Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

Conte, Salvini e Vannacci devono decidere: nella Nato o fuori. La versione di Sisci

  • Postato il 14 luglio 2026
  • Politica
  • Di Formiche
  • 0 Visualizzazioni
  • 4 min di lettura
In sintesi

L'articolo affronta il dibattito politico italiano sulla permanenza nella NATO, coinvolgendo figure chiave come Conte, Salvini e Vannacci. Utilizzando una metafora matrimoniale, l'autore Sisci sottolinea l'impossibilità di mantenere i benefici dell'alleanza atlantica mentre se ne mettono in discussione i fondamenti. La questione centrale riguarda la coerenza geopolitica dell'Italia e la necessità di una scelta definitiva sulla propria collocazione internazionale.

Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.

Conte, Salvini e Vannacci devono decidere: nella Nato o fuori. La versione di Sisci

È legittimo pensare che un matrimonio sia finito, per qualunque motivo, e guardarsi intorno alla ricerca di un altro partner o un’avventura occasionale. Il matrimonio non è più sacro e indissolubile. Poi però non si può tornare a casa a pretendere che la moglie abbia cucinato e lavato o che il marito abbia pagato le bollette, come accade nei matrimoni tradizionali.

Se il matrimonio non funziona, si divorzia e chi tradisce se ne assume responsabilità, si farà mantenere dal nuovo partner o si rimbocca le maniche. Ma invocare il tradimento e poi non muoversi per divorziare o agire di conseguenza manda tutti, vecchi e nuovi partner, al manicomio. Forse il nuovo/a, per odio al vecchio marito/moglie, istiga comunque il fedifrago/a. Ma difficilmente ci sarà grande fiducia, perché chi tradisce una volta magari lo farà ancora.

Sembra ci sia qualcosa di questo nella tarantella politica italiana del momento guidata dal leader del M5S Giuseppe Conte al grido “La Russia non è una minaccia”. Dietro Conte a sinistra, appena meno espliciti, ci sono i suoi dioscuri a destra, Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, e Matteo Salvini, leader della Lega. La terna non vede la Russia come una minaccia, si oppone ad aumenti delle spese militari in generale e in particolare ad aiuti all’Ucraina o interventi contro l’Iran.

In una democrazia liberale ciò è legittimo, però poi non si può pretendere che la Nato paghi le spese della sicurezza italiana o gli Usa ne garantiscano la protezione. Giusto o sbagliato che sia, la Nato sostiene l’Ucraina e l’America è impegnata contro l’Iran.

Conte, Vannacci e Salvini dovrebbero vederne le conseguenze e chiedere l’uscita dell’Italia dalla Nato e la rottura dell’alleanza con gli Stati Uniti. A questo punto, come nei divorzi, si paga un conto. L’Italia può scegliere di chiedere la tutela di difesa russa, legittimo, e gli italiani sperimenteranno da sé se i russi saranno più generosi e meno tiranni degli americani.

Oppure l’Italia dei tre può decidere di difendersi da sola, allora avrà bisogno di spese alla difesa che non arriveranno solo al 5% del Pil ma dovranno toccare il 20-30% del pil, con tutte gli effetti collaterali. Oppure ancora i nuovi governanti italiani decideranno di votarsi al pacifismo, e a quel punto bisognerà considerare l’ipotesi non remota dell’invasione dell’Italia da parte del primo predone, libico e non, con l’uggia di una cacio e pepe.

Né si può dire che tutto vada bene con la Nato o gli Usa. Ma anche qui bisogna decidere: si prova a cambiare le cose da dentro l’alleanza o si esce? Non c’è botte piena e moglie ubriaca.

Più che nei divorzi la politica non è fatta di linee rette, certo. Una scappatella può essere perdonata, specie a casa nostra. Ma qui non siamo a una sbandata, ma a una politica consistente che si oppone alla grande direzione di marcia di Usa e Nato. Non può andare avanti così perché anche al cornuto più serafico e paziente (in Italia lo sappiamo) prima poi saltano i nervi. A quel punto ogni regola salta pure.

Quindi il terzetto non può continuare nell’alleanza con gli Usa e la Nato e intanto dire che la Russia non è una minaccia. La Russia lo è per i nostri alleati, quindi o il terzetto chiede di cambiare alleanze oppure riconosce che la Russia è una minaccia.

Il terzetto vuole uscire dalla Nato? Vuole il divorzio? Se sì lo chieda, e vediamo cosa gli italiani dicono sul serio. Altrimenti la smetta e spieghi al paese che la situazione è complicata e la Russia non è un’anima del Paradiso che ci salva. A pensare male, il pensiero è questo: che potenze straniere, che “non sono una minaccia” puntano a rovinare un’alleanza per il ritorno politico generale e particolare che ne possono avere—il caos fra i nemici.

Nel grande gioco della politica internazionale è legittimo. Ma gli italiani che si prestano a questo gioco, che gente è? Ingenui nella migliore della ipotesi.

Autore
Formiche

Potrebbero anche piacerti