Conte sfida il Pd: “Sulle armi all’Ucraina decideremo con le primarie”. Rabbia dei “falchi” dem: “Così spacca la coalizione”
- Postato il 2 agosto 2026
- Politica
- Di Il Fatto Quotidiano
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Il nodo delle armi all’Ucraina “lo scioglieremo con le primarie: faremo decidere gli italiani”. Intervistato dal vicedirettore della Stampa Alessandro De Angelis alla rassegna PiazzAsiago, Giuseppe Conte sfida gli alleati del Pd su uno dei temi che dividono più in profondità la coalizione progressista. “Non votiamo il sostegno militare, aiuti e sanzioni economiche sì”, ribadisce il leader del Movimento 5 stelle. E provoca: “Mi sembra che l’Ucraina abbia un arsenale militare super attrezzato, ci sono anche componenti di destra estrema e già c’è un mercato, ci si chiede che fine facciano quelle armi“, sottolinea. E annuncia: “Se dovessi vincere le primarie, il giorno dopo mi batterò in Europa per trovare una soluzione negoziale che tuteli gli interessi dell’Ucraina, che è il Paese aggredito”. E se dovesse tornare premier? “Se dovessi essere investito di questa grande responsabilità chiamerei Zelensky, lo incontrerei per rassicurarlo: lui è l’aggredito. Ma un attimo dopo chiamerei Putin per imprimere una svolta negoziale. Putin non vuole il negoziato? Andiamoci a sedere, andiamo a vedere”, afferma.
Parole che innescano la reazione indignata del fronte pro-armi. “Conte libero di stare dalla parte della Russia, dell’aggressore. Magari chieda al suo alleato, il Pd, se sono d’accordo”, commenta il vicepremier e segretario di Forza Italia Antonio Tajani. Carlo Calenda come al solito mette in mora il Nazareno: “Se il Pd esistesse ancora politicamente, dovrebbe sancire oggi la fine del campo largo o costringere questo populista opportunista a fare retromarcia. Ma faranno finta di nulla. Come sempre”. Anche tra i “falchi” dem, però, c’è chi ci ci tiene a marcare le distanze. “Si prenda atto che c’è chi vuole rompere la coalizione, su una materia per noi del Pd del più alto valore, cioè il futuro dell’Europa e la sicurezza del nostro continente”, scrive sui social la deputata Lia Quartapelle. E il collega senatore Filippo Sensi è ancora più duro: “Il Vannacci del campo largo si agita, promettendo una agenda filorussa e giocando allo sfascio. Non ci riuscirà. Dovrà fare pippa”.
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