Cutro, braccio di ferro al Comune sulle macrostrutture
- Postato il 1 ottobre 2026
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Cutro, braccio di ferro al Comune sulle macrostrutture
Scontro al Comune di Cutro tra Giunta e tecnici sulle macrostrutture, i tributi scorporati dall’Area finanziaria nonostante i pareri negativi
CUTRO – Braccio di ferro istituzionale al Comune di Cutro sulla riorganizzazione della macrostruttura dell’ente. Al centro dello scontro il provvedimento che ridisegna l’assetto organizzativo, sul quale si è consumata una netta frattura tra la Giunta guidata dal sindaco Domenico Voce e la tecnostruttura comunale. Un’opposizione formale e dettagliata, cristallizzata nei pareri negativi espressi dai dirigenti, che fa emergere criticità profonde sulla gestione di settori chiave dell’amministrazione.
Il nodo centrale della contesa riguarda lo spostamento del servizio tributi. La delibera prevede il trasferimento della gestione delle entrate tributarie, un settore particolarmente esposto in un territorio che fa i conti con un’evasione della TariI vicina al 50% e un flusso costante di richieste di sgravi, dall’Area finanziaria all’Area Vigilanza. Inoltre, i servizi demografici passano dall’Area tecnica a quella legale. Una scelta drastica che ha spinto i vertici tecnici a sollevare barricate istituzionali.
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Conflitto d’interessi e rischio corruttivo
Nel parere della dirigente dell’Area finanziaria, Palmina Rizzo, viene evidenziato che la riorganizzazione risulta motivata esclusivamente da «quanto comunicato verbalmente dal sindaco». L’esercizio del potere discrezionale della Giunta «non può prescindere dal rispetto dei principi fondamentali di buon andamento, efficacia ed efficienza della PA (art. 97 Cost.) e dall’obbligo generale di motivazione sancito dall’art. 3 della L. 241/1990». Inoltre, la dirigente osserva che la relazione manca di analisi tecnica, studio di fattibilità e valutazione oggettiva dei carichi di lavoro e si affida a una «motivazione tautologica e standardizzata».
La contestazione più dura riguarda i profili di legittimità e i rischi di corruzione legati all’accorpamento funzionale. Nel parere si sottolinea che «l’accorpamento in capo al medesimo responsabile di Area dei poteri di polizia amministrativa/locale e dei poteri di accertamento e riscossione tributaria determina una concentrazione di poteri che incrementa significativamente il rischio corruttivo». Si espone così l’ente a «potenziali condizionamenti tra l’attività sanzionatoria di polizia e la leva dell’imposizione/accertamento fiscale».
Il richiamo ai diktat dell’Anac
A supporto la dirigente richiamati i diktat dell’Anac, secondo cui è necessario evitare di attribuire al Comando di polizia locale competenze gestionali ad elevato impatto economico per salvaguardare la neutralità del Corpo. I tecnici rimarcano che la deroga che consente l’accorpamento in capo a un’unica figura apicale è riservata esclusivamente ai Comuni al di sotto di 5.000 abitanti, una soglia ampiamente superata da Cutro. Pertanto, «non sussiste alcun presupposto oggettivo o stato di necessità che giustifichi la deroga al principio generale che impone di tenere distinte le funzioni di controllo/polizia da quelle di gestione e riscossione delle entrate». Viene inoltre evidenziata la totale assenza nel Piano integrato di attività e organizzazione, e in particolare nella sezione Rischi corruttivi, di «specifiche misure di mitigazione del rischio (rotazione, controlli incrociati obbligatori, doppia firma su atti di accertamento/sgravio)». Il rischio sarebbe una sovrapposizione: «nel medesimo soggetto il “controllore” e il “controllato”». Negativo anche il visto finanziario.
L’amministrazione replica: maggiore efficienza
Di avviso opposto è la replica formale mossa dall’amministrazione e firmata dal sindaco, che difende la scelta richiamando l’esercizio del potere d’indirizzo politico-amministrativo. L’esecutivo sostiene che la riorganizzazione risponde alla «volontà di modificare l’assetto organizzativo, al fine di garantire una maggiore efficienza e funzionalità dell’ente». Voce respinge le accuse di motivazione tautologica imputando precedenti ritardi amministrativi alla scomposizione dei servizi in quattro aree. Sulla questione del conflitto d’interessi e dei presidi anticorruzione, la nota del sindaco preannuncia l’intenzione di valutare «misure di prevenzione alternative» e l’aggiornamento del Piao, aprendo anche alla possibilità di «riformulare la macrostruttura dal prossimo anno».
Il mistero del parere rimosso e i contenziosi alle porte
Mistero sul parere contrario del dirigente dell’Area tecnica, Fernando Iacovino, pubblicato e poi rimosso. Iacovino segnala il possibile riprodursi criticità, tecniche ed economiche, che in passato avevano già giustificato la sottrazione dei servizi demografici agli Affari generali. Ed evidenzia le funzioni di supporto svolte dalla funzionaria Ramona Pignata nella gestione dell’igiene urbana, dei contratti di luce e gas e nelle attività legate ai contenziosi. Si prospettano ricorsi e contenziosi, già caldeggiati da ambienti sindacali, che potrebbero rimettere in discussione la delibera, peraltro pubblicata in un primo tempo senza allegati in forma integrale, comparsi successivamente sul sito istituzionale. L’autunno amministrativo rovente è appena iniziato.
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