Così Javier Milei sta creando una nuova Argentina
- Postato il 8 maggio 2026
- Esteri
- Di Libero Quotidiano
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Così Javier Milei sta creando una nuova Argentina
L’Argentina fa la storia e stipula un contratto di esportazione di gas naturale liquefatto per 2 milioni di tonnellate annue verso la Germania a partire dal 2027 e per otto anni. Valore stimato? Come giocare ai dadi.
Dipende dal prezzo. Tra 7 e 20 miliardi di dollari. Ma i media mainstream enfatizzano un presunto calo di popolarità di Milei. Il gradimento oscilla tra il 36% e il 38%. La percezione pubblica è influenzata da salari reali che recuperano con lentezza il potere d’acquisto. Disoccupazione in crescita in alcuni settori.
Uno scandalo di presunta corruzione coinvolge il capo di gabinetto Manuel Adorni. Eppure ci sono risultati macroeconomici impressionanti. Milei eredita un’inflazione al 211% oggi scesa al 31-33%. Il Pil, dopo una contrazione tecnica nel 2024, rimbalza con una crescita del 4,4% nel 2025. La povertà registra una riduzione storica: dal picco del 52,9% nel primo semestre 2024 al 28,2% nel secondo semestre 2025. Oltre 11 milioni gli argentini usciti dall’indigenza.
Eclatanti i dati sui conti pubblici. Da un deficit cronico al surplus: 0,3% e 0,2% negli ultimi due anni. Nessun default e spesa primaria reale tagliata del 27% rispetto al 2023. Un aggiustamento di questa portata, realizzato senza shock sociali catastrofici, è quasi senza precedenti in America Latina.
Il rigore di bilancio si inserisce in una trasformazione ancora più profonda del settore energetico. Dal 2000 al 2010 l’Argentina era un importatore netto di energia. Tutto cambia dal 2021 con lo sviluppo intensivo dei giacimenti di Vaca Muerta. La produzione di petrolio passa da circa 600-700 mila barili al giorno negli anni 2000 a oltre 850-870 mila.
E nel 2025 l’Argentina chiude con un surplus energetico record di quasi 8 miliardi di dollari. E arriva la novità storica del primo contratto a lungo termine con la tedesca SEFE (Securing Energy for Europe). Un impegno a fornire 2 milioni di tonnellate annue per otto anni.
Il consorzio argentino vede soggetti pubblici nazionali e privati (nazionali ed internazionali). Assetto non scontato con il governo dell’anarco-liberista Milei. Il know-how accumulato dalla compagnia pubblica YPF si è rivelato fondamentale per scalare rapidamente la produzione e chiudere accordi internazionali. Lo Stato fa da facilitatore e azionista mentre la gestione operativa resta prevalentemente privata. Il deal arriva dopo un altro successo geopolitico: il superamento della crisi valutaria dell’ottobre 2025. Gli Stati Uniti, concedono una linea swap da 20 miliardi.
Senza le lungaggini e le condizioni oppressive che avrebbe imposto il Fmi. E che avrebbero strangolato il Paese come già successo in passato. L’Argentina ha rimborsato l’intero importo neppure tre mesi dopo. Un articolo di RealClearDefense di un anno fa passato inosservato ma ancora più di attualità oggi definiva l’Argentina il test case della dottrina Trump. Il segretario al Tesoro Scott Bessent sottolineava il successo delle riforme di Milei. Di «importanza sistemica per gli Usa». Contribuiscono ad «ancorare un Emisfero Occidentale prospero e allineato». La conclusione è potente: «Milei non è un beneficiario della dottrina. Milei è la dottrina, viva nella politica». Buenos Aires viene inserita tra gli «alleati che capiscono», accanto a Giappone, Polonia ed Emirati Arabi Uniti. Ed oggi gli Emirati hanno abbandonato infatti l’Opec. In sintesi, l’Argentina passa da importatore cronico di energia a fornitore affidabile.
I successi macroeconomici, fiscali ed energetici sono oggettivi. I dati dei sondaggi invece da dimostrare. La motosega di Milei, prima che una ricetta di politica economica, è una battaglia culturale contro un parastato fatto di fondazioni, Ong, università, scuola, élite e media che esercitano un’egemonia culturale. L’alleanza di ferro con Trump gli ha consentito di scampare in due mesi da una crisi valutaria che in altre situazioni sarebbe stata letale. L’Argentina sta cambiando. La motosega è rumorosa. E i numeri non sembrano ® RIPRODUZIONE RISERVATA dare torto a Milei.
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