Cosa pensa davvero Cardinale. La rivelazione di Amorim su Modric e come ha cambiato il Milan
- Postato il 21 settembre 2026
- Di Virgilio.it
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La notte della svolta. Tre gol, una prestazione convincente e un San Siro tornato a cantare. Il Milan saluta il Lecce con un 3-0 che vale molto più dei semplici tre punti: dopo le difficoltà delle ultime uscite, la squadra di Ruben Amorim ritrova identità, organizzazione e brillantezza offensiva. Un segnale importante in vista della pausa per le nazionali, con i rossoneri ancora imbattuti in campionato, forti di tre vittorie e due pareggi. La serata contro i giallorossi racconta una squadra diversa, capace di trasformare le incertezze in certezze e di rispondere sul campo ai fischi arrivati dopo la sconfitta in Europa League contro il Benfica. Stavolta il pubblico applaude, trascinato da un Diavolo che sembra aver imboccato la strada giusta.
- Cardinale promuove Amorim
- Rabiot, Pulisic e Saelemaekers: gli uomini al posto giusto
- La difesa cambia volto: più equilibrio e nuove soluzioni
- Amorim: «La libertà dei giocatori ha fatto la differenza»
- Modric sì ma dipende dall'avversario
- La pausa per consolidare la rinascita
Cardinale promuove Amorim
A godersi la serata c’era anche Gerry Cardinale, numero uno di RedBird, presente sugli spalti di San Siro. Il proprietario rossonero ha voluto manifestare la propria soddisfazione per la prova della squadra e ribadire la fiducia nel percorso avviato dal nuovo allenatore. “Sono stati tra i migliori 90 minuti di calcio che abbiamo visto.”
Prosegue poi il propietario rossonero: “Voglio congratularmi con Ruben e con i nostri giocatori per aver continuato a lottare in queste prime partite prima della pausa per le nazionali. Non deve sfuggire a nessuno che un nuovo allenatore, con un nuovo stile di gioco e nuovi giocatori, avrà bisogno di tempo per trovare l’affiatamento giusto. E ringrazio i nostri tifosi per averci sostenuto in questa fase di transizione, mentre cerchiamo di sistemare le cose e riportare il Milan alla sua tradizione vincente”.
Rabiot, Pulisic e Saelemaekers: gli uomini al posto giusto
Amorim non ha ancora tutti gli interpreti ideali per sviluppare il calcio che ha in mente, eppure la squadra ha mostrato una maggiore fluidità, una distribuzione più razionale degli uomini e una capacità di attaccare gli spazi che nelle precedenti partite era mancata. La prima chiave della rinascita passa dalle scelte di formazione. Dopo settimane di esperimenti e adattamenti, Amorim ha restituito centralità a diversi giocatori, ritrovando risposte importanti.
Rabiot è tornato a esprimersi in mezzo al campo, garantendo corsa e copertura, mentre Modric ha potuto concentrarsi sulla gestione del pallone e sulla costruzione del gioco. Pulisic, nuovamente nella sua posizione, ha illuminato la serata con una rete di grande qualità. Anche Saelemaekers ha ritrovato ritmo e incisività, confermando di poter interpretare con efficacia il ruolo di trequartista.
La difesa cambia volto: più equilibrio e nuove soluzioni
L’altra novità riguarda l’assetto difensivo. Nella gara Milan-Lecce, i rossoneri hanno alternato la linea a tre a una disposizione più vicina alla difesa a quattro, con Estupiñán spesso arretrato accanto ai centrali in fase di costruzione. Una soluzione che ha permesso a Gila di allargarsi sulla destra e garantire maggiore protezione alle spalle di Chukwueze.
Il risultato è stato un reparto più compatto e con diverse possibilità per avviare l’azione, sfruttando sia la qualità in impostazione di De Winter sia la capacità di Pavlovic di cercare direttamente gli attaccanti con i lanci lunghi.
Amorim: «La libertà dei giocatori ha fatto la differenza»
Al termine della gara, il tecnico portoghese ha sottolineato i progressi della squadra, individuando nella maggiore libertà concessa ai suoi uomini uno degli aspetti decisivi della prestazione. «Siamo migliorati molto. Penso che la libertà dei giocatori, il movimento e soprattutto gli inserimenti da dietro abbiano fatto la differenza. Non siamo stati solo una squadra che gestisce il pallone, ma anche una squadra pericolosa quando ha spazio per correre, e questo è stato un fattore chiave stasera. Abbiamo controllato la partita, sapendo che l’avversario aspettava un nostro errore, e l’abbiamo gestita molto bene. Abbiamo difeso con solidità e, nel complesso, è stata una bella vittoria».
Un concetto che si lega anche alla necessità di trovare un equilibrio tra organizzazione e creatività. «Nelle ultime partite abbiamo avuto qualche difficoltà perché avevamo una struttura davvero troppo rigida nelle posizioni, mentre oggi i giocatori avevano un po’ più di libertà e, con un po’ più di libertà, giocano meglio».
Modric sì ma dipende dall’avversario
Tra i temi affrontati da Amorim anche la gestione di Luka Modric, elemento fondamentale per dare qualità alla manovra rossonera. L’allenatore ha spiegato come il contesto tattico possa incidere sul rendimento del croato, soprattutto nelle gare caratterizzate da continui cambi di fronte. «È un giocatore che ha bisogno di toccare molto il pallone per darci il meglio di sé, ma è pronto per giocare ogni partita in cui ne abbiamo bisogno: la stazza fisica non conta poi molto».
E ancora: «Dobbiamo semplicemente fare il gioco che permette alle nostre caratteristiche di brillare. Quando affrontiamo questo tipo di partite, contro blocchi bassi, possiamo usare molto Modric; per le altre vedremo, ma penso che sia pronto per giocare qualsiasi tipo di gara. È pronto per giocare ogni partita».
La pausa per consolidare la rinascita
Il Milan non vinceva dal 28 agosto, nella gara contro il Venezia. Il 3-0 al Lecce non cancella le difficoltà emerse in queste ultime settimane, ma offre ad Amorim una base da cui ripartire. La maggiore collaborazione tra i reparti, la ritrovata fiducia dei singoli e un sistema meno rigido hanno restituito al Milan una fisionomia più riconoscibile.
Anche Gonçalo Ramos, pur senza trovare il gol, ha contribuito alla causa con sacrificio e generosità, impreziosendo la sua prova con l’assist per Rabiot. Adesso la pausa per le nazionali servirà a consolidare i progressi e a lavorare sui meccanismi. Il Diavolo, intanto, ha ritrovato il sorriso