Contro il Sassuolo si sono visti tutti i limiti di una Juventus ancora in pieno cantiere aperto
- Postato il 14 settembre 2026
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- Di Libero Quotidiano
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Contro il Sassuolo si sono visti tutti i limiti di una Juventus ancora in pieno cantiere aperto
La prima sconfitta in campionato della Juventus arriva nel modo più doloroso possibile. Al Mapei Stadium il Sassuolo si impone 3-2 al termine di una partita diventata caotica negli ultimi minuti, durante i quali i bianconeri riescono per due volte a riequilibrare il risultato senza però trovare la lucidità necessaria per conservarlo. Il gol dell’ex di Vasilije Adžić nel recupero condanna la squadra di Luciano Spalletti e interrompe l’imbattibilità con cui la Juventus aveva attraversato le prime tre giornate.
Il ko in Emilia non cancella quanto di buono mostrato nelle settimane precedenti, ma cambia inevitabilmente la lettura dell’avvio stagionale. I sette punti raccolti nelle prime tre gare avevano restituito l’immagine di una squadra ancora in costruzione ma estremamente solida. A Sassuolo, invece, proprio l’equilibrio difensivo che aveva rappresentato il punto di forza principale si è improvvisamente sgretolato.
Sassuolo-Juventus, una partita cambiata completamente nella ripresa
Per oltre un’ora Sassuolo-Juventus è stata una gara molto più controllata rispetto a quanto possa suggerire il risultato finale. I bianconeri hanno avuto una prima occasione importante con Nico González, fermato dalla traversa, ma con il passare dei minuti il Sassuolo ha trovato sempre maggiore sicurezza, riuscendo a mettere in difficoltà la Juventus soprattutto quando ha avuto la possibilità di attaccare gli spazi.
La partita si è sbloccata al 65’, quando Sebastiano Esposito ha portato avanti la formazione allenata da Alberto Aquilani. Da quel momento la Juventus ha progressivamente aumentato uomini e rischi nella metà campo avversaria, fino a trovare il pareggio all’82’ con Edon Zhegrova, bravo ad approfittare di un errore del portiere neroverde.
Quello che accade successivamente fotografa meglio di qualsiasi analisi il problema della Juventus. Kieron Bowie riporta avanti il Sassuolo all’89’, Zhegrova segna ancora nel recupero e sembra consegnare almeno un punto ai bianconeri, ma la squadra di Spalletti continua ad attaccare alla ricerca del 3-2. Il Sassuolo trova così lo spazio per ripartire e Adžić, ex juventino, realizza il gol decisivo al 94’.
Spalletti non ha nascosto il problema nel dopogara. Il tecnico ha parlato di una sconfitta particolarmente pesante e ha riconosciuto come la volontà di provare a vincere abbia portato la Juventus a perdere equilibrio proprio quando sarebbe stato necessario gestire la partita.
Il paradosso di una Juventus capace di rimontare ma incapace di fermarsi
Dal punto di vista caratteriale, la Juventus può trovare comunque un elemento positivo nella reazione mostrata nel finale. Rimontare due volte una partita negli ultimi dieci minuti significa avere risorse tecniche e mentali importanti. Zhegrova, in particolare, ha dato alla manovra quella capacità di creare superiorità individuale che era mancata per lunghi tratti.
La stessa aggressività, però, si è trasformata in un limite. Dopo il secondo pareggio i bianconeri avevano già ottenuto il massimo possibile da una situazione diventata estremamente complicata. Invece di consolidare il 2-2, hanno continuato ad allungarsi alla ricerca di una vittoria che in quel momento comportava rischi enormi.
La Juventus ha quindi pagato soprattutto la gestione emotiva della partita. Non tanto l’ambizione di vincere, quanto l’incapacità di distinguere i momenti nei quali accelerare da quelli nei quali accettare un risultato.
È proprio questo uno degli aspetti sui quali Spalletti dovrà intervenire: una squadra che punta alle posizioni più alte della classifica, raggiungibili secondo le quote e i pronostici dei portali di scommesse sportive, non può trasformare sistematicamente le partite in confronti aperti, soprattutto quando il risultato può ancora essere controllato.
Dalla miglior difesa a tre gol subiti in pochi minuti
Il contrasto con le prime giornate è particolarmente evidente osservando i numeri difensivi. Prima della trasferta di Reggio Emilia, la Juventus aveva incassato appena un gol nelle prime tre partite e presentava il valore più basso della Serie A per expected goals concessi, appena 0,8. Erano solamente 18 le conclusioni complessivamente affrontate, di cui sei nello specchio della porta.
Contro il Sassuolo questa solidità è improvvisamente venuta meno. Non si tratta soltanto dei tre gol subiti, quanto del modo in cui sono arrivati. Nella parte conclusiva della partita la Juventus ha lasciato spazi difficilmente compatibili con una squadra costruita per competere ai massimi livelli.
Le distanze tra centrocampo e difesa sono aumentate, anche per via dell’assenza di Locatelli. Le coperture preventive sono diventate meno efficaci e ogni pallone perso in fase offensiva ha iniziato a rappresentare una possibile occasione per gli avversari.
È significativo che il Sassuolo sia riuscito a segnare il gol decisivo subito dopo il secondo pareggio bianconero. La Juventus aveva appena recuperato una partita quasi persa, ma invece di abbassarne il ritmo ha consentito nuovamente agli avversari di attaccare in campo aperto.
Le prime quattro giornate raccontano due Juventus differenti
Parlare di crisi dopo appena quattro partite sarebbe evidentemente prematuro. Il percorso dei bianconeri, tuttavia, mostra già alcune oscillazioni. La squadra di Spalletti aveva iniziato il campionato vincendo 1-0 sul campo del Frosinone grazie al gol di Bremer. Una partita gestita con autorità per lunghi tratti, anche se nel finale i padroni di casa erano riusciti a colpire un palo.
Alla seconda giornata era arrivato il 2-0 contro il Parma. La Juventus aveva faticato soprattutto nel primo tempo, prima di cambiare passo nella ripresa: Nico González, entrato dalla panchina, aveva sbloccato il risultato al 62’, mentre Koopmeiners aveva trovato il raddoppio nel finale. In quel momento il bilancio parlava di sei punti, tre gol segnati e nessuno subito. Era inoltre la terza stagione consecutiva nella quale la Juventus riusciva a vincere le prime due giornate di campionato, ogni volta con un allenatore differente.
Il primo rallentamento era arrivato contro il Milan. All’Allianz Stadium la Juventus aveva pareggiato 1-1: Alphadjo Cissè aveva portato avanti i rossoneri, Federico Gatti aveva risposto ristabilendo l’equilibrio. Una partita nella quale i bianconeri avevano comunque mostrato buone fasi di gioco, senza riuscire però a trasformare la propria superiorità territoriale in una vittoria.
La sconfitta contro il Sassuolo completa quindi una sequenza curiosa: due vittorie nelle prime due giornate, un pareggio nella terza e una sconfitta nella quarta. Sette punti complessivi e ottavo posto dopo quattro turni.
L'attacco produce a intermittenza
Un altro elemento da osservare riguarda il reparto offensivo. La Juventus dispone di numerose alternative e di giocatori capaci di risolvere individualmente le partite, ma non sempre riesce a costruire occasioni con continuità attraverso il gioco collettivo.
Contro il Parma erano serviti gli ingressi dalla panchina di Nico González e Koopmeiners per cambiare la partita. Contro il Milan il gol era arrivato da un difensore. A Sassuolo è stato Zhegrova, con due reti nel finale, a evitare che la sconfitta maturasse con largo anticipo.
Anche Kolo Muani resta un elemento centrale del progetto. Spalletti, dopo la gara di Reggio Emilia, ha sottolineato la necessità di coinvolgere maggiormente il proprio numero nove, chiedendogli allo stesso tempo maggiore incisività negli ultimi metri.
Il problema non riguarda quindi esclusivamente gli attaccanti. La Juventus deve trovare meccanismi che consentano di portare i propri uomini offensivi vicino alla porta con maggiore frequenza, evitando che la produzione dipenda troppo dall'iniziativa individuale degli esterni o dai cambi effettuati nella ripresa.
L'Atalanta diventa subito un test importante
Il calendario propone adesso alla Juventus una partita che può dare indicazioni significative sulla capacità di reazione della squadra. Il prossimo impegno di campionato sarà all’Allianz Stadium contro l’Atalanta, prima di una serie che comprenderà Cagliari, Lazio, Lecce, Genoa e quindi Napoli.
Non sarà tanto la classifica, dopo appena quattro giornate, a rendere importante la prossima partita. Sarà soprattutto la risposta mentale alla prima sconfitta. La Juventus delle prime settimane ha dimostrato di poter essere compatta, concedere pochissimo e trovare soluzioni anche dalla panchina. Quella vista nel finale di Sassuolo ha invece mostrato una squadra vulnerabile quando la partita perde ordine.
Il lavoro di Spalletti dovrà probabilmente partire proprio da questa contraddizione. L'ambizione di cercare sempre la vittoria rappresenta una qualità, ma per tornare realmente competitiva la Juventus dovrà imparare anche a governare le partite. A Reggio Emilia aveva recuperato due volte una gara complicatissima. Perdere comunque al 94’, dopo essere riuscita a rimetterla in piedi, è il dettaglio che rende la sconfitta molto più significativa di un semplice passo falso di settembre.
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