrebbero avere la forza di impensierirlo fino sotto al podio finale. Ma a distanza di 8 tappe dalla maledetta frazione che tolto dalla corsa Pogacar, alla Vuelta i riflettori si sono accesi tutti su Van Aert. Almeno quelli che non sono andati in fumo per colpa del… caldo.

Brennan e Almeida attaccano: “Questo non è sport”

Eccolo, il grande protagonista. Con i suoi 44 gradi che hanno letteralmente incendiato l’asfalto nella frazione che ha chiuso la seconda settimana della corsa spagnola. “Che aspettiamo a fermarci? Vogliono vedere qualcuno all’ospedale per avere conferma che è tutto vero?”, si è domandato polemicamente Matthew Brennan, il dominatore delle volate.

“Abbiamo corso con una temperatura media di 41 gradi, e all’imbocco della salita finale ce n’erano 44. Da quanto mi risulta, un impiegato che lavora in ufficio lo fa a una temperatura della stanza di 20 gradi, e presumo che la cosa valga anche per i dipendenti UCI. Ma perché a loro consentono di farlo a una temperatura accettabile e a noi ci obbligano a faticare a più di 40 gradi? Quando penso che noi corriamo anche per far portare a casa a loro lo stipendio a fine mese…”.

Parole che hanno trovato apprezzamento in gruppo, con Joao Almeida che ha ammesso di sentirsi esausto.Stiamo portando i nostri corpi al limite, così non è pensabile continuare a correre. Se uno si rinfresca e beve continuamente può anche pensare di pedalare, ma gareggiare è un’altra cosa, e ci spinge troppo verso l’ignoto. Con disidratazione e caldo non si scherza”.

Van Aert adesso diventa un “problema” per il Belgio

La seconda vittoria di tappa di Van Aert alla Vuelta, oltre a rafforzare la leadership nella classifica a punti, ha rimesso il belga al centro del villaggio anche per quel che concerne il prossimo mondiale di Montreal, in programma tra tre settimane. Dove senza Pogacar la caccia al trono appare apertissima, col Belgio che si ritrova però ad avere due galli nel pollaio.

Perché Remco Evenepoel dopo il Tour aveva espressamente dichiarato che avrebbe voluto puntare tutto sulla prova iridata in terra canadese, provando a bissare il trionfo di Wollongong del 2022. Ma con questo Van Aert è complicato pensare di potersi presentare al via come capitano unico: i belgi saranno la squadra da battere, ma dovranno saper gestire con intelligenza ogni singola mossa, oltre a cercare un modo per favorire l’uno piuttosto che l’altro (a meno che non dovessero arrivare a giocarsela allo sprint loro due…). Una gatta da pelare inattesa, ma quanto mai benvenuta.

Mas, Seixas, Del Toro e MVDP. Ma anche Finn…

E le altre nazioni? Detto che il Belgio è la squadra favorita, molti pensano che Tom Pidcock abbia tutte le carte in regola per intromettersi tra i due litiganti: ieri ha vinto il GP di Larciano, dopo che aveva fatto grandi cose anche nei mondiali di mountain bike in Val di Sole (specialità cross country).

La Spagna si presenta con Mas e Ayuso come carte da calare quando la strada impennerà (da capire Mas come uscirà da questa Vuelta, perché per vincerla nelle prossime tappe dovrà andare sempre a tutta), mentre la Francia sarà tutta deputata al gioiellino Seixas e il Messico (chiaramente) a Isaac Del Toro. Occhio poi a Gall (Austria), Carapaz (Ecuador), Pedersen (Danimarca) e pure a van der Poel: l’olandese non aveva in programma di correre a Montreal, ma con l’uscita di scena forzata di Pogacar ha deciso di cambiare il calendario del finale di stagione.

E l’Italia? La vera novità è rappresentata dalla chiamata di Lorenzo Mark Finn, fresco vincitore del Tour de l’Avenir (dopo il Giro Next Gen), alla prima prova iridata con i grandi dopo i trionfi degli ultimi due anni a livello Juniores e Under 23. Con lui anche la combo dei Giulio, cioè Ciccone e Pellizzari, oltre a Piganzoli, Bettiol, Scaroni, Trentin e Ulissi (Cattaneo e Sobrero riserve, ma impegnati nella crono e nella mixed relay assieme a Ganna).

Autore
Virgilio.it

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