Crollo del ponte sul Trigno, la famiglia del disperso: «Rimuovete le macerie, cercatelo»
- Postato il 8 settembre 2026
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- Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
Crollo del ponte sul Trigno, la famiglia del disperso: «Rimuovete le macerie, cercatelo»
Domenico Racanati disperso nel crollo del ponte sul Trigno a Bisceglie: dopo cinque mesi la famiglia chiede di rimuovere le macerie.
BISCEGLIE (BAT) – Sono trascorsi oltre cinque mesi da quel drammatico 2 aprile 2026, quando una spaventosa piena fluviale causata dal maltempo travolse e fece crollare il viadotto sul fiume Trigno, lungo la Statale 16. Da quel giorno non si hanno più notizie di Domenico Racanati, marittimo di 53 anni originario di Bisceglie, svanito nel nulla mentre percorreva l’arteria stradale al confine tra Abruzzo e Molise. Nonostante le vaste operazioni di perlustrazione condotte nell’alveo del corso d’acqua e lungo la costa, né il corpo dell’uomo né la sua automobile sono stati ancora individuati.
CROLLO DEL PONTE TRIGNO: GLI ESITI NEGATIVI DEL MAGNETOMETRO E LA DISPERAZIONE DEI FAMILIARI DEL MARITTIMO DISPERSO
Nella giornata di oggi, 8 settembre, le squadre d’intervento hanno completato le verifiche nei punti specifici dell’alveo fluviale dove le apparecchiature magnetometriche avevano rilevato tracce metalliche, con la speranza che potesse trattarsi della vettura del 53enne. L’esito degli accertamenti e dei lavori di dragaggio si è rivelato purtroppo negativo, escludendo definitivamente la presenza del mezzo nel letto del fiume ma lasciando aperta l’angosciosa domanda sul destino del marittimo. «Abbiamo aspettato questo momento con la speranza di una risposta che purtroppo non è arrivata – ha affidato ai social la moglie dell’uomo, Vanessa –. Se non è nel fiume, deve essere cercato dove finora non è stato possibile farlo: sotto i blocchi di cemento. Mio marito potrebbe essere rimasto incastrato lì».
L’APPELLO DELLA FIGLIA DI DOMENICO RACANATI
Alla voce della moglie si unisce l’accorato appello della figlia, Angelica Racanati. La donna chiede con forza il dissequestro e la contestuale rimozione dei tronconi di viadotto ancora immersi nell’acqua. Questo prima che si proceda alla realizzazione di qualsiasi opera sostitutiva. «Dovete trovare mio padre. Sotto quel ponte ci sono macerie e potrebbe esserci ancora lui. Non possiamo accettare che si costruisca una nuova struttura mentre quella crollata resta lì senza una risposta definitiva – rimarca la giovane –. Prima di voltare pagina e parlare di collegamenti alternativi bisogna finire ciò che è stato lasciato in sospeso. Voi rivolete il ponte, ma noi rivogliamo Domenico: non è un numero, è un padre e un marito».
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Crollo del ponte sul Trigno, la famiglia del disperso: «Rimuovete le macerie, cercatelo»