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Dal bagno che diventa una Spa casalinga alla cucina “invisibile” e il divano “zero spigoli”: le tendenze per arredare casa che abbiamo visto (e provato) alla Design Week di Milano

  • Postato il 23 aprile 2026
  • Moda E Stile
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Dal bagno che diventa una Spa casalinga alla cucina “invisibile” e il divano “zero spigoli”: le tendenze per arredare casa che abbiamo visto (e provato) alla Design Week di Milano

Ci sono tutti. Ci vogliono essere tutti. Con un’installazione, una mostra, un corner, una vetrina, uno strapuntino. Arrivati a 1500 tra eventi, pop-up, cocktail e dj set abbiamo smesso di contarli. Antonio Riva presenta una collezione e di abiti da sposa che sfileranno alla Bridal Week di Barcellona. Martino Midali trasforma il suo negozio in una galleria d’arte. Buccellati apparecchia una tavola lussuosa. Dior accosta le sue preziose borse a dolci e pasticcini ( finti!). Il business della Design week si aggira sui 255 milioni di euro, e nell’immensa fatica correre da un posto all’altro, abbiamo dimenticato che stiamo parlando di cose molto concrete: cucine e bagni, tavoli, sedie, librerie (per chi legge ancora i libri) armadi, poltrone, divani. E da tutto questo delirio poi vengono fuori, come dalle sfilate, idee guida, tendenze un po’ meno effimere. Ne abbiamo intercettate alcune (non tutte, non abbiamo il dono dell’ubiquità).

La cucina del futuro

Appuntamento in cucina. Per l’archistar Antonio Citterio, “oggi la cucina deve essere bella perché è un luogo centrale dell’abitare contemporaneo. Il gas sta scomparendo, trionferà l’induzione. Nel ‘68 si cenava con pane e salame. Oggi le persone hanno l’esigenza di un ambiente ricercato dove il cibo è un rito. Dimmi che cucina hai e ti dirò chi sei“. Guai a parlare di angolo cottura, perciò. Le cucine status symbol hanno colonizzato il living, anzi l’hanno divorato e sono ovviamente invisibili (nel senso che non ci sono fuochi, apparentemente) come nella mostra di Elle Decor Italia a Palazzo Bovara: una cucina-laboratorio creata da Patricia Urquiola, altra archistar, con gli elettrodomestici di alta gamma del brand svizzero V Zug (coda infinita per entrare). L’isola centrale è un monolite scuro composto da vari volumi di pietra nera e onice viola. Questi elementi integrano il piano di cottura, e quello di lavoro, il tutto illuminato da una luce viola che brilla da sotto il bancone. Anche “Ornare”, brand brasiliano che celebra i suoi primi quarant’anni mette in mostra l’elegantissima cucina Timeless: piani di marmo, legno massello e ante ventilate creano un effetto molto interessante mentre l’area del lavello è enfatizzata da un pannello luminoso che aggiunge profondità allo spazio di lavoro. Durante la design week lo showroom è sato arricchito da sculture divertenti (come il finto cavolfiore) e opere d’arte, a conferma del grande cambiamento: la cucina non è il luogo nascosto del “servizio”, ma una chiesa dove si celebra il rito ormai quasi religioso del cibo. E si spiega il prezzo: anche 80mila euro.

Sulla stessa linea di bellezza/efficienza, Gaggenau, brand di lusso per gli elettrodomestici a livello professionale ha pensato bene di usare la storica villa Necchi di Campiglio per Presence, un padiglione in vetro immerso nei giardini, per raccogliere le novità. Anche qui siamo in cucina: il forno della serie Expressive è incorniciato da una scala centrale in travertino; la serie Minimalistic si staglia su uno sfondo di vetro specchiato e fumé retroilluminato; i piani cottura Vario sono integrati in basalto e legno annerito. Ma dove appoggiare una padella? Siamo di fronte a una superficie liscia, perfetta, finché girando una manopola non si accende una piccola luce, e la base non si scalderà finché non metterai su la pentola…. I centri di refrigerazione e le cantine climatizzate per il vino non solo di una perfetta estetica: se depositi all’interno una bottiglia di rosso a temperatura ambiente, la cantina la porta rapidamente al numero di gradi ottimale, raffredda i bicchieri e chissà cos’altro può fare, provandola. Ma la versa sorpresa è Arredo3, cucine da sogno. Quello che vedi sembra marmo, ma non lo è, e così il legno, ma il vetro è davvero vetro, i pannelli a scomparsa promettono efficienza, e c’è un posto per tutto. Chi ha più bisogno di una sala da pranzo?

Il bagno spa

Non è più un ambiente separato dal resto della casa, ma una sua estensione culturale e sensoriale. Rubinetterie, sanitari, cabine doccia, arredi e superfici diventano strumenti per interpretare la privacy. Le nuove collezioni bagno si sono trasferite in un resort di lusso a Bali, portandosi dietro tutta la tecnologia della Silicon Valley. Stop al semplice “funzionale”, via libera all’esperienziale: superfici che vibrano sotto le dita, legni che profumano di foresta giapponese e una luce così soffusa da far sembrare ogni giorno l’inizio di una vacanza. È la fine del bagno come lo conoscevamo e l’inizio del nostro beauty center personale. Anche qui siamo sull’haute couture (ma poi come accade nella moda, il pezzo irraggiungibile dello stilista visionario influenza tutti, dalle passerelle più esclusive fino a Zara ed H&M). Gessi presenta per la prima volta al mondo un sistema capace di avvolgere il corpo con il vapore immediatamente dall’alto, integrandosi nella doccia senza necessità di spazi dedicati o interventi strutturali. Pure Steam e Steam + Intenso Flow, offrono un’esperienza modulabile e personalizzata, un’interfaccia digitale intuitiva che consente di regolare l’intensità del vapore arricchendola con cromoterapia e aromaterapia. Avendo lo spazio, le postazioni beauty con magnifici specchi luminosi permettono un lungo, felice rituale di benessere. E arriviamo a una vera e propria architettura dell’acqua per quelli che chiamavamo rubinetti. Ritmonio, debutta con ElemenTap: il tradizionale di miscelatore si inserisce in una struttura modulare di aste e supporti per dare vita a una configurazione in cui l’acqua, non più nascosta, diventa cuore del progetto.

La sala da bagno si trasforma in un magnifico rifugio. Sono già realtà alcuni sistemi di riconoscimento facciale che regolano automaticamente la temperatura dell’acqua, la quantità di luce e persino il tipo di musica; vasche da bagno che si riempiono da sole a un orario prestabilito o quando ricevono un input dallo smartphone, portando l’acqua al livello e alla temperatura ideali; specchi che consentono di collegarsi direttamente al cellulare e su cui, in futuro, si potrebbero leggere le notizie, controllare il meteo o guardare la TV. Qualcuno immagina smart mirror in grado di monitorare la salute di chi si specchia trasmettendo info al medico, mentre sono in fase di progettazione docce digitalizzate ad attivazione vocale che possono essere avviate da remoto e dotate di TV impermeabile. Magari l’anno prossimo…..

Divano zero spigoli

Schienali continui, braccioli smussati, moduli curvi disegnano volumi morbidi, quasi plastici, che fanno ripensare agli anni ’70 ma senza nostalgia. In ambienti dove le pareti scompaiono e le funzioni si sovrappongono, la curva smussa gli angoli, accompagna il movimento. Non si tratta più di sedersi frontalmente, ma di abitare il divano in modo libero: ci si sdraia, si ruota il corpo, si condivide lo spazio in maniera informale. Nasce da un’idea di casa meno formale e più vissuta. Basta pensare a Giorgia Meloni che, durante l’inaugurazione a Rho Fiera per il Salone del Mobile si è accomodata non a caso sul divano “Scialla “( titolo di un grazioso film del 2011) che riprende un’espressione del linguaggio giovanile sopravvissuta ai decenni. Scialla, “stai sereno”, è il mood del divano di Calia Italia: sedute profonde e avvolgenti, poliuretano espanso ecologico, molle in materiali riciclati e rivestimenti sostenibili. Qualche altro esempio. SuperTubby, design Ludovica Serafini + Roberto Palomba. La forma che, dichiarano da Kartell, «ricorda un grande cuscinone piegato su sé stesso» invita al relax, da soli o in compagnia degli amici. Butter Sofa, design Faye Toogood risponde a un desiderio contemporaneo: abitare oggetti empatici e generosi, che non impongono una postura, ma la seguono. I volumi pieni e bombati dei singoli moduli nascono dal gesto semplice di modellare un panetto di burro con le mani. Il divano Frame di Fabio Bonfà ha un telaio a vista che sostiene i moduli imbottiti e rivestiti in pelle, intervallati da “vuoti” che diventano piani d’appoggio o. E anche Giorgio Armani Casa, con il suo elegante minimalismo ha presentato tre ambienti nel negozio di Corso Venezia: Pantelleria, Sankt Moitz e Milano, legati da un unico filo conduttore: i divani, pur rispecchiando la diversità delle situazioni (il mare in Sicilia, la montagna, e la città), sono essere comodi, avvolgenti confortevoli. Quello “alpino”, al tatto sembra addirittura un peluche….

Materia prima

E sì, siamo tornati ai materiali naturali, un’esaltazione di marmo legno, acciaio, vetro, carta, stoffa. Magnifica la Casa di Marmo, un progetto firmato da Hannes Peer Architecture in collaborazione con Margraf che propone una riflessione radicale sull’uso della pietra in architettura. Non un semplice rivestimento, ma un ambiente interamente generato dal marmo: struttura, superficie, luce e atmosfera. Il marmo Santafiora definisce l’involucro con tonalità calde e compatte, espressione di una pietra estratta in Toscana, nella cava di Manciano. La sua struttura densa e la bassa porosità, unite alla resistenza al fuoco, agli shock termici e agli agenti atmosferici, ne attestano le elevate prestazioni tecniche, Onici, quarzi, agate e varietà traslucide si accendono grazie a un articolato progetto di illuminazione. Ci sono poi molti modi di intendere la materia. In “The Paper Log: Shell and Core”: si parte dal prototipo della carta plissé che serve alla realizzazione del famosissimo tessuto di Issey Miyake, per ricreare sedute e tavoli. Il progetto nasce da un’intuizione di Satoshi Kondo, uno dei direttori del Miyake Design Studio. Il punto di partenza è semplice quanto radicale: il recupero del Paper Log, (un rotolo di carta plissettata sottoprodotto del processo industriale di plissettatura, cifra distintiva del linguaggio Miyake), per dargli nuova vita.

Il tessuto vive momenti di gloria, entra nel rivestimento interno degli armadi, illumina di giardini stampati la suite dedicata a Ken Scott da Mantero, prende forma nelle tende e nei rivestimenti di Luisa Beccaria: ombrelloni, tende da sole, cuscini. Nell’austera continuità dei greige, dei colori naturali, della pietra, del marmo, il colore si notano eccome….

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Il Fatto Quotidiano

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