Dai bidoni della spazzatura ai social: la sosta selvaggia del bike sharing diventa un “database” fotografico
- Postato il 14 maggio 2026
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- Di Genova24
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Genova. Bici, lasciate in mezzo al marciapiede, bici cadute a terra, bici abbandonate in mezzo alla strada e addirittura bici buttate nei bidoni della spazzatura. Queste sono solo alcune delle immagini che in queste ore stanno circolando ancora sui social, dove c’è chi ha pensato di organizzare un vero e proprio “censimento on line collettivo” delle situazioni più o meno estreme in cui vengono avvistate le bici dei nuovi servizi di bike sharing da qualche mese operativi a Genova.
E per fare ciò ecco l’inevitabile pagina Facebook, il cui nome, evocativo e immancabilmente sarcastico, dichiara subito gli intenti: “Biciclette Fantastiche e dove trovarle a Genova”. Il profilo, creato lo scorso 3 maggio, ha già collezionato alcune decine di post, con numeri destinati a crescere già nei prossimi giorni, visto il crescente fenomeno del nostro mondo reale che vede moltiplicarsi l’effetto collaterale di un servizio – quello del bike sharing – che sta esplodendo anche nella nostra “faticosa” città.
Ma se sui social si può scherzare, nella realtà il problema è reale: il Comune di Genova sta provando a trovare un argine ad un fenomeno, che – ironia a parte – mette in luce una certa mancanza di civiltà e, soprattutto, rischia di compromettere la sicurezza stessa degli utenti della strada. Su ruote o appiedati che siano.
Parcheggi e sanzioni
La responsabilità per le violazioni dovrebbe essere degli utenti, ma nella maggior parte dei casi è impossibile risalire alla loro identità, come avviene del resto per qualunque velocipede sprovvisto di targa. Le varie app, nel rispetto del regolamento imposto dal Comune, obbligano a scattare una foto della bici per chiudere la corsa. Alcuni operatori, come BikeBoom, permettono di parcheggiare solo nelle rastrelliere.
In un recente incontro tra le aziende del bike sharing e la polizia locale è stato proposto un sistema in grado di fornire dati identificativi di chi parcheggia in maniera irregolare e l’attribuzione di un codice univoco ad ogni bici. Il principio però resta: nel caso in cui la società di noleggio non sia in grado di fornire il nominativo del trasgressore dovrà risponderne direttamente, salvo esercitare poi il diritto di rivalsa sugli utenti (che in genere devono associare all’account una carta o comunque un sistema di pagamento).
“Ci stiamo coordinando con la polizia locale e con gli operatori, ai quali sin dall’inizio inviamo segnalazioni di bici posteggiate impropriamente, per aumentare i controlli e applicare eventuali sanzioni sia agli utenti che agli operatori – aveva confermato a Genova24 l’assessore alla mobilità Emilio Robotti -. Infine, stiamo procedendo anche con il progetto BicInComune per ciclabilità da e verso le spiagge, con l’installazione di nuove aree posteggio bici private e bike sharing“.
Proprio per evitare l’invasione disordinata dello spazio pubblico, l’amministrazione ha stabilito che la flotta complessiva dei mezzi non potrà superare i 2.350, di cui 2.000 biciclette (muscolari ed e-bike), 300 e-scooter e 50 cargo e-bike. Sono espressamente esclusi dal regolamento monopattini, segway e hoverboard.
Tutte le foto dell’articolo sono prese dalla pagina “Biciclette Fantastiche e dove trovarle a Genova”