Corso Raffaello a Borghetto, Canepa: “Situazione di grave pericolosità, nessun nido sui pini”. Osa e Pai: “Scarsa tutela per la biodiversità”
- Postato il 16 giugno 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Borghetto Santo Spirito. Continua la querelle tra gli animalisti ed il sindaco di Borghetto Santo Spirito, Giancarlo Canepa, rispetto alle operazioni di abbattimento dei pini di corso Raffaello propedeutici ai lavori di restlyling dell’area.
In un lungo posto pubblicato ieri sui social personali e del Comune, il primo cittadino borghettino ha ribadito: “Premesso che le opinioni di tutti sono rispettabili, che il diritto alla critica è sacrosanto e che abbiamo sempre dato e continueremo a dare a chiunque la libertà di commentare, sulla pagina Facebook istituzionale del Comune, come meglio crede le scelte di questa amministrazione senza alcun tipo di censura salvo nel caso di bestemmie, minacce o termini eccessivamente volgari, credo sia opportuno fornire alcune utili informazioni visti alcuni commenti completamente autoreferenziali e privi di alcun fondamento sul prossimo abbattimento dei pini di corso Raffaello. Esistono non una, ma ben due perizie redatte da due diversi rispettabili e competenti agronomi iscritti all’albo professionale che attestano la grave pericolosità dei pini e che indicano, come unica soluzione, il loro abbattimento. Difficile, in poche righe, sintetizzarne qui i contenuti, visto che la prima del 2022 è di 28 pagine e la seconda, dei primi di giugno di quest’anno, è di 14 pagine. Le problematiche riscontrate sono moltissime, alcune risalenti addirittura al momento della loro piantumazione come le radici strozzanti, tanto per fare un esempio”.
“Il Comune è la casa di tutti e il mio ufficio è sempre aperto (a parte le rare volte in cui sono assente) le perizie sono sulla mia scrivania e invito chiunque ne avesse piacere a venire a visionarle. Difficile e poco serio esprimere pareri sulla condizione dei pini senza averle lette o senza aver fatto analisi approfondite sugli alberi, ammesso e non concesso, di avere le giuste competenze. Detto questo, chiunque può anche verificare, essendo atto pubblico, a quando risale la prima progettazione e la prima richiesta di contributo alla Regione. In tal modo si renderà conto che è di gran lunga antecedente alla lunga procedura di ‘valorizzazione’ dell’ex area Breci e, ancora di più antecedente, alla sua alienazione con contestuale permesso di costruire”.
“La realtà è che avremmo già voluto, dopo la perizia del 2022, abbattere i pini. Purtroppo alcune vicende legate alla caduta dell’allora presidente Giovanni Toti hanno fatto allungare di molto l’assegnazione del finanziamento. Infatti, in allora, procedemmo d’urgenza solo con l’abbattimento dei pini posizionati nella parte a monte della strada al fine di poter scarificare una corsia e ottenere una larghezza minima di carreggiata carrabile e transitabile in sicurezza. In tutte le altre parti si procedette con l’interdizione delle aree e dei marciapiedi. Sono tutti fatti verificabili agli atti. Ogni altra ricostruzione da parte di chiunque è pura fantasia. Nell’ultimo sopralluogo dell’agronomo è stato anche appurata l’assenza di nidi. Ovviamente il progetto di riqualificazione prevede la realizzazione di nuove aree verdi e la piantumazione di nuove alberature. Per qualunque ulteriore informazione resto disponibile, come sempre, a incontrare chiunque lo desideri”.
Oggi in una nota congiunta il Partito Animalista Italiano e l’Osservatorio Savonese Animalista sottolineano che “il sindaco di Borghetto Santo Spirito ha respinto le richieste avanzate da numerosi cittadini e associazioni animaliste, tra cui il Pai e l’Osa, di rinviare l’abbattimento dei 21 pini di via Raffaello al termine della stagione riproduttiva della fauna selvatica. Secondo quanto comunicato dall’amministrazione comunale, i lavori, che inizieranno domani, sarebbero motivati da un presunto grave rischio di cedimento degli alberi e dalla conseguente necessità di tutelare la pubblica incolumità”.
Osa e Pai pongono una domanda che ritengono “legittima: se il pericolo era così urgente e concreto, per quale ragione non si è intervenuti nei mesi precedenti, quando la stagione della nidificazione non era ancora iniziata e l’impatto sulla fauna sarebbe stato drasticamente ridotto?”. Le due associazioni chiedono inoltre che “durante tutte le operazioni siano presenti figure competenti e autorizzate (veterinari, Carabinieri Forestali, personale della vigilanza regionale e operatori specializzati nel recupero della fauna selvatica) affinché eventuali nidi, pulli o altri animali coinvolti possano essere immediatamente soccorsi e trasferiti presso strutture idonee alla loro cura”.
“Ancora una volta si assiste a una gestione del territorio che rischia di porre in secondo piano la tutela della biodiversità. Sicurezza pubblica e protezione della fauna non dovrebbero essere obiettivi contrapposti, ma esigenze da conciliare attraverso una programmazione più attenta e tempestiva. Quando si arriva a intervenire nel pieno della stagione riproduttiva, è inevitabile chiedersi se si sia fatto davvero tutto il possibile per evitare conseguenze sugli animali selvatici che condividono con noi questi spazi”.