Cuneo, estratto vivo a 120 metri di profondità: speleologo salvato dopo 12 ore in una grotta
- Postato il 1 giugno 2026
- Cronaca
- Di Il Fatto Quotidiano
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Dodici ore per salvarlo, intrappolato a 120 metri di profondità, nella pancia delle montagne di Garessio, in provincia di Cuneo. Il giovane speleologo che stava esplorando la “Grotta dei Cinghiali Volanti” il 31 maggio, è stato estratto vivo alle 5.40: alle operazioni di soccorso hanno partecipato 53 tecnici e operatori del Soccorso Alpino e Speleologico di Piemonte, Lombardia e Liguria. Il ventenne ligure ora è stato affidato ai sanitari e trasferito in ospedale.
Il giovane stava esplorando la cavità, il cui ingresso si trova a 1.200 metri di quota, con un gruppo di speleologi. Arrivati al fondo della grotta, un grosso masso si sarebbe staccato dalla parete, come riporta il Corriere della Sera, bloccando la gamba del ventenne sotto 250 chili di roccia. I soccorritori si sono messi subito all’opera, senza sosta, da quando alle 17 è arrivato l’allarme. Tra loro anche otto disostruttori, chiamati ad ampliare gli stretti cunicoli della grotta carsica nell’area di Rocca d’Orse-Val d’Inferno. È lì che si trova la “Grotta dei Cinghiali Volanti“, scoperta nel 2007 e frequentata per attività di ricerca, documentazione ed esplorazione.
In mezzo alle varie cavità e ai percorsi sotterranei che si incrociano tra loro, i soccorritori hanno raggiunto lo speleologo. Tutti gli sforzi a quel punto si sono concentrati per rimuovere il masso: il giovane era ferito e per questo nelle profondità della terra è stato allestito un piccolo campo medico per valutare le sue condizioni. Il personale sanitario del Cnsas ha però deciso che non fosse necessario il trasporto in barella e ha pianificato l’uscita assistita dalla cavità, facilitata dal contributo attivo del giovane, dolorante ma ancora in grado di collaborare.

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