Cosa sono i Giochi del Mediterraneo: come nascono, chi partecipa, cosa promuovono. Tutti i segreti di Taranto 2026
- Postato il 24 agosto 2026
- Di Virgilio.it
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Il mondo dello sport affacciato sul Mediterraneo s’è dato appuntamento a Taranto per la 20esima edizione dei Giochi che prendono il nome proprio dal mare che bagna le coste dei Paesi partecipanti. Con qualche dovuta e felice eccezione, perché in fondo l’area mediterranea si spinge anche oltre i confini costieri, rendendo la competizione più stimolante e aperta anche a nazioni desideroso di crescere ed espandersi ad alto livello nel mondo dello sport. In quelli che rappresentano una sorta di giochi olimpici su ridotta scala, utili soprattutto per far crescere i giovani atleti che negli anni a venire diventeranno i punti di riferimento delle rispettive nazioni in ambito olimpico, e non solo.
- Lo spirito olimpico riportato nell'area mediterranea
- La crescita di un movimento che ha ampliato i confini
- Taranto 2026, una scommessa vinta in partenza
Lo spirito olimpico riportato nell’area mediterranea
Taranto è la quarta città italiana che ospita la manifestazione, la cui prima edizione risale al 1951 ad Alessandria d’Egitto (e all’epoca gareggiarono soltanto atleti maschi). Napoli (1963), Bari (1997) e Pescara (2009) avevano già dato lustro all’evento, facendosi apprezzare per l’organizzazione e la capacità di elevare la rassegna al rango che merita. La Puglia ha saputo immettersi nel solco della tradizione italiana per quella che, numeri alla mano, è l’edizione più partecipata di sempre, tale da richiamare anche atleti di valore assoluto, nonché medagliati olimpici (nel caso dell’Italia ci sono Tamberi, Tortu, Pilato e altri ancora).
L’organizzazione è in capo al Comitato Internazionale dei Giochi del Mediterraneo, organismo indipendente creato nell’immediato dopoguerra e che nel corso della sessione del CIO di St. Moritz del 1947 ricevette il via libera per la sua costituzione, ufficialmente riconosciuto nella sessione del CIO di Helsinki 1952 (avvenuta dopo la prima edizione dei nuovi giochi). Esiste invero anche un’edizione non riconosciuta ufficialmente, tenuta a Istanbul nel 1949, ma considerata “di prova” per quelle venute in seguito.
Tradizionalmente la rassegna si tiene ogni 4 anni, con l’unica eccezione delle edizioni 1991 (Atene) e 1993 (Linguadoca). Dal 2018 il comitato ha spostato l’evento negli anni pari alternativi a quelli olimpici, di fatto posticipando l’edizione di Tarragona di 12 mesi (era prevista nel 2017). Nel 2030 sarà il Kosovo a ospitare per la prima volta i giochi, con Pristina sede ospitante.
La crescita di un movimento che ha ampliato i confini
Lo spirito dei Giochi del Mediterraneo ricalca fedelmente quello dei giochi olimpici. Ogni edizione prevede un numero differente di discipline: a Taranto ne sono state previste 32, 8 in più rispetto alle 24 di Orano del 2022. Otto sono le discipline sempre presenti: atletica leggera, calcio, lotta, nuoto, pallacanestro, pallanuoto, pugilato e ginnastica artistica. Nel corso degli anni il comitato ha anche deciso di avallare l’ingresso di discipline non presenti nel programma olimpico, vedi rugby a 15, karate e bocce, e in generale ogni singola edizione può proporre nuove discipline da inserire in aggiunta o in sostituzione ad altre presenti precedentemente nel programma dei giochi.
L’Italia è la nazione che ha raccolto il maggior numero di medaglie nella storia delle 19 edizioni disputate. In totale sono state 2.462, di cui 924 d’oro, 791 d’argento e 747 di bronzo. La Francia, seconda nazione per numero di medaglie conquistate, segue a quasi 600 metalli di distanza.
I Paesi aventi diritto a partecipare sono tutti quelli bagnati dal mare Mediterraneo, cui nel tempo si sono aggiunti Stati che, pur senza un affaccio diretto, rientrano comunque nell’area mediterranea come Andorra (unica nazione ancora a secco di medaglie nella storia), Kosovo, Macedonia del Nord, Portogallo, Monaco, San Marino e Serbia, con l’aggiunta di Città del Vaticano (ma come Paese dimostrativo, fuori classifica). La bandiera ufficiale presenta tre cerchi leggermente mossi nella parte inferiore, a voler simboleggiare i tre continenti che si affacciano sull’area del Mediterraneo.
Taranto 2026, una scommessa vinta in partenza
Taranto è stata designata quale sede dell’edizione numero 20 nel corso dell’assemblea generale CIGM tenuta nel 2019 a Patrasso. “Embrace the future”, “abbracciare il futuro”, è il motto scelto per sottolineare la voglia di connessione e di unità dei popoli presenti alla rassegna. La candidatura di Taranto rientra nella strategia locale di sviluppo di una nuova rete di impianti e infrastrutture che hanno portato la città pugliese in una nuova dimensione.
Due gli impianti “gioiello” rimessi a nuovo: lo stadio “Erasmo Iacovone”, con quasi 20.000 posti a sedere e standard UEFA 4 (ha ospitato la cerimonia inaugurale) e il “PalaRicciardi”, impianto pensato per l’atletica indoor che pure nel corso dei giochi è stato adibito a sede per le gare di scherma (l’atletica è allo stadio “Giuseppe Valente”, potenziato da 6 a 8 corsie e destinato a diventare uno dei poli d’eccellenza dell’atletica nazionale). Lo Stadio del Nuoto “Torre d’Ayala” ospita le gare del programma di nuoto, nuoto pinnato e pallanuoto, il circolo “Magna Grecia” quello del tennis (su campi in cemento outdoor). In città previsti anche triathlon, ciclismo, vela, padel, pattinaggio corsa su rotelle e skateboard, canottaggio e canoa e pallacanestro 3×3.
Diverse località pugliesi ospitano i programmi di varie discipline: Brindisi e Lecce (calcio e volley), Martina Francia (judo, karate e lotta), San Giorgio Jonico (boxe, equitazione e sollevamento pesi), Montemesola (bocce), Francavilla Fontana (calcio e badminton), Torricella (tiro a segno e tiro a volo), Statte, Fasano e Conversano (pallamano), Castellaneta (tennistavolo), Massafra (taekwondo), Crispiano (tiro con l’arco) e Grottaglie (ginnastica ritmica e artistica).