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Corruzione, elezioni e missili. L’agosto difficile di Zelensky

  • Postato il 20 agosto 2026
  • Esteri
  • Di Formiche
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Corruzione, elezioni e missili. L’agosto difficile di Zelensky

La guerra in Ucraina torna a mettere sotto pressione Volodymyr Zelensky anche sul fronte interno. Mercoledì il National Anti-Corruption Bureau of Ukraine ha avviato l’operazione “Forrest Gump”, indagando su una presunta organizzazione criminale composta da parlamentari ed esponenti dell’apparato presidenziale. Secondo gli investigatori, il gruppo avrebbe riciclato circa 150 milioni di hryvnia, pari a circa tre milioni di dollari, attraverso Sense Bank per finanziare la cauzione dell’ex ministro dell’Energia German Galushchenko. Nell’ambito dell’inchiesta è stato perquisito anche l’ufficio di Iryna Mudra, vicecapo dell’ufficio del presidente, che poche ore dopo è stata rimossa da Zelensky. La vicenda si colloca sulla scia di una lunga lista di accuse di corruzione rivolte dall’apparato giudiziario al governo ucraino (l’ultima delle quali risale al maggio scorso).

Nelle stesse ore in cui l’operazione “Forrest Gump” prendeva forma anche l’ex ministro della Difesa Mykhailo Fedorov, rimosso dall’incarico lo scorso mese, ha accusato l’amministrazione guidata da Zelensky di corruzione, eccessiva centralizzazione e scarsa trasparenza, arrivando a chiedere lo svolgimento di elezioni nonostante il conflitto in corso; elezione a cui Fedorov probabilmente si candiderebbe, considerando che circa il 63% degli ucraini ha dato un’opinione positiva su di lui nelle rilevazioni demografiche del Kyiv International Institute of Sociology (mentre nello stesso sondaggio Zelenskyy si ferma al 56% dei consensi). La proposta ha però provocato forti reazioni contrarie, con diversi esponenti politici e osservatori che considerano impraticabile una consultazione durante la legge marziale e potenzialmente divisiva per il Paese.

Nel frattempo il conflitto continua a imperversare. Nella notte la Russia ha lanciato un nuovo massiccio attacco contro Kyiv con missili balistici e droni. Il bilancio è di almeno 12 morti e oltre 30 feriti. Colpiti edifici residenziali, magazzini, una scuola e un ospedale pediatrico, mentre circa 90mila abitazioni sono rimaste temporaneamente senza elettricità. Un drone è inoltre precipitato in Romania, mentre un altro ha attraversato lo spazio aereo moldavo. Di fronte a questo nuovo attacco russo, Zelensky è tornato a chiedere a gran voce l’invio all’Ucraina dei sistemi Patriot, gli unici in grado di tutelare la popolazione civile dagli attacchi russi realizzati con vettori missilistici, ma le cui scorte sono pressoché esaurite negli arsenali ucraini. Secondo il presidente ucraino, finché Kyiv non disporrà di una difesa sufficiente contro i missili balistici, Mosca non prenderà seriamente in considerazione la pace.

Ma anche dall’altro lato del fronte la situazione sembra essere non ottimale. Ieri il vice primo ministro russo Alexander Novak ha dichiarato ufficialmente che la Russia, tradizionale esportatrice di carburanti, ha iniziato a importare benzina come conseguenza degli attacchi ucraini contro le proprie infrastrutture energetiche (una misura che non arriva ex abrupto, ma che era già stata preannunciata lo scorso mese). Secondo Reuters un carico proveniente dall’India è già entrato nel mercato russo, mentre per il prossimo futuro sono previste importazioni ferroviarie da Bielorussia e Kazakistan. La Russia avrebbe inoltre iniziato ad acquistare diesel dall’Asia.

Autore
Formiche

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