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Concerto di Jovanotti annullato a Barletta: “Area non idonea”

  • Postato il 12 agosto 2026
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Concerto di Jovanotti annullato a Barletta: “Area non idonea”

Il Quotidiano del Sud
Concerto di Jovanotti annullato a Barletta: “Area non idonea”

(Adnkronos) –
E’ stato annullato il concerto di Jovanotti in programma lunedì 17 agosto nell’area dell’ex cartiera di Barletta. E’ quanto apprende l’Adnkronos dagli organizzatori.  

Questa mattina, in Prefettura, si è riunita la Commissione di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo, chiamata a valutare l’idoneità del sito dopo le criticità emerse dagli ultimi controlli ambientali.  

In Commissione è arrivato il parere negativo della Asl, dopo che le rilevazioni effettuate dall’Arpa avevano portato al prelievo e all’analisi di alcuni campioni relativi alla presenza di amianto nell’area. Un elemento che ha pesato sulla valutazione complessiva delle condizioni di sicurezza e salubrità del sito. La Commissione ha quindi espresso parere negativo allo svolgimento dell’evento nell’area dell’ex cartiera.  

Nel pomeriggio di oggi, la Trident, società organizzatrice del concerto, ha fissato una conferenza stampa via Zoom dove ha comunicato l’annullamento. Un incontro con la stampa dovrebbe tenersi anche domani mattina in Comune a Barletta. 

 

“L’evento è stato annullato perché la commissione provinciale di vigilanza, e in particolare l’Asl, ha ritenuto di non autorizzare il concerto a causa del rischio amianto, sulla scorta del ritrovamento di alcuni manufatti” commenta all’Adnkronos il sindaco di Barletta, Cosimo Cannito. “La società organizzatrice è arrabbiatissima, ma non nei confronti dell’amministrazione comunale. Anzi, lo stesso Salvadori (ad di Trident, ndr.) ha esordito dicendo che il sindaco non è affatto responsabile”. Il primo cittadino sottolinea come la rabbia degli organizzatori sia “contro gli enti, in particolare Arpa e Asl, che si sono pronunciati in ritardo”, confermando la frustrazione per una decisione arrivata a pochi giorni dall’evento. “Sarebbe stato il quarto concerto di Jovanotti qui – ricorda Cannito – La Trident si è rivolta a noi forte dei tre eventi precedenti, che non hanno prodotto alcuna carenza organizzativa e durante i quali hanno trovato disponibilità umana e accoglienza”. 

Il sindaco si dice amareggiato per l’occasione persa e annuncia tolleranza zero verso le strumentalizzazioni. “A tutti gli sciacalli che vorranno usare questa vicenda per fare opposizione politica e personale, dico che li querelerò. Gli insulti sono ingiusti. Nessuno più del sindaco voleva che l’evento si svolgesse”. Infine, Cannito fa sapere di stare valutando se indire una conferenza stampa nella giornata di domani “per spiegare nel dettaglio cos’è accaduto e perché si è arrivato a questo risultato negativo” 

 

“Stiamo valutando se esiste uno spazio a Bari che possa ospitare adeguatamente il Jova Summer Party il 19 settembre” ha detto Maurizio Salvadori, amministratore delegato della Trident Concert. “Per cui avremo bisogno di qualche giorno. Dopodiché, ammesso che la risposta sia positiva, i biglietti saranno validi per chi vorrà venire, mentre chi vorrà il rimborso potrà ottenerlo”.  

La vicenda è iniziata due mesi fa con un esposto presentato alla Procura della Repubblica sulla salubrità dell’area dell’ex industria cartiera. Questa mattina il parere negativo della Asl, dopo che le rilevazioni effettuate dall’Arpa avevano portato al prelievo e all’analisi di alcuni campioni relativi alla presenza di amianto nell’area. Nella relazione, racconta Salvadori, “è stato scritto che, pur non essendoci nulla nell’aria, è stato trovato un pezzo di amianto di circa 6-8 cm vicino all’ingresso. Questo ha dato adito all’ipotesi che potrebbero essercene altri, non visibili, e che il calpestio di 33.000 persone avrebbe potuto disperdere fibre nell’aria. Sulla base di questa ipotesi, stamattina l’Asl ha ritenuto l’area non idonea”. 

“Il problema di fondo – afferma Salvadori – è che, quando c’è un esposto alla Procura, nessun burocrate vuole essere chiamato a giustificare le proprie decisioni. La posizione più comoda è dire ‘non si fa’, senza curarsi dei danni e dei disagi per 30.000 persone. La storia è tutta qua. Mi viene da dire che se qualcuno butta un pezzo di amianto dentro lo stadio San Nicola, si potrebbe ipotizzare che ce ne siano altri e vietare per sicurezza anche i concerti lì”. “Questa vicenda è andata avanti per due mesi e mezzo e oggi, a pochi giorni dall’evento e con il palco quasi montato, ci fermano”, dichiara Salvadori, che addebita la responsabilità ai ritardi della burocrazia e aggiunge: “Per smontare, ci hanno detto che dovremo indossare le tute bianche”. L’organizzatore, tuttavia, scagiona l’amministrazione comunale: “Il Comune non c’entra niente. Ho visto con i miei occhi il sindaco e tutta l’amministrazione battersi fino all’ultimo, sulla base della logica, per fare il concerto. Qualcun altro ha detto di no”. 

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