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Con Ciccone e Longo Borghini l'Italia vuol tornare a vestire l'iride: perché Montreal può colorarsi di azzurro

  • Postato il 25 settembre 2026
  • Di Virgilio.it
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Con Ciccone e Longo Borghini l'Italia vuol tornare a vestire l'iride: perché Montreal può colorarsi di azzurro

Il ritornello è lo stesso (più o meno) da 18 anni a questa parte: ogni anno ci presentiamo al mondiale e ci diciamo che possiamo tornare a indossare la maglia iridata, salvo poi aggiungere una lunga serie di postille che rendono il proposito pressoché impossibile. Potrebbe essere così anche a Montreal, dove l’assenza di Pogacar ha consegnato una corsa molto meno chiusa del previsto, ma dove l’Italia ancora una volta dovrà giocare di rimessa. Benché la squadra schierata da Marco Villa non sembrerebbe essere poi tanto male. Ma come accade sistematicamente da 18 anni, gli altri hanno molte più carte da giocare.

Ciccone e l’occasione attesa da una vita

In Canada “La Squadra” se la giocherà principalmente con Giulio Ciccone, al quale il CT ha vestito su misura il ruolo di capitano. L’altro Giulio, cioè Pellizzari, potrebbe diventare una carta buona, ma in seconda battuta. Ciccone è l’uomo designato per provare a vincere la corsa: ottimo scalatore, buona esplosività, peso conforme a quello che potrebbe essere l’identikit del vincitore (Evenepoel ha detto che sopra i 70 kg è dura riuscire a restare davanti: l’abruzzese è intorno ai 60, quindi ci sta da Dio) e capacità di resistere anche alle lunghe distanze.

Villa ha scrutato bene il percorso e l’ha designato leader, concedendogli anche un periodo di ambientamento in Vermont per rifinire al meglio la condizione. Alle soglie dei 32 anni (li compirà il 20 dicembre), Ciccone sente che questa potrebbe essere l’occasione attesa per tutta la vita: nei due mondiali corsi ha chiuso al 25esimo posto a Zurigo e (soprattutto) sesto lo scorso anno a Kigali, a Montreal spera di spingersi oltre. A patto che nella testa non entrino altri pensieri, come quelli legati al futuro: pur essendo sotto contratto con la Lidl Trek per altre tre stagioni, le voci su un suo passaggio imminente alla Pinarello Q36.5 si fanno sempre più insistenti.

Piganzoli e Pellizzari (più Finn) gregari di lusso

Nelle due gare World Tour disputate in Canada, Ciccone ha dimostrato di star bene veramente. Secondo al GP del Quebec dietro a Evenepoel, ha chiuso settimo nel GP di Montreal. Sarà fondamentale vedere come i compagni sapranno portarlo nelle posizioni che contano quando esploderà la corsa: Piganzoli e Pellizzari sono due ottimi scalatori e avranno il compito di scortarlo nei tratti più duri, mentre Bettiol e Trentin saranno chiamati a fare da “taglia e cuci” soprattutto nella prima metà della corsa, evitando di esporre il capitano al rischio di restare tagliato fuori.

Tutto da vedere quel che potrà dare Lorenzo Mark Finn, al debutto in un mondiale (il suo sarà più un assaggio di ciclismo “dei grandi” che altro, ma sicuramente Villa proverà a valorizzarne il lavoro in determinate fasi della corsa). Chiaro però che alla fine la differenza dovranno farla le gambe di Ciccone: contro Evenepoel, Seixas, Del Toro e van der Poel (per citare i più forti) servirà il Giulio dei giorni migliori.

Anche Longo Borghini può fare la storia

Magari una spinta alle ambizioni azzurre potrebbe arrivare da quel che riuscirà a fare Elisa Longo Borghini nella giornata di sabato: forte dell’oro conquistato nella Mixed Relay, la fuoriclasse azzurra proverà a lanciare l’assalto alla maglia iridata in una corsa che si preannuncia aperta a molte soluzioni. Certo la grande favorita è l’olandese Demi Vollering, al quale mancherebbe solo il mondiale per completare una collezione di trofei che praticamente spazia tra tutte le principali corse del panorama internazionale.

Ma Longo Borghini può rappresentare la prima alternativa credibile assieme all’elvetica Marlen Reussler, alla polacca Kasia Niewiadoma e alla spagnola Paula Blasi. Rispetto agli uomini in campo femminile il digiuno è decisamente più contenuto (Elisa Balsamo vinse nel 2021 a Lovanio), con Longo Borghini che ha conquistato due bronzi nel 2020 e nel 2024. Montreal potrebbe raccontare una storia bellissima, ma come sempre sarà la strada a dire chi avrà avuto ragione.

Autore
Virgilio.it

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