Costanza Musso, Ceo di Gruppo Grendi nella ricerca sulla leadership femminile delle imprese familiari italiane
- Postato il 18 maggio 2026
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- Di Genova24
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Genova. Costanza Musso di Gruppo Grendi (Genova), impresa familiare nata nel 1828 e operativa nell’ambito dei trasporti marittimi e della logistica integrata, è tra le protagoniste della ricerca di Banca Sella realizzata dalla LIUC – Università Cattaneo in collaborazione con AIDAF (Associazione Italiana delle Aziende Familiari).
Lo studio sulla leadership femminile nelle imprese di famiglia, condotto dal team del Family Business Lab (Fabula) della LIUC, include un’analisi delle caratteristiche distintive e dei percorsi delle donne ai vertici delle imprese familiari, per evidenziarne i tratti comuni.
Si approfondiscono nove realtà guidate da CEO donne di successo, non necessariamente appartenenti alla famiglia proprietaria: oltre a Gruppo Grendi con Costanza Musso, ci sono Axet Facility (Mariateresa Silvestri, Milano), Feltrinelli (Alessandra Carra, Milano), Green Oleo (Beatrice Buzzella, Cremona), Donnafugata (Josè Rallo, Trapani), Irinox (Katia Da Ros, Treviso), Pasta Cuomo (Amelia Cuomo, Gragnano), Ponti (Lara Ponti, Novara) e Timeswapp (Ludovica Busnach, Milano).
Dall’analisi emergono alcuni elementi ricorrenti, nonostante i diversi percorsi di leadership, categorizzabili in tre caratteristiche: Empatia, Visione e Autenticità. L’integrazione di questi tre elementi ha portato allo sviluppo al modello “EVA”, un modo di essere leader che racchiude, in un acronimo della femminilità, l’essenza della leadership femminile di successo nelle imprese familiari.
L’Empatia costituisce il primo pilastro fondamentale del modello e consiste nella capacità della leader di comprendere e valorizzare le persone attraverso la cura, l’inclusione e la condivisione. “Per me guidare vuol dire “farsi carico” – afferma Costanza Musso, che nella ricerca figura tra le leader che condividono la responsabilità con i fratelli – Sono una persona che nelle situazioni si fa carico degli altri. Mi “accollo” anche dei problemi degli amici. In questo mio farmi carico degli altri, di conseguenza, sono anche una persona che tende un po’ a dettare la linea”
Anche l’inclusività non è per Musso uno sforzo accessorio, ma una caratteristica intrinseca del genere, capace di generare valore. Afferma infatti: “È femminile il farsi carico, è femminile il volersi occupare degli altri e il dover sempre trovare una soluzione, è femminile l’inclusività, è femminile la cura di cose che non sono strettamente di business, ma che poi alla fine fanno molto bene al business”.
La Visione rappresenta il secondo elemento, riferito all’attitudine della leader ad avere uno sguardo di lungo termine, coraggio e determinazione, trasferendo a tutti il senso della missione.
Nell’indagine, Costanza Musso racconta anche di ripetuti imprevisti, trasformati in un rilancio: “Ogni problema […] andava vissuto come opportunità”. La sua narrazione dimostra come il coraggio e la determinazione non siano solo atteggiamenti personali, ma risorse strategiche che un leader deve avere per reagire rapidamente e con lucidità nei momenti critici.
Il modello si fonda, infine, sull’Autenticità che implica il saper conoscere e gestire sé stessi prima di guidare gli altri, con la necessaria attenzione agli aspetti fisiologici e psicologici, al bilanciamento vita-lavoro e all’integrità personale.
“L’azienda – racconta ancora Musso – non mi ha cambiato: sono io, con tutta la squadra e la famiglia, che sono riuscita a cambiare l’azienda, condividendo i nostri valori e vivendoli insieme, in modo autentico, tutti i giorni. Se non sei un esempio autentico, non sei credibile”.
La ricerca di Banca Sella realizzata con LIUC – Università Cattaneo e AIDAF si inserisce nel percorso dell’iniziativa “Voglio una Borsa Rosa”, avviata nel 2025 e dedicata all’educazione finanziaria, che quest’anno si arricchisce di un nuovo capitolo con il lancio di un roadshow nazionale finalizzato a promuovere sui territori un confronto sulla leadership femminile nelle imprese familiari italiane.
Dopo la tappa inaugurale del 6 maggio presso la LIUC – Università Cattaneo di Castellanza (Varese) e di Cuneo (11 maggio), seguiranno altri appuntamenti a Verona (21 maggio) e Cesena (28 maggio).
Ogni incontro rappresenta un’occasione di dialogo e confronto tra territori, mondo accademico, associazioni imprenditoriali e aziende, con testimonianze dirette di imprenditrici e manager che condivideranno i loro percorsi, le decisioni, le sfide affrontate e le strategie adottate per la crescita.
“Crediamo che Banca Sella possa svolgere un ruolo di primo piano nell’accompagnare la crescita delle persone e delle imprese, con particolare attenzione all’universo femminile. Il progetto Voglio una Borsa Rosa nasce dalla volontà di promuovere una cultura finanziaria inclusiva, capace di rafforzare la consapevolezza e l’autonomia economica delle donne: strumenti fondamentali per permettere loro di prendere decisioni consapevoli, investire con lungimiranza, crescere nelle aziende e affermarsi con maggiore sicurezza nel tessuto imprenditoriale italiano. L’obiettivo – sottolinea Anna Grosso, Condirettore Generale di Banca Sella – è sostenere la leadership femminile nelle aziende e facilitare lo sviluppo di progetti innovativi, contribuendo così a generare valore per tutto il sistema economico nazionale.”
“La presenza femminile in ruoli di vertice nelle imprese italiane – spiegano Salvatore Sciascia e Valentina Lazzarotti, Co-direttori del FABULA della LIUC – Università Cattaneo – è ancora limitata e anche il mondo delle imprese familiari non fa eccezione. Peraltro, le donne che entrano nelle imprese di famiglia hanno titoli di studio ed esperienze spesso superiori, per cui è chiaro che siamo di fronte a una distorsione che non giova affatto alle imprese e che merita molta attenzione”.