Crisi Amt, la rete dei comitati torna all’attacco: “Situazione frutto di scelte miopi oggi scaricate sui cittadini”
- Postato il 11 settembre 2026
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- Di Genova24
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Genova. La Rete Genovese dei comitati torna a incalzare le istituzioni sul tema della crisi Amt e sulla gestione del servizio di trasporto pubblico locale. Con una nota stampa, infatti, il coordinamento ha espresso una posizione netta riguardo alle prospettive di riduzione dei servizi su gomma nel capoluogo ligure e nell’area metropolitana.
Nel documento viene tracciato un quadro delle cause che hanno portato allo stato attuale del comparto, attribuito alla “progressiva riduzione delle risorse nazionali, a normative penalizzanti e a scelte politiche spesso miopi“, a cui si sarebbe affiancata “una gestione locale che ha fortemente danneggiato il tpl, anteponendo logiche aziendali all’obiettivo di fornire un servizio adeguato ai bisogni dei cittadini”. All’interno di questa critica viene citato specificamente il “progetto dei 4 Assi di Forza, con il taglio di un milione di km all’anno“, indicato come un intervento “realizzato nell’ottica del solito risparmio a danno del servizio offerto”.
Sulla questione finanziaria, la nota evidenzia che la collettività versa già quote importanti “attraverso la fiscalità generale e l’acquisto di biglietti e abbonamenti”, rifiutando “ulteriore sacrifici per rimediare a scelte sbagliate“. Per questa ragione viene sollecitata “una forte mobilitazione istituzionale e sociale affinché Governo e Parlamento garantiscano adeguati finanziamenti“, richiedendo contestualmente alle realtà territoriali di “quantificare con la massima trasparenza le risorse realmente necessarie”. Tra le proposte formulate figura la richiesta di un “piano industriale di rilancio ed efficientamento”, sviluppato insieme a “lavoratori, associazioni, comitati territoriali e rappresentanze degli utenti”. In tale ambito si chiede l’istituzione di un “Osservatorio Permanente sul Trasporto Pubblico Locale”, concepito come un “organismo dotato di reali funzioni propositive, di monitoraggio e di controllo”.
La nota si conclude rivolgendosi direttamente a Regione, Comune di Genova, Città Metropolitana e Comuni per chiedere lo stanziamento urgente delle somme necessarie “senza penalizzare altri diritti fondamentali dei cittadini“. Viene inoltre specificato che “chi ha mal gestito l’azienda deve essere rimosso” e che, in assenza di risposte rapide, l’organizzazione “si riserva di promuovere e sostenere iniziative di mobilitazione e manifestazioni pubbliche di protesta”.