“Così mi hanno iscritta a Futuro nazionale senza il mio consenso”. La denuncia di una ragazza del Barese: il caso dei vannacciani a loro insaputa
- Postato il 24 luglio 2026
- Politica
- Di Il Fatto Quotidiano
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Nel Barese emerge un caso controverso: una giovane donna denuncia di essere stata iscritta al movimento politico Futuro nazionale senza autorizzazione. La tessera le è arrivata direttamente a casa con una lettera firmata dal generale Roberto Vannacci. L'episodio solleva interrogativi sulla raccolta dati e sulle procedure di iscrizione ai partiti politici, alimentando il dibattito sulle modalità di reclutamento utilizzate dalla formazione vannacciana in Puglia.
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A Santeramo in Colle, nel cuore della Murgia barese, la politica è arrivata nella cassetta della posta. Non sotto forma di un volantino elettorale o di un invito a un comizio, ma con una tessera già stampata, un’iscrizione apparentemente già perfezionata e una lettera firmata dal generale Roberto Vannacci. Il destinatario? Una ragazza di 20 anni che sostiene di non aver mai chiesto di aderire a FnV. È successo proprio mentre il partito, come annunciato dal generale, ha superato i 130mila iscritti.
La vicenda ha iniziato a circolare sui social dopo un video pubblicato da Alessio Giannone, in arte Pinuccio, che ha raccolto la testimonianza di Francesca Caterina Laquale, ventenne del posto. Da quel momento il caso ha assunto contorni ben più ampi di un semplice disguido postale. La busta arriva l’8 luglio. Dentro c’è una tessera nominale di Futuro nazionale e una lettera di benvenuto. “Ciao Francesca Caterina, lasciatelo dire: quella che hai tra le mani non è solo una tessera. È la testimonianza del tuo impegno per difendere la nostra terra e il motore con cui apriamo la strada al futuro”. Seguono i richiami all’unica “Destra VITALE”, alle radici, al sangue, alle tradizioni, alla sovranità nazionale e all'”amore viscerale per l’Italia”, fino alla firma conclusiva: “Il tuo Presidente Roberto Vannacci”. Peccato, racconta la destinataria, che quell’impegno non sia mai esistito. “All’inizio pensavo fosse uno scherzo creato con l’intelligenza artificiale da mio fratello – racconta Laquale a ilFattoQuotidiano.it – Poi mi sono resa conto che si trattava di una vera tessera. Sono rimasta particolarmente allibita perché non ho mai firmato alcuna richiesta di adesione e, soprattutto, non condivido molte delle idee proclamate da Vannacci. Per questo ho deciso di andare dai carabinieri a denunciare l’accaduto e, contemporaneamente, di scrivere alla segreteria nazionale di Futuro nazionale e allo stesso Vannacci per chiedere spiegazioni e, prima ancora, di essere immediatamente depennata dagli elenchi degli iscritti”.
La giovane non parla di un semplice errore materiale. “Credo che ci sia stato un vero e proprio furto d’identità. Le informazioni riportate nella lettera non lasciano spazio a dubbi sul fatto che fosse destinata proprio a me e non si tratti di un caso di omonimia. Ho un doppio nome sui documenti e nella lettera compare per esteso. Anche l’indirizzo è esatto, dal numero civico a tutti gli altri dati. Voglio capire dove siano stati presi i miei dati personali e, soprattutto, chi abbia autorizzato un’iscrizione che io non ho mai richiesto”.
Passeggiando per Santeramo, il racconto di Francesca trova altri riscontri. La storia non riguarda soltanto lei. Almeno altri cinque ragazzi della stessa età avrebbero ricevuto la medesima busta con una tessera intestata a proprio nome. “Molti probabilmente non ci hanno nemmeno fatto caso – continua Francesca – Magari l’hanno scambiata per pubblicità e l’hanno buttata via senza sapere di risultare iscritti a un partito che forse nemmeno conoscono. È surreale ritrovarsi tesserati a Futuro nazionale a propria insaputa. Ho 20 anni, ma ho anche idee molto chiare su come vedo il mondo e su come sta andando il Paese. E non coincidono certo con quelle espresse dal generale”. Per questo, oltre alla denuncia presentata ai carabinieri, Francesca ha inviato una richiesta formale alla sede nazionale del movimento e a Vannacci per ottenere copia dell’eventuale modulo di iscrizione che avrebbe autorizzato il trattamento dei suoi dati personali e l’adesione al partito. Un documento che, sostiene, non ha mai compilato né tantomeno firmato.
A trasformare un episodio locale in un caso nazionale è stato il video pubblicato da Pinuccio, che ha raccontato la vicenda ai suoi centinaia di migliaia di follower, utilizzando il registro ironico che lo contraddistingue ma senza rinunciare a una domanda di fondo: come si finisce iscritti a un partito senza averlo chiesto? “Ho chiesto al generale di controllare i suoi centurioni – spiega Pinuccio a ilFattoQuotidiano.it, parafrasando l’ultimo video in cui, grazie all’intelligenza artificiale, vestiva i panni di un imperatore romano – perché probabilmente c’è qualche anomalia nel suo impero. Ma oltre a questi bug nel tesseramento, la cosa che chiederei a Vannacci e al suo popolo, che fa del rispetto delle regole uno dei propri punti cardine, è un’altra: perché davanti a una richiesta assolutamente legittima arrivano soltanto insulti? Ho dovuto cancellare decine di commenti offensivi nei confronti della ragazza, alcuni con parole pesanti e diffamatorie”.
“Sono cose che possono accadere, ma stiamo indagando per capire cosa sia successo nello specifico”, commenta Annamaria Frigo, responsabile nazionale del tesseramento e garante della privacy di Futuro Nazionale. “Esistono diverse modalità per aderire a Futuro Nazionale. La più comune è il tesseramento online, che si effettua compilando un semplice form e versando la quota associativa: 10 euro per il socio ordinario e da 20 euro per il socio sostenitore. Un’altra modalità è quella attraverso i comitati costituenti: oggi ne contiamo circa 1.800 su tutto il territorio nazionale. Per quanto mi risulta, nel caso specifico il tesseramento sarebbe avvenuto proprio in questo modo, attraverso il comitato di Santeramo in Colle, il cui referente è Maurizio Scaramuzzi. Stiamo recuperando il modulo cartaceo per ricostruire con precisione quanto accaduto. Nel frattempo abbiamo ricevuto la Pec della ragazza e abbiamo provveduto immediatamente alla cancellazione dei suoi dati dai nostri registri. Qualora emergessero anomalie, il primo a doverne rispondere sarebbe naturalmente il referente locale. Tuttavia questo episodio ci offre anche l’occasione per richiamare tutti i nostri referenti alla massima attenzione. Oltre agli errori involontari, infatti, oggi può capitare che qualcuno attivi procedure non richieste o, peggio, agisca deliberatamente per mettere in difficoltà e screditare Futuro Nazionale. Per questo andremo fino in fondo nella vicenda e, se dovessero emergere nostre responsabilità, chiederemo scusa alla ragazza“.
Sia come sia, resta da chiarire come quei dati siano finiti in una procedura di tesseramento e se si sia trattato di un errore, di un’iniziativa individuale o di altro. Domande che attendono risposte ben più delle polemiche social. In fondo, c’è stato un tempo in cui una cartolina arrivava davvero senza bisogno di farne richiesta: quella della leva obbligatoria. Un meccanismo che il generale Vannacci conosce bene per formazione e carriera. Ma le cartoline militari erano previste dalla legge. Le tessere di partito, almeno finora, richiedono ancora una firma.
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