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Concorso per dirigenti pubblici, caos nel quiz digitale: domande sbagliate e punteggi a rischio. La prova può essere invalidata

  • Postato il 7 ottobre 2026
  • Cronaca
  • Di Il Fatto Quotidiano
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  • 3 min di lettura
In sintesi

Problemi significativi emergono dal concorso per dirigenti pubblici della Scuola nazionale dell'amministrazione. La prova preselettiva di ottobre, che ha coinvolto oltre 19mila candidati per 73 posizioni disponibili, presenta irregolarità nei quesiti proposti. Errori riscontrati nelle domande del test digitale potrebbero compromettere l'affidabilità dei risultati e la validità della selezione, generando preoccupazioni sulla correttezza della procedura concorsuale.

Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.

Concorso per dirigenti pubblici, caos nel quiz digitale: domande sbagliate e punteggi a rischio. La prova può essere invalidata

C’è grande imbarazzo alla Scuola nazionale dell’amministrazione (Sna) di Roma. Il 12° concorso per gli aspiranti dirigenti pubblici, la cui prova preselettiva si è svolta il 6 ottobre a Roma e in altre quattro città con oltre 19mila candidati per 73 posti, non è andato come avrebbe dovuto. C’era almeno una domanda “sbagliata”, nel senso che il quesito era ripetuto due volte. “Era in inglese, ma la seconda volta le risposte in italiano si riferivano a una questione di diritto che non aveva niente a che fare con la domanda”, spiega un candidato. Altri confermano. Altri ancora su forum dei candidati, scrivono che “passando ad altre domande si tornava alla 55”, cioè quella sbagliata.

Il quiz è digitale, si rispondeva su tablet forniti dall’amministrazione. I questionari erano randomizzati, le domande erano le stesse ma i candidati le trovavano in posizioni diverse tra le 60 in cui si articolava la prova. Non è nemmeno detto che fosse solo una la domanda sbagliata, qualcuno dice che erano tre; altri raccontano di aver visto, in un caso, le risposte tra cui scegliere ma non la domanda. Alcuni, che hanno sostenuto la prova alla Fiera di Roma, lamentano di non aver avuto indicazioni precise dalla commissione esaminatrice, che invece secondo altri candidati “ci ha fatto sapere tramite la vigilanza che non dovevamo rispondere alla domanda sbagliata”. Tramite la vigilanza? Mah. Una risposta errata dà una penalizzazione maggiore rispetto alla non risposta, quindi si rischia di alterare i punteggi. A Catania – la prova si svolgeva anche a Napoli, Verona e Cagliari, oltre che a Roma – invece l’hanno spiegato: saranno valutate solo 59 risposte. Ma c’è pure chi osserva: “Chi era più forte in quella materia sarà comunque penalizzato”. Sul forum dei candidati aperto sul sito del Viminale c’è pure chi scrive che era una vera e propria baraonda, con alcuni candidati che andavano e venivano dalle toilette dove il regolamente vietava di andare. Impossibile verificare.

Per due giorni abbiamo chiesto inutilmente spiegazioni ai vertici della Sna, che ha sede al Foro Italico a Roma e organizza il concorso con il Formez. L’unico comunicato pubblicato sembra attribuire la responsabilità all’appaltatore Recrytera Srl – società specializzata nella digitalizzazione di queste prove, il cui fatturato, tutto di provenienza pubblica, ha superato i 40 milioni di euro nel 2025 – che fa parte del gruppo Zenita Group, controllato dal fondo internazionale Cvc Capital Partners e da Cdp Equity: “La società Recrytera s.r.l., con comunicazione trasmessa questo pomeriggio, ha rappresentato che nel corso della prova preselettiva svoltasi in data odierna è stata rilevata una criticità di natura software. La criticità è stata prontamente presa in carico e sono in corso le opportune verifiche tecniche’”, si legge nella nota pubblicata il 6 ottobre alle 18. La Sna aggiunge che la Commissione esaminatrice “si è prontamente riunita per analizzare l’accaduto e per valutare eventuali misure da adottare al fine di garantire par condicio e trasparenza nella correzione della prova preselettiva” e promette di informare “tempestivamente” i candidati. Tra le ipotesi c’è anche quella di invalidare la prova, il rischio è una pioggia di ricorsi.

Dopo le dimissioni di Paola Severino, dallo scorso agosto la Scuola è guidata dal Prof. Avv. Gennaro Terracciano – docente di diritto amministrativo all’Università Roma 4 delle Scienze motorie che sta sempre al Foro Italico, un tempo Isef, considerato vicino a Forza Italia – e dal segretario generale Angelo Spada, lunga carriera da dirigente soprattutto al ministero dell’Economia, poi a Palazzo Chigi dopo l’arrivo di Giorgia Meloni.

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Il Fatto Quotidiano

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