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Cresce il cyberbullismo, verso il reato europeo

  • Postato il 1 maggio 2026
  • Estero
  • Di Agi.it
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  • 2 min di lettura
Cresce il cyberbullismo, verso il reato europeo
Cresce il cyberbullismo, verso il reato europeo

AGI - La plenaria del Parlamento europeo ha approvato una risoluzione non vincolante che sottolinea la gravità del fenomeno del cyberbullismo e chiede sanzioni efficaci e dissuasive, tra cui il riconoscimento del cyberbullismo come reato a livello europeo.

I deputati chiedono anche misure per facilitare la segnalazione per le vittime e la chiusura delle lacune giuridiche a livello Ue, oltre a un’applicazione rigorosa delle norme Ue, una definizione comune di cyberbullismo e una maggiore responsabilità delle piattaforme per rafforzare la tutela delle vittime.

Definizione comune e reato transfrontaliero

L’Eurocamera invita la Commissione a valutare la necessità di introdurre una definizione armonizzata a livello Ue e di riconoscere il cyberbullismo come reato transfrontaliero. Un’alternativa potrebbe essere l’inclusione dei reati d’odio tra i reati dell’Ue, affermano, così da coprire i casi più gravi.

Materiale di abuso sessuale su minori

Il Parlamento lamenta inoltre l’assenza di un quadro giuridico per individuare online materiale di abuso sessuale su minori (Csam) e invita la Commissione ad agire rapidamente affinché le piattaforme digitali adottino meccanismi volontari di segnalazione.

Tutela dei minori e Dsa

Il Parlamento chiede una applicazione più rigorosa dell’articolo 28 del regolamento sui servizi digitali (Dsa) relativo alla protezione dei minori, sollecitando la conclusione dei procedimenti in corso e opponendosi a qualsiasi tentativo di riaprire il testo legislativo.

Uso abusivo dell’intelligenza artificiale

I deputati esprimono inoltre preoccupazione per l’uso crescente dell’IA a fini abusivi, come deepfake o contenuti intimi non consensuali, e invitano i fornitori di servizi digitali a rispettare gli obblighi di etichettatura previsti dall’AI Act.

Divieti e sostegno alle vittime

Ribadiscono infine la necessità di vietare le “nudifier apps”, misura attualmente in fase di negoziazione con i governi Ue. Nel testo si sottolinea inoltre la necessità di rafforzare la protezione e il sostegno alle vittime di cyberbullismo, aumentando i finanziamenti alle organizzazioni competenti e integrando il fenomeno nelle strategie nazionali di salute mentale.

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Autore
Agi.it

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