Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

Cybersecurity, tra soffiate e subappalti: così l’Ad di Sogei ha “spinto” Lady Difesa

  • Postato il 4 settembre 2026
  • Cronaca
  • Di Il Fatto Quotidiano
  • 0 Visualizzazioni
  • 5 min di lettura
In sintesi

Generazione sintesi AI in corso…

Cybersecurity, tra soffiate e subappalti: così l’Ad di Sogei ha “spinto” Lady Difesa

“E uno è sistemato”. Segue emoticon della faccina che ride. Questo messaggio di esultanza è stato inviato il 9 aprile 2024 dall’allora direttore generale di Deas Spa, Carlo Coccoli a Stefania Ranzato, fondatrice ed ex amministratrice della stessa società di cybersecurity, molto vicina al mondo delle forze armate e molto stimata dal ministro della Difesa, Guido Crosetto (totalmente estraneo all’inchiesta). La Deas in pochi anni è passata dal ruolo di start-up a leader nel settore dei servizi di sicurezza informatica, vedendo incrementare esponenzialmente il proprio fatturato. L’sms si trova tra le chat allegate all’inchiesta della Procura di Roma per rivelazione di segreto e indebita destinazione di denaro che vede indagati Ranzato e l’attuale amministratore delegato di Sogei, Cristiano Cannarsa. Anche se l’ipotesi di reato iniziale – peculato – per la quale si è proceduto al sequestro di telefoni e pc – è stata archiviata.

La conversazione avviene pochi minuti dopo la comunicazione della società del Ministero Economia e Finanze circa la volontà di voler coinvolgere la Deas nel contratto “Corporate Watch” per lo sviluppo di un software di intelligenza artificiale.

Secondo i pm, la Deas ha ottenuto l’incarico in maniera irregolare, “sollecitando – si legge nel capo d’imputazione – l’esecuzione anticipata di parte della prestazione oggetto dell’affidamento nonostante non vi fosse ancora affidamento alcuno né subappalto autorizzato”. L’informativa finale del Nucleo Pef della Guardia di Finanza di Roma, datata 29 maggio 2026, racconta come Cannarsa abbia sollecitato all’interno di Sogei il coinvolgimento di Deas e come la stessa società, che aveva esaurito la possibilità di ottenere appalti nelle procedure Consip (la stazione appaltante dello Stato, di cui Cannarsa è stato amministratore delegato), ha aggirato l’ostacolo stipulando un accordo per un subappalto da 1,6 milioni di euro con la Deda Next srl.

La data cruciale è il 6 dicembre 2023. Alle ore 13.18 Paolino Iorio – che ha patteggiato per corruzione in tutt’altro filone dell’indagine – invia un’email a Cannarsa: “Ciao Cristiano, come da tua richiesta, ti inoltro un position paper sull’lntelligenza Artificiale in Sogei, con i relativi progetti”. In allegato il file denominato IA_IN_SOGEI_V.4_06.12.2023.docx”. E’ un passaggio importante.

Guarda caso questo file, che doveva essere “a uso interno”, in qualche modo arriva a Ranzato, che il 10 dicembre successivo lo inoltra al suo stesso indirizzo email, probabilmente per poterlo salvare sul Cloud. Il giorno successivo il file arriva a Coccoli. Spiega la Finanza: “Chiunque abbia avuto modo di leggere il contenuto di tale Report, a dicembre 2023, era consapevole di tutti i progetti con i relativi dettagli tecnici, sebbene sinteticamente riportati, presenti in Sogei e riguardanti a vario titolo l’Intelligenza Artificiale. Da lì a poco, all’inizio del 2024, sono state presentate da Deas a Sogei, per volere anche di Cannarsa (…) le due proposte esplicitate rispettivamente nel progetto Corporate Watch e nel progetto Cyber Risk Framework, entrambe basate su algoritmi di intelligenza artificiale”.

Sogei aveva avviato da tempo l’adesione all’Accordo Quadro di Consip chiamato “Servizi applicativi e accessori in ottica cloud”. Ma Deas, notano gli investigatori “per quella tranche aveva già ‘eroso’ la propria quota, non avendo a disposizione alcun budget per avviare progetti a favore di Sogei”. Il 19 gennaio Francesco Curia, dirigente della società pubblica, scrive questa email ai dipendenti: “(…) su indicazione di Stefania (Ranzato, ndr) ieri ho avuto un incontro con l’Ad di Sogei, lng. Cannarsa, il quale mi ha presentato una idea che vorrebbe noi sviluppassimo (…)”. Tra gli altri gli risponde Coccoli, definendo Cannarsa “uno sponsor eccezionale”.

Qui le trattative tecniche vanno avanti. Nel contratto che stipulerà Sogei con la capofila Ibm (estranea all’inchiesta) appare a un certo punto una dicitura. Siamo a giugno 2024. “Su questi contratti Deas ha attualmente quota zero, ma ha un accordo con Deda Next per una cessione di quota a suo favore per un importo di euro 1.100.000 sul contratto 1 e di euro 500.000 sul contratto 2”. Deda Next è una delle società presenti nella Rete temporanea d’impresa. In sostanza, la Deas – confidando nell’assegnazione dell’incarico – in quel momento aveva già stipulato un pre-accordo con una delle aziende già presenti nell’accordo Consip. Il 12 giugno 2024 Coccoli invia questo messaggio a Cannarsa: “Ciao Cristiano (…) abbiamo bisogno di una conferma urgente per procedere con la cessione di quote a nostro favore”. La conferma arriverà, da un dirigente Sogei, due giorni dopo ancora.

L’affidamento del contratto salterà a ottobre 2024, con l’arresto di Paolino Iorio. Resterà in piedi soltanto la parte dedicata alle “sentenze tributarie”. Analizzando le chat, gli investigatori hanno rilevato un presunto “vincolo relazionale” tra Cannarsa e Ranzato, citato anche nel capo d’imputazione, che tuttavia l’Ad di Sogei – difeso dall’avvocato Gianluca Tognozzi ha smentito con forza davanti ai magistrati Lorenzo Del Giudice e Gianfranco Gallo, che stanno conducendo l’inchiesta.

Durante il suo interrogatorio, Cannarsa dava motivazioni diverse. Deas, a suo giudizio era una “società con notevole credito presso altre amministrazioni e in particolare presso le Forze Armate, ed in parte in
quanto la stessa sembrava avere sostegni in ambiente politico” e “in questo senso ricevetti rassicurazioni anche da soggetti istituzionali, avendo con Aisi (il dipartimento dei Servizi segreti interno, ndr) rapporti funzionali alla sicurezza nazionale”

Tutte le persone e le società citate in questo articolo sono estranee all’inchiesta, tranne Cannarsa e Ranzato per cui vige il principio della presunzione d’innocenza. Per le accuse iniziali di responsabilità oggettiva formulate nei confronti della Deas Spa, invece, i pm hanno chiesto l’archiviazione.

L'articolo Cybersecurity, tra soffiate e subappalti: così l’Ad di Sogei ha “spinto” Lady Difesa proviene da Il Fatto Quotidiano.

Autore
Il Fatto Quotidiano

Potrebbero anche piacerti