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Cpr in Albania, "stupratori e assassini": FdI stronca la sinistra

  • Postato il 22 aprile 2026
  • Terra Promessa
  • Di Libero Quotidiano
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  • 9 min di lettura
Cpr in Albania, "stupratori e assassini": FdI stronca la sinistra
Cpr in Albania, "stupratori e assassini": FdI stronca la sinistra

C’è K. M., iraniano, condannato per vari reati, come furto e ricettazione, che ha aggredito sessualmente una ragazza su un treno. Poi c’è T.Y., con un curriculum criminale di tutto rispetto. Algerino, dal 2006 ha collezionato condanne per tutti i reati possibili: spaccio, ricettazione, armi clandestine, furto, lesioni personali, sequestro di persona e rapina aggravata. A luglio 2022, dopo aver rubato a un altro straniero il portafogli, si è scagliato insieme a un complice contro gli agenti intervenuti per poi mettersi a sbattere la testa contro il muro. Nel frattempo, il complice si è dato fuoco gridando «Allah Akbar» nel Commissariato di Viareggio, dove era stato portato. Ancora, S.M. bengalese, arrestato in flagranza nel 2023 per essersi masturbato davanti a un bambino di sei anni. Ha scontato un anno e quattro mesi di carcere ed è stato trasferito a Gjader dove è stato espulso a gennaio. Sono questi i pedigree di alcuni dei 527 migranti che, da quando è stato aperto a ottobre 2024, sono transitati dal centro di Gdjader in Albania.

Numeri che ha snocciolato la delegazione di Fratelli D’Italia che ieri ha visitato la struttura. Il Cpr è «pieno e funzionante così come aveva annunciato il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni» sottolinea in una nota il gruppo di parlamentari al termine della visita. Dopo aver ringraziato le forze dell’ordine e gli operatori sociali e sanitari per l’attività svolta, la delegazione ha avuto modo di verificare che la sezione del centro dedicata alle procedure accelerate di frontiera è pronto per entrare in funzione: si aspetta solo l’entrata in vigore del nuovo patto europeo per la migrazione e l’asilo. «È così smentita l’ennesima falsa narrazione delle sinistre sul mancato funzionamento della struttura che al contrario si presenta come un modello per l’Europa» sottolinea la deputata e responsabile immigrazione di Fdi, Sara Kelany. «Sono mesi che all’interno di questi centri sono trattenuti dei migranti ad altissima pericolosità sociale» aggiunge la parlamentare, ricordando che, a fronte di una capienza di circa di 96 posti, i migranti trattenuti sono attualmente 82. Il centro dunque è già a pieno regime. Circa l’80% dei soggetti condotti in Albania ha a suo carico precedenti penali e/o dipolizia, con i reati più frequenti che sono traffico internazionale di droga, rapine efferate, detenzione di materiale pedopornografico, adescamento di minori, violenza sessuale aggravata. E poi minaccia aggravata e tentato omicidio. Il problema è che molti (circa 200) non solo sono stati riportati in Italia, ma sono pure tornati in libertà perché la magistratura non ha convalidato il trattenimento a seguito della presentazione della domanda di protezione internazionale. «Sono transitati centinaia di migranti, e una parte sono stati rimessi a piede libero solo e unicamente perché hanno reiterato una domanda di asilo» prosegue Kelany, che sottolinea come «per una parte della magistratura italiana» questo elemento abbia «costituito un motivo per non convalidare il trattenimento. Ripeto, sono migranti con dei profili di altissima pericolosità sociale, con dei curricula criminali di tutto rispetto, con dei reati che vanno dallo stupro, al furto, alla rapina, alla pedopornografia. Insomma, soggetti che dovrebbero essere trattenuti e rimpatriati», conclude Kelany ricordando che una parte dei migranti sono stati rimpatriati «nei Paesi di provenienza». Più precisamente, «circa in 200 hanno ritirato la domanda di asilo, quindi è stata dichiarata la mancata convalida del trattenimento, mentre per circa 83 il rimpatrio è andato a buon fine».

 

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«Mentre la sinistra vuole smantellare il modello Albania del governo Meloni, Fratelli d’Italia è qui per difenderlo e per continuare quella lotta all’immigrazione clandestina che ha già portato a una riduzione di oltre il 70% degli sbarchi» rimarca Augusta Montaruli, deputata di Fdi, anche lei tra i parlamentari che hanno visitato la struttura. Oltre a Montaruli e Kelany, hanno partecipato alla visita i capigruppo di Camera e di Senato Galeazzo Bignami e Lucio Malan, Raffaele Speranzon e Salvatore Sallemi, Giovanni Donzelli, Francesco Filini e Marco Lisei. Ma dall’opposizione sono arrivate le critiche del Pd. «La gita fuori porta di Fratelli d’Italia in Albania è una pagliacciata che si somma agli sprechi enormi di questo progetto fallimentare» attacca il deputato dem, Matteo Orfini. «Meloni aveva promesso 36mila migranti all’anno, oggi Fdi ci spiega trionfalmente che 536 persone sono un successo. I conti sono presto fatti: ogni migrante transitato da quei centri è costato alle casse dello Stato oltre 300mila euro», aggiunge il dem Orfini. A replicare al deputato dem è stata Kelany. «I centri costano 650 milioni per cinque anni. Vuol dire che costano circa 180 milioni all’anno: una cifra infinitesimale per un progetto pilota che è guardato con interesse da tutta Europa» spiega la deputata. «Si consideri che solo sul capitolo accoglienza e immigrazione ogni anno si posta 1,8 miliardi, quindi 180 milioni all’anno per un progetto di questo tipo sono una cifra assolutamente irrisoria» conclude. 

 

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Autore
Libero Quotidiano

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