Crotone, fa discutere l’iniezione di ‘ndranghetil in campagna elettorale
- Postato il 15 maggio 2026
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Il Quotidiano del Sud
Crotone, fa discutere l’iniezione di ‘ndranghetil in campagna elettorale
Scoppia il caso “‘ndranghetil” in campagna elettorale a Crotone, fanno discutere i video di un giovane candidato
CROTONE – Nella complessa e spesso surreale campagna elettorale per le amministrative di Crotone, la comunicazione politica sta esplorando confini inediti, muovendosi pericolosamente sul crinale che separa l’ironia dal cattivo gusto. Al centro del dibattito cittadino, e non senza una dose di imbarazzo per le coalizioni in campo, sono finiti i contenuti digitali di un giovane candidato consigliere della lista “Crescere”, schieramento a sostegno del sindaco uscente Vincenzo Voce.
L’aspirante amministratore ha scelto TikTok come principale tribuna elettorale, lontano dai toni istituzionali o dai contenuti programmatici. I suoi video offrono uno spettacolo che definire “singolare” appare un eufemismo. In una clip, il candidato appare travestito con parrucca e baffi finti, mettendo in scena sketch che hanno sollevato più di una perplessità.
Il richiamo alla “’ndranghetil”
L’episodio che ha destato maggior scalpore riguarda un video in cui il protagonista simula di essersi sottoposto a iniezioni di una sostanza denominata “’ndranghetil”. Se nelle intenzioni dell’autore l’intento voleva forse essere parodistico o provocatorio, il risultato finale si scontra con la sensibilità di un territorio che da decenni combatte una battaglia quotidiana contro la criminalità organizzata e i suoi linguaggi. Giocare con termini che richiamano la malapianta del territorio, anche in contesti grotteschi, rischia di apparire come una banale quanto inopportuna sottovalutazione del fenomeno mafioso.
Tra ammissioni di incompetenza e anti-politica
Non meno discussi sono i video in cui il candidato, con un candore che spiazza l’elettore tradizionale, ammette apertamente di “non capire nulla di politica” e di trovarsi in una condizione economica di totale indigenza, dichiarando di non possedere “manco un euro”. Sebbene la narrazione dell’uomo comune, lontano dalle élite e dalle tecnocrazie, sia un topos consolidato del populismo moderno, l’ostentazione dell’incompetenza come cifra distintiva pone interrogativi seri sulla natura della proposta politica.
Il nodo della responsabilità politica
In una città che attende risposte su temi cruciali come la bonifica ambientale, il rilancio economico e la gestione dei servizi primari, la comparsa di figure che scelgono la maschera del folklore estremo per raccogliere consensi via social pone il sindaco Vincenzo Voce in una posizione scomoda. La domanda che circola tra i corridoi del Palazzo comunale e nei gazebo elettorali è quanto queste derive comunicative possano inficiare la credibilità dell’intera coalizione. Singolare anche che il candidato non venga richiamato dai vertici della coalizione a non assumere toni che qualcuno già definisce da inno alla ‘ndrangheta.
I nuovi linguaggi
La politica, pur dovendo adattarsi ai nuovi linguaggi dei social media, richiede un briciolo di decoro istituzionale. La ricerca del “mi piace” a ogni costo, attraverso l’uso di stereotipi discutibili o l’esaltazione dell’impreparazione, rischiano di trasformare la competizione elettorale in un palcoscenico di avanspettacolo, allontanando ulteriormente i cittadini da una partecipazione consapevole e seria alla vita pubblica. Crotone, nel suo momento di passaggio verso le nuove elezioni, meriterebbe forse un confronto più ancorato alla realtà e meno affidato ai filtri di Tik Tok.
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