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Costa d’Avorio, RD Congo, Senegal tra errori e rimpianti, ma il Mondiale delle africane non è un fallimento

  • Postato il 2 luglio 2026
  • Di Virgilio.it
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Costa d’Avorio, RD Congo, Senegal tra errori e rimpianti, ma il Mondiale delle africane non è un fallimento

Costa d’Avorio, Repubblica Democratica del Congo e Senegal hanno lasciato i Mondiali 2026 ai sedicesimi di finale con enormi rimpianti, nati però dal fatto che queste tre nazionali africane sono riuscite a offrire ottime prestazioni contro avversari di alto profilo come Norvegia, Inghilterra e Belgio. Nonostante l’eliminazione, il loro torneo non può essere bollato come fallimentare. Anzi, può rappresentare il trampolino di lancio per il futuro del calcio africano.

I rimpianti di Costa d’Avorio, RD Congo e Senegal

Oltre gli stereotipi, giocando un ottimo calcio e spaventando nazionali europee ben più quotate: così Costa d’Avorio, Repubblica Democratica del Congo e Senegal hanno salutato i Mondiali 2026, eliminate ai sedicesimi dopo prestazioni di alto profilo offerte rispettivamente contro Norvegia, Inghilterra e Belgio. I rimpianti di tutte e tre vengono da piccoli errori individuali o dalla superiorità dei campioni a disposizione degli avversari: la difesa ivoriana che si fa scappare Haaland, il centravanti congolese Wissa che coglie il palo ad un metro dalla porta con la propria squadra avanti 1-0, l’uscita a vuoto sul 2-2 del Belgio di Diaw, portiere di riserva del Senegal in campo per l’infortunio del titolare Mendy.

Contro luoghi comuni e razzismo

Episodi arrivati in partite che sono però servite a sfatare i luoghi comuni connotati anche da un certo razzismo che per anni hanno accompagnato le squadre africane. “La Costa D’Avorio fa un calcio africano, selvaggio”, aveva detto l’ex nazionale tedesco Bastian Schwainsteiger prima della gara degli ivoriani con la Germania. Uno stereotipo che la nazionale del c.t. Emerse Faé ha poi spazzato via sul campo: per oltre un’ora, la Costa d’Avorio è stata superiore sul piano tattico rispetto ai tedeschi. E le stesse difficoltà ha incontrato poi la Norvegia, che ha subito il gioco di Kessié e compagni prima e dopo l’1-0 inventato dal nulla da Nusa.

Le lezioni di RD Congo e Senegal

Successivamente anche RD Congo e Senegal hanno impartito autentiche lezioni a inglesi e belgi: nei primi 45’ la nazionale di Tuchel non riusciva a venire fuori dal pressing intenso e organizzato dei ragazzi di Sebastien Desabre; Rudi Garcia, invece, è stato letteralmente travolto dal gioco della Nazionale di Pape Thiaw. Che, è bene sottolinearlo, è stata finora l’unica squadra a impensierire la Francia, nella gara di debutto dei Bleus “stappata” poi da una prodezza di Kylian Mbappé.

In questo contesto di crescita tattica, è interessante sottolineare come il c.t. del Senegal, a differenza dei colleghi Desabre (francese) e Faé (ivoriano nato e formatosi come tecnico in Francia) abbia vissuto la sua carriera di allenatore interamente in patria, prima come tecnico del Niarry Tally di Dakar e poi nelle nazionali giovanili del suo paese: dopo tanti campioni, il calcio africano sembra ormai pronto a produrre allenatori.

Zero cartellini rossi, pochi gialli

Continuando a viaggiare tra i luoghi comuni, in questi Mondiali le tre nazionali sub-sahariane hanno sfatato quello relativo all’irruenza dei propri giocatori e al rischio a cui spesso si espongono collezionando cartellini ed espulsioni. Nelle 4 partite giocate nel torneo in i giocatori di Costa d’Avorio, Repubblica Democratica del Congo e Senegal si sono mostrati più che disciplinati: zero i cartellini rossi, poche le ammonizioni (5 per la Repubblica Democratica del Congo, 4 per la Costa d’Avorio, appena 2 per il Senegal).

Diomandé e gli altri campioni

Questi elementi, relativamente nuovi e che si riferiscono alla crescita come collettivi delle squadre africane, si aggiungono ad altri che invece da anni accompagnano i loro progressi. In primis la capacità di produrre individualità di alto livello: secondo Transfermarkt, il valore della rosa della Costa d’Avorio supera i 500 milioni (col solo Yan Diomandé valutato 90), quello del Senegal è di 478 milioni mentre la più “povera” Repubblica Democratica del Congo sfiora comunque i 150 milioni. L’intero organico di tutte e tre le nazionali gioca all’estero, con 72 giocatori sui totali 78 che militano in Europa: Premier League e Ligue 1 i campionati più frequentati con 14 elementi a testa.

La gestione dei finali di gara

Cosa manca, dunque, a queste squadre per poter battere le europee e le sudamericane in un turno a eliminazione diretta dei Mondiali? Osservando le gare degli ultimi due giorni, si direbbe la gestione dei finali di gara. La Costa d’Avorio ha subito il 2-1 di Haaland all’86’, la Repubblica Democratica del Congo s’è arresa alla furia di Kane tra il 75’ e l’86’, il Senegal ha rovinato una partita-capolavoro col Belgio tra l’86’ e l’89’, prima di capitolare (su rigore) nei supplementari.

Mondiali: le africane ancora in corsa

Ad oggi, i Mondiali 2026 non solo non possono essere definiti un fallimento per le nazionali sub-sahariane, ma potrebbero addirittura trasformarsi in un successo clamoroso per il totale del calcio africano. L’Africa ha portato 9 delle sue 10 nazionali ai sedicesimi e attende ora di vedere all’opera il Ghana (sabato notte contro la Colombia) e Capo Verde contro l’Argentina (sabato), oltre alle squadre nordafricane: la prima, stanotte, sarà l’Algeria, impegnata contro la Svizzera, poi domani sera toccherà all’Egitto contro l’Australia.

Senza dimenticare che il Marocco, una delle migliori formazioni del torneo fino a questo momento, è già agli ottavi col Canada. D’altra parte lo sviluppo del calcio marocchino è iniziato 10 anni prima di quello delle altre africane, grazie all’Academy voluta da re Mohamed VI e ispirata al centro francese di Clairefontaine. Il 4° posto a Qatar 2022 ha dato fiducia a tutto il movimento e oggi la squadra del c.t. Mohamed Ouhabi punta dritto al quarto di finale che potrebbe opporla alla Francia in uno scontro affascinante per ragioni che vanno ben oltre quelle sportive.

Autore
Virgilio.it

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