Crisi Amt, la proposta di MobilitaGenova: “Corsie gialle ovunque possibile per evitare i tagli”
- Postato il 27 agosto 2026
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- Di Genova24
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Genova. Nuove corsie gialle ovunque possibile per aumentare la velocità commerciale dei bus ed evitare tagli che farebbero perdere ulteriore utenza ad Amt, già alle prese con una grave crisi aziendale. È questa in sintesi la proposta dell’associazione MobilitaGenova nei giorni in cui s’infiamma il dibattito sulla riduzione del servizio prevista col nuovo orario invernale a partire dal 14 settembre.
“L’attuale amministrazione si è arresa all’evidenza o, meglio, alla finanza – accusano gli attivisti -. Il proposito di risanare i conti è encomiabile e condivisibile, ma si scontra con un dato di fatto: si ripercorrono le stesse, inefficaci, misure già adottate negli ultimi trent’anni. Questa non è la prima crisi che Amt deve superare, solo che questa è molto più grave per il crescere del sottofinanziamento statale e per il crescere in gravità degli errori compiuti dagli amministratori aziendali e comunali”. Le ricette del passato “hanno generato la costante perdita di utenti e di centralità del trasporto pubblico. E gli utenti passati ai mezzi privati difficilmente torneranno se non perché costretti o perché davanti ad un servizio molto migliore di quello che avevano lasciato”.
L’aumento della velocità commerciale, attualmente intorno ai 15 km/h sull’intera rete Amt, è uno degli obiettivi del piano di risanamento. Con gli assi di forza dovrebbe salire a 17 km/h. Ma al momento, come ha segnalato Genova24, la tracciatura dei nuovi percorsi riservati ai bus è ferma al palo e non si hanno notizie nemmeno dei nuovi semafori.
“In altre parole, se tutto andasse come promesso dal progetto, le linee nuove godendo di corsie riservate e semaforizzazione preferenziale andrebbero un po’ più veloci – commenta l’associazione -. Si segnala che la velocità commerciale potrebbe arrivare a 20 km/h per una linea di ottimo livello. Ovviamente, aumentare la velocità di tutta la rete è impresa più ardua ma non del tutto infattibile, e anche in Italia esistono realtà dove tale valore va oltre i 22 km/h. Ma tutto andrà come da progetto? purtroppo già sappiamo che no, non sarà così. Non solo perché le previsioni del progetto erano azzardate (lo stesso ministero ne aveva indicato le criticità) ma perché la sua realizzazione è stata forse peggiore della sua ideazione e difficilmente sarà completato (come da dichiarazioni dell’assessore competente) se non facendosi dare ulteriori risorse dal ministero”.
Questa dunque la ricetta indicata da MobilitaGenova:
La proposta è quindi di adottare fin da subito interventi anche semplici per quante più linee della rete, dall’1 al 7, dal 15 al 48, dal 17 al 44, dal 64 al 37, attraverso:
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introduzione di corsie riservate nuove e cordolate quanto più possibile e rese continue senza interruzioni agli incroci;
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introduzione di semafori preferenziali (quelli che conosciamo) e di precedenza (un accorgimento che vediamo adottato in Svizzera);
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utilizzo di mezzi più capienti per i collinari, anche interdicndo la sosta dove necessario;
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eliminazione degli stalli nelle corsie riservate “a tempo”;
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banalizzazione salita e discesa da tutte le porte dei bus (è presente di fatto già oggi);
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coincidenza degli orari bus con la ferrovia, specie per le linee extraurbane, ma non sostituendo il servizio ferroviario con quello di prossimità dei bus;
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adeguamento fermate bus “a penisola” anche solo con posa di cemento e eventuale accorpamento di alcune di esse;
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rivisitazione della rete, cestinando le assurdità previste dal progetto degli assi di forza, estendendo il più possibile l’uso dei nuovi filobus, anche prevedendo interruzioni su alcune delle attuali linee lunghe;
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sensibilizzazione con una campagna di informazione, si spera più efficace delle ultime, verso tutti soggetti interferiti.
“Possono essere adottate anche soluzioni di emergenza – proseguono gli attivisti -. Per esempio, l’utilizzo di ausiliari del traffico (volontari?) al posto dei semafori preferenziali in attesa della loro realizzazione. Possono essere ancora tollerate le fasce orarie di validità delle corsie, soprattutto per la sera, ma con la certezza di un rapido intervento del carro attrezzi in caso di dimenticanze. In concreto, ovviamente, saranno i tecnici comunali e aziendali che dovranno individuare gli interventi prioritari; ma il mandato politico di favorire in ogni modo i bus, deve essere chiaro. Del resto con questa ottimizzazione sarebbe forse più facile chiedere finanziamenti in più. Faranno così sacrifici un po’ tutti e non solo gli utenti del trasporto pubblico.
“Perché è evidente che queste misure vanno a colpire prima di tutto l’uso di auto e scooter. Avremo automobilisti che dovranno partire un po’ prima, con un po’ più difficoltà di trovare posteggio, negozianti che non avranno stalli dove sono presenti le corsie riservate, scooteristi che non potranno andare nelle corsie dei bus e dovranno rispettare un po’ di più il codice della strada. E così via. Dobbiamo provarci, non possiamo stare a guardare lo sfacelo della mobilità, che peraltro si ritorcerà contro l’attuale politica perché i disagi fanno dimenticare in fretta le giustificazioni di chiunque. E distinguere tra chi c’era prima e chi c’è adesso diverrà impossibile”, conclude MobilitaGenova.