Crotone, scoperta frode del carburante agricolo: sequestro da 8 milioni e 29 indagati
- Postato il 23 giugno 2026
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Crotone, scoperta frode del carburante agricolo: sequestro da 8 milioni e 29 indagati
Due associazioni a delinquere con base a Crotone e provincia e ramificazioni in Veneto e Germania, scoperta frode del carburante agricolo
CROTONE – Due gruppi criminali autonomi, ma speculari nel modus operandi e cementati da vincoli di sangue, capaci di imbastire una frode sistematica sui carburanti agricoli agevolati estendendo i propri tentacoli ben oltre i confini calabresi. Le ramificazioni erano in Veneto e Germania. La frode complessiva quantificata dai militari e dai funzionari doganali ammonta a oltre 8 milioni di euro, cifra oggetto di un decreto di sequestro preventivo, anche per equivalente, che ha colpito disponibilità finanziarie, beni immobili e immobili riconducibili a 25 soggetti economici (tra aziende agricole e depositi di carburante) e 29 indagati. Sono i dettagli che emergono da un’operazione congiunta del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Catanzaro e dell’Ufficio Antifrode della Direzione regionale per la Calabria dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Le ipotesi di reato
ll decreto di sequestro preventivo – un provvedimento di quasi 350 pagine – è stato emesso dalla gip Assunta Palumbo su richiesta della Procura guidata da Domenico Guarascio, che contestualmente ha fatto notificare l’avviso di chiusura delle indagini. La gip sposa le risultanze investigative. Non semplici episodi isolati, ma un “programma delittuoso” stabile e protratto nel tempo, dal 2017 fino almeno al 2023. Le ipotesi di reato contestate dalla Procura di Crotone spaziano dall’associazione a delinquere alla falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico fino alla sottrazione all’accertamento o al pagamento dell’accisa sui prodotti energetici e all’emissione di fatture per operazioni inesistenti.
Il legame associativo si ricava anche da rapporti di parentela, affinità e di tipo lavorativo tra i componenti dei due sodalizi (facenti capo principalmente alle famiglie Pizzimenti e Maida). Legami che garantivano una «reciproca consapevolezza dell’apporto illecito» da parte di ciascun sodale.
Ramificazioni in Veneto e Germania
L’inchiesta dimostra come le propaggini dei sodalizi crotonesi si allungassero in modo strategico sia nel Nord Italia che all’estero. Da un lato verso il Veneto (con basi operative ed esponenti della famiglia Pizzimenti stanziati nei comuni veronesi di Veronella e Cologna Veneta), dall’altro verso la Germania (asse di collegamento per la famiglia Maida e per i Panucci, con indagati nati o residenti sul territorio tedesco, come a Roth). Questo reticolo geografico serviva a dare solidità alla rete di imprese e interscambi. A blindare l’impianto d’accusa concorrerebbe il “momento di fibrillazione” registrato all’interno delle organizzazioni non appena sono scattati i controlli sul campo da parte delle Fiamme gialle e dei funzionari doganali, segno evidente di un preordinato accordo a monte e di una comune strategia difensiva.
Il meccanismo della frode
Il fine ultimo delle due associazioni era l’ottenimento di indebite erogazioni di gasolio agricolo da parte dell’Arcea. Per farlo, i promotori – individuati in Filippo Pizzimenti (classe 1954), Giuseppe Pizzimenti e Massimiliano Maida – avrebbero costituito ditte individuali e società fittizie, formalmente intestate a parenti o prestanome ma “di fatto” a loro riconducibili.
Nelle istanze di assegnazione del carburante agevolato venivano inserite false dichiarazioni sulla disponibilità di imponenti strutture: serre da riscaldare e relativi bruciatori a gasolio. Gli accertamenti tecnici hanno smontato il castello cartolare.
Ditte fantasma e serre “invisibili”
È emerso che le aziende dei due gruppi “familiari” dichiaravano simultaneamente gli stessi terreni e le medesime particelle catastali. Le superfici autocertificate erano nettamente superiori a quelle reali e l’altezza media delle strutture non rispondeva minimamente ai parametri ordinari di una reale serra agricola “a tunnel”. Il prodotto energetico, ottenuto a prezzi agevolati grazie ai falsi documenti presentati all’Arcea, veniva poi piazzato e venduto in nero a soggetti non aventi diritto, tra cui autotrasportatori e attività di movimento terra. Per mascherare il giro e giustificare contabilmente i flussi finanziari, venivano emesse fatture per operazioni inesistenti.
Dichiarazioni contro intercettazioni
Il provvedimento opera una netta distinzione tra le ammissioni dei coinvolti e i riscontri tecnici. In una prima fase, agli atti confluisce la dichiarazione formale resa da uno degli indagati ai funzionari doganali e di finanza, in cui si ammetteva la promiscuità della gestione e lo stato di abbandono dei terreni. «I 5 serbatoi presenti sono utilizzati promiscuamente da tutte le aziende di cui mi occupo. Faccio presente che da circa 10 mesi non coltiviamo in maniera intensiva il terreno sotto le serre».
Le serre sono “a posto”
A fare da contraltare a queste dichiarazioni, i contenuti dei dialoghi intercettati. Tra questi, assume rilievo una conversazione intercorsa tra Massimiliano Maida e Giuseppe Pizzimenti. «Io mi ricordo che le serre tu le tenevi a posto più di me». Nonostante i tentativi di elusione e alcuni passaggi omissati dagli inquirenti per tutelare altri segmenti di indagine, il colloquio captato restituisce, secondo gli inquirenti con nettezza, la reale natura dei rapporti commerciali e la gestione coordinata dei flussi di carburante, confermando l’esistenza di quel patto comune che ha spinto la giudice a configurare il reato di associazione a delinquere.
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L’elenco completo degli indagati
- Filippo Pizzimenti, di 71 anni, di Isola di Capo Rizzuto.
- Antonella Riillo, di 63 anni, di Isola di Capo Rizzuto.
- Giuseppe Pizzimenti, di 48 anni, di Isola di Capo Rizzuto.
- Daniela Nicastro, di 44 anni, di Isola di Capo Rizzuto.
- Filippo Pizzimenti, di 24 anni, di Cologna Veneta (VR).
- Giovanni Pizzimenti, di 37 anni, di Veronella (VR).
- Maria Teresa Morelli, di 39 anni, di Veronella (VR).
- Felice Astorino, di 51 anni, di Isola di Capo Rizzuto.
- Salvatore Nicastro, di 55 anni, di Isola di Capo Rizzuto;
- Massimiliano Maida, di 53 anni, di Crotone (nato in Germania).
- Domenico Panucci, di 45 anni, di Crotone.
- Francesco Panucci, di 41 anni, di Roth (Germania).
- Giusy Maida, di 25 anni, di Crotone.
- Fernando Caldiero, di 58 anni, di Cetraro (CS).
- Francesco Cilidonio, di 51 anni, di Cirò Marina.
- Ariosto Colonna, di 73 anni, di Cirò Marina.
- Francesco Corapi, di 54 anni, di Olivadi (CZ).
- Vito Leo Corapi, di 49 anni, di Olivadi (CZ).
- Nicolino Costantino, di 64 anni, di Cotronei (nato in Germania).
- Caterina De Lorenzo, di 44 anni, di Vibo Valentia.
- Gennaro Garruba, di 50 anni, di Cotronei.
- Antonio Domenico Lupis, di 44 anni, di Olivadi (CZ).
- Caterina Mele, di 43 anni, di Casabona.
- Giuseppe Messina, di 50 anni, di Cirò Marina.
- Francesco Mingrone, di 45 anni, di Cirò Marina.
- Salvatore Maurizio Muto, di 55 anni, di Cutro.
- Carlo Nigro, di 80 anni, di Crotone.
- Cristian Tallarico, di 31 anni, di Mesoraca.
- Graziano Vulcano, di 42 anni, di Cirò Marina.
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