"Consiglieresti a tua figlia di passeggiare a Ceuta?"
- Postato il 4 settembre 2026
- Esteri
- Di Libero Quotidiano
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"Consiglieresti a tua figlia di passeggiare a Ceuta?"
«Consiglieresti alle tue figlie di andare alla spiaggia di Trampolin o fare una passeggiata di notte per Ceuta?» ha chiesto in aula il leader del Pp Alberto Núñez Feijóo al premier Pedro Sánchez che per la prima volta dall’invasione dell’enclave si è concesso di riferire ai deputati del suo Paese. «Vi vediamo molto coraggiosi nei confronti del Re di Spagna e molto sottomessi al Re del Marocco. Sappiamo già a quale corona rispondete» ha invece incalzato il leader di Vox Santiago Abascal, centrando un altro punto dolente tra gli innumerevoli che hanno macchiato la gestione della crisi da parte del governo socialista. «Quale documento, conversazione o indizio vi ha spinto a comportarvi in questo modo? Perché avete paura del Marocco? Cosa sa il Marocco di voi?», ha attaccato ancora Feijoo.
Il presidente del Consiglio da parte sua ha ribadito i concetti già espressi in un’intervista a Cadena Ser lunedì scorso dopo essere faticosamente rientrato dalle lunghe vacanze agostane. Ovvero ha ri-puntato il dito contro i bulos, le bufale, scatenate a suo dire da account riconducibili a Russia e Israele (due nemici di comodo, uno dell’Europa l’altro della stessa Spagna), ai quali si sono uniti, perché no, anche gruppi di estrema destra spagnoli ed europei. Quindi ha negato che il governo avesse ricevuto segnalazioni che preannunciassero il «massiccio afflusso», così ha chiamato l’invasione di 80mila clandestini, sottolineando che «nessuna delle segnalazioni ricevuta è andata oltre la descrizione dei dati o un avviso di routine». «Tutte le istituzioni statali hanno rilevato un aumento degli arrivi nella città autonoma... un picco significativo, ma tutt’altro che senza precedenti o eccezionale», ha chiarito Sánchez. Da segnalare che tra i banchi sedeva anche la ministra della Difesa Margarita Robles già entrata in rotta di collisione con il governo sostenendo al contrario che i servizi avevano avvisato della possibile entità dell’invasione, e che è rimasta significativamente seduta quando i colleghi di partito e governo si sono si sono profusi in una standing ovation per omaggiare il leader massimo.
Quest’ultimo ha poi spiegato che la situazione è cambiata «radicalmente e improvvisamente» il 31 luglio, quando «i social sono stati inondati di messaggi e video che incoraggiavano le persone ad attraversare il confine, spesso con il pretesto di una sentenza della Corte Suprema spagnola che, a loro dire, impediva i cosiddetti respingimenti». Quanto al Marocco ha ribadito di escludere, «al momento», che sia in qualche modo coinvolto, nonostante anche in questo caso ci sia un rapporto della polizia che parla di agenti di sicurezza marocchini che avrebbero agevolato l’ingresso degli immigrati. Un altro rapporto indica invece che Rabat avrebbe inutilmente avvisato in anticipo Madrid di un possibile arrivo di massa di immigrati. Sánchez si è però risentito delle parole, definite «inaccettabili», di un paio di ministri marocchini che hanno parlato di «diritti storici e geografici» su Ceuta e Melilla e «sacra lotta per la liberazione delle città occupate». E se l’è presa anche con l’Europa che a suo modo di vedere ha dimostrato di essere priva di senso di solidarietà e di essere alimentata da pregiudizi.
Quando infine è uscito dal Parlamento lo attendeva un gruppo molto nutrito di manifestanti che gli davano del «traditore», del «corrotto», del «ladro» e gli auguravano il carcere. Le proteste sono seguite a quelle di mercoledì sera nella stessa Madrid e in altri 250 comuni del Paese, compreso nell’enclave durante la quale i cittadini hanno principalmente scandito lo slogan già utilizzato nei giorni precedenti, «Ceuta non è in vendita, dobbiamo difendere Ceuta».
Da segnalare infine un episodio più che significativo: in uno dei centri di accoglienza della città autonoma è morto ieri un immigrato 17enne affetto una grave forma di diabete, accolto dalla Spagna socialista e solidale con la speranza di cure migliori, ma mai trasferito in un ospedale dal 31 luglio.
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